La marina degli Stati Uniti aiutò il colpo di stato in Venezuela
con l'invio di informazioni segrete dalle sue navi nei caraibi ai golpisti,
secondo informazioni dello scorso lunedi di The Guardian.
Il quotidiano londinese, che cita come fonte Wayne Madsen, ex agente dei
servizi segreti della marina USA, afferma che da Giugno dello scorso anno
gli Stati Uniti hanno considerato la possibilità di un colpo di stato
per deporre il presidente del Venezuela, Hugo Chàvez.
Il giornale informa che sono apparse addirittura prove di un appoggio finanziario
degli Stati Uniti a personaggi-chiave che tentarono il golpe.
"La prima cosa che ho sentito fu che il colonnello James Roger (assessore
militare distaccato dell'ambasciata degli Stati Uniti a Caracas) si trovò
lì nel Giugno scorso per preparare il terreno" dichiarò
Madsen, che rivelò in più che "anche qualcuno dei nostri
agenti dell'antinarcotici furono implicati".
Anche se le navi della Marina degli USA si trovavano nella regione dei Caraibi
per "manovre" e no per motivi relazionati con il tentativo golpista
in Venezuela, secondo il quotidiano aiutarono i militari Venezuelani impegnati
"nell'azione" a interferire nelle comunicazioni delle missioni
diplomatiche cubana, libica, iraniana, irachena a Caracas.
I mezzi della Marina statunitanse erano in manovra ma permanerono in "stato
d'allerta" per evacuare i cittadini statunitensi in Venezuela, se la
situazione nel paese lo avesse richiesto.
The Guardian ricorda in più che il congressista Roger Rondon ha accusato
l'ambasciarore degli Stati Uniti in Venezuela, Charles Shapiro, e due assessori
militari della rappresentanza diplomatica, James Roger e Ronald McCammon,
di essere implicati nel tentativo del golpe.
Rondon sostiene che la notte del colpo di stato Roger e McCammon erano nel
forte "Tiuna", dove si trovavano anche i "capoccia"
del temerario tentativo di golpe.
Per quanto riguarda Shapiro, Rondon disse che l'ambasciatore USA fu visto
uscire dal Palazzo "Miraflores" abbracciato a Pedro Carmona Estanga,
che fu designato dai golpisti per sostituire Chàvez.
Sull'aiuto finanziario, The Guardian segnala che nell'ultimo anno gli Stati
Uniti hanno inviato tramite il "Fondo di aiuto alla democrazia"
centinaia di migliaia di dollari per appoggiarer gruppi statunitensi e venezuelani
opposti a Chàvez.