osservatorio internazionale

 

Meglio il piombo del pane?
Valutazione dei contrastanti resoconti relativi alla
Guerra alla Droga condotta dagli Stati Uniti nel XXI secolo: "Plan Colombia"

di Doug Stokes

traduzione di Marco De Biasio

 


Doug Stokes è attualmente un ricercatore universitario (PhD) presso l'Università di Bristol in Gran Bretagna. Il suo lavoro di ricerca si concentra sulla continuità e sull'escalation dei conflitti a bassa intensità catalizzati dagli Stati Uniti in America Latina nell'era post guerra fredda. Principalmente interessato all'intervento militare in Colombia, la sua opera esamina la "guerra alla droga" di Washington e il suo utilizzo per il mantenimento dell'apparato repressivo dei movimenti di riforma socioeconomica latinoamericani.

An unspeakable amount of pain, arrogance, harshness, estrangement, frigidity has entered into human feelings because we think we see opposites instead of transitions. [1]
Nietzsche

Con una popolazione di 40 milioni di abitanti, la Colombia è il quarto paese più popolato dell'emisfero occidentale. Il suo territorio terrestre può racchiudere l'intero Centro America per più di quattro volte. Dilaniata da decenni di violenza politica e tumulti sociali, la Colombia si è distinta come paese esportatore di cocaina a livello mondiale, di cui oltre il 90% contrabbandato agli Stati Uniti. Con alle spalle una lunga storia di interventi militari nel Centro America, Washington si è recentemente impegnata ad essere il maggior garante militare post-Guerra Fredda di ogni paese dell'America Latina fornendo oltre $1.3 miliardi di dollari alle forze armate colombiane. Anche se apparentemente pianificato (il Plan Colombia) per permettere alle forze armate colombiane una più efficace guerra alle droghe, ci sono una miriade di sconvolgenti elementi che, se minuziosamente esaminati, ne insidiano i suoi obiettivi prefissati.

L'esercito colombiano detiene uno dei peggiori primati per quanto riguarda la violazione dei diritti umani nell'emisfero occidentale. Inoltre c'è una copiosa documentazione che mostra collegamenti estensivi fra l'esercito colombiano e gli "squadroni della morte". Questi ultimi sono responsabili di oltre l'80% degli abusi in Colombia, paese in cui 8, fra le 12 persone che vengono uccise ogni giorno, non appartengono ad alcuna fazione combattente. Fra le prove recentemente emerse, ve n'è una che illustra come la riorganizzazione dell'intelligence militare colombiano secondo i parametri nordamericani, avvenuta nel 1991 per plasmare i legami fra esercito e formazioni paramilitari, sia direttamente implicata nella violazione dei diritti umani in Colombia. Il quadro diventa ancora più oscuro se consideriamo che gli stessi squadroni della morte sono profondamente legati nel traffico di cocaina. Dunque gli Stati Uniti stanno indirettamente finanziando i più influenti signori della droga. Il Plan Colombia tiene conto di ogni considerazione in merito al coinvolgimento dei settori militari e paramilitari colombiani nel multimiliardario commercio della coca concentrando la spinta militare nelle aree controllate dai movimenti insurrezionali di sinistra (che sono quelle al sud del paese).Tutto ciò ci induce a chiederci perché mai Washington stia facendo in modo che l'esercito colombiano, uno dei più sanguinari, sia il suo terzo recipiente di aiuti militari mondiale. Per di più, dato che l'obiettivo dichiarato del plan Colombia è la distruzione dei raccolti della coca, perché i governanti americani scelgono di ignorare le più importanti pedine dell'equazione U.S.A /Droga Colombiana e si concentrano invece nella lotta al più vasto movimento di sinistra rivoluzionario dell'America Latina? In Colombia ci sono oltre 3.000 morti in un anno e ci sono oltre 1.8 milioni di sfollati.[2] Il Plan Colombia produrrà altri 40.000 sfollati e se continuerà l'attuale tendenza, si arriverà ad un aumento delle morti e della miseria per una popolazione stanca di questa guerra.[3] Washington non solo permetterà la radicalizzazione degli abusi contro la popolazione, ma indurrà la stessa popolazione a commetterne. Il Plan Colombia non spezzerà in maniera significativa il commercio della coca, indebolirà qulasiasi passo verso la risoluzione del conflitto colombiano e potrebbe anche risucchiare Washington in una sorta di guerra contro-insurrezionale sulla falsa riga di quella del Vietnam.

Metodologia

Questo articolo si avvarrà di una metodologia narrativa che parte dal presupposto che i fatti non parlano per loro stessi. In altre parole, i fatti non esistono al di fuori di una soggettiva struttura interpretativa. I fatti sono interpretati secondo uno specifico preconcetto politico, secondo interessi socio-economici o obiettivi strategici e sono incanalati per supportare una particolare formulazione narrativa. Queste speculazioni narrative servono per costruire ambiti ideologici nonché le identità degli attori di questi stessi ambiti. Per esempio, Gli Stati Uniti insistono sul fatto che la guerriglia colombiana sia coinvolta nel traffico di droga. Questo fatto induce sia a credere alla bontà della politica che lo stato americano persegue con il Plan Colombia che a determinare l'identità dei guerriglieri come dei narcotrafficanti, il che permette agli Stati Uniti di agire nei modi a loro più consoni. Le formulazioni narrative dominanti sono quasi sempre messe in discussione da parte di conseguenti contro formulazioni le quali si avvalgono di elementi alternativi, oppure interpretano gli stessi elementi ma in modo diverso. Per esempio, una formulazione narrativa critica nei confronti della linea interpretativa statunitense della narco-guerriglia, evidenzierebbe il fatto che se da un lato la cosiddetta narco-guerriglia impone una tassa sulla produzione della coca, dall'altro gli squadroni della morte sono molto più direttamente coinvolti nel traffico della droga. In questo modo si assiste ad un'incorporazione di prove empiriche utili ad approfondire una particolare trattazione narrativa in modo tale da mettere in discussione sia la politica che il tipo di identità che vengono strumentalmente costruite.
Questo articolo impiegherà due ampie strutture narrative nell'analisi degli argomenti inerenti al Plan Colombia. Per ragioni di chiarezza tassonomica le denominerò strutture narrative degli Usa (che sono per la guerra alla droga) e strutture narrative critiche (che sono contro la guerra alla droga). Siccome quest'articolo è primariamente interessato alle tesi che giustificano il Plan Colombia, prenderò in considerazione i tre obiettivi dichiarati da Washington riguardanti il pacchetto di fondi economici, ed esaminerò gli elementi reali e quelli inventati che ogni struttura narrativa impiega. Gli obiettivi dichiarati del Plan Colombia sono la lotta alla droga, l'incentivazione di un buon governo avente un buon sistema di sviluppo economico, la riforma del sistema giuridico e la tutela dei diritti umani.
L'articolo rivelerà come la struttura narrativa critica impieghi molte più contro-argomentazioni reali e dimostri che ci sono alcune significative omissioni all'interno della struttura narrativa Usa. Conseguentemente la struttura narrativa critica definisce gli obiettivi del Plan Colombia assolutamente insostenibili. Alla luce di questa bocciatura l'articolo cercherà di dimostrare che i tanto propagandati obiettivi in realtà descrivano solo come gli Stati Uniti desiderino essere visti all'interno dello scacchiere internazionale. La struttura narrativa critica non solo demolisce il Plan Colombia in termini politici, ma mette in discussione la stessa entità degli Stati Uniti. Siffatta formulazione viene espressa attraverso l'analisi di ciò che l'applicazione del Plan Colombia implica in termini di coinvolgimento statunitense nella violazione dei diritti umani, e di utilizzo della guerra alla droga come conveniente copertura alla strategia interventista in America Latina nel panorama mondiale post guerra fredda. [4]Il Gen. Charles Wilhelm, il capo del U.S. Southern Command, afferma, "Anche se professionali e ben diretti, i membri della Cnp [Polizia Nazionale Colombiana] sono esattamente ciò che implica la loro sigla d'appartenenza - sono cioè una forza di polizia. Per poter affrontare le Farc sul campo di battaglia costoro necessitano della forza di un maggior numero di uomini a cui si dovrebbe combinare una più alta capacità bellica con l'ausilio anche di colonne mobili. Questa è una missione che le forze armate e solo le forze armate possono e devono intraprendere."[5] Ecco dunque esplicitata una soluzione, basata su chiare spinte militari, al problema del narcotraffico in Colombia.

L'obiettivo numero uno degli Stati Uniti: la distruzione della coca.

Le unità antinarcotici addestrate ed equipaggiate dagli Stati Uniti inizialmente punteranno su un'"incursione meridionale" nella regione di Putumayo. La struttura narrativa Usa afferma che lì avvenga la maggior parte della coltivazione ad hoc della coca e dunque lì si dovrebbero concentrare le operazioni militari. Inoltre, siccome è risaputo che le Farc hanno ricavato introiti dalla vendita e dalla coltivazione della coca, avendo dunque un interesse acquisito nel mantenimento e nella protezione dei raccolti e del narcotraffico, è logico combattere le 'narco-guerrillas' per facilitare l'interdizione della droga e la distruzione dei suddetti raccolti. A tal fine, le principali iniziative portate avanti dall'esercito colombiano/statunitense sono state la creazione di una divisione antinarcotici composta da 950 uomini e lo stanziamento di fondi aggiuntivi per altre due divisioni. Queste divisioni faranno uso di 30 elicotteri Black Hawk e 33 elicotteri UH-1N, naturalmente provenienti dagli Stati Uniti. La vendita di questi elicotteri è la più grande finora registratasi per ogni paese dell'America Latina nel periodo post guerra fredda.[6] C'è anche stato lo stanziamento di 341 milioni di dollari per intensificare sia il controllo radar in Colombia che la condivisione estensiva dell'intelligence militare sulle attività di guerriglia delle aree meridionali. Il nuovo programma sarà applicato lungo la zona dei fiumi al confine ecuadoriano fino a congiungersi nella zona sud con l'aeroporto A-37 recentemente allestito, usato appositamente dall'esercito colombiano.[7] Il Dipartimento della Difesa (DoD) assicura che ci sono in Colombia approssimativamente 250-300 membri del personale statunitense che in qualunque momento sono pronti ad eseguire il ruolo di consiglieri per l'apparato di sicurezza colombiano. Queste unità sono di solito composte da forze speciali statunitensi e da reparti della marina militare.[8]

Gli Stati Uniti sostengono che la narco-guerrilla tragga enormi profitti dal commercio della droga e che usi tali profitti per condurre una guerra contro il governo colombiano democraticamente eletto. Per gli Stati Uniti viene prima la distruzione dei campi di coca, e qualunque combattimento con i ribelli è secondario e subordinato all'obiettivo primario di annientamento delle piantagioni di coca. Gli Stati Uniti affermano che il loro ruolo si debba esplicitare come consiglieri e addestratori limitatamente nell'ambito della guerra alla droga. Per i comandi statunitensi è quindi necessario presentare una specifica serie di fatti tramite una impeccabile struttura narrativa di facciata altrimenti tutta la loro linea propagandistica verrebbe meno. Questi fatti vedono i guerriglieri come i principali produttori e trafficanti di coca, la cui concentrazione risiederebbe nelle regioni meridionali della Colombia. Altrimenti come si spiegherebbe che gli Stati Uniti stanno focalizzando gli attacchi solo al sud del paese?

Combattere la produzione di narcotici: ma perché il sud come unico obiettivo?

In Colombia c'è un elevato numero di gruppi armati che inseguono obiettivi socio-economici diversi. Le Farc e l' Eln sono dislocati al sud del paese e perseguono obiettivi di riforma politico-sociale secondo canoni di sinistra. Al contempo, concentrati nella parte settentrionale della Colombia, ci sono gruppi paramilitari di estrema destra armati fino ai denti, la stragrande maggioranza dei quali funge da organismo di protezione dell'ordine pubblico, si tratta dell'Auc (Forze d'Auto-Difesa Unite della Colombia) capitananto da Carlos Castano. Gli "squadroni della morte" paramilitari furono costituiti negli anni 50' dai grandi latifondisti per proteggere i loro interessi contro le incursioni della guerriglia e per sopprimere le richieste di riforma agraria avanzate dai contadini. Durante gli anni 80' gli squadroni della morte si sono evoluti divenendo delle unità armate molto ben equipaggiate e molto ben finanziate. Costoro si sono distinti per una campagna di terrore contro i gruppi guerriglieri e contro i civili che simpatizzavano con questi ultimi. Molte associazioni per la tutela dei diritti umani dicono gli squadroni della morte sono responsabili di oltre l'80% degli abusi commessi in Colombia.[9] Questi vanno dal rapimento di massa allo sterminio di interi villaggi. La formulazione narrativa critica contesta la linea di condotta del governo americano evidenziando l'esistenza di numerose unità paramilitari collegate a facilitazioni economiche derivate da una vasta produzione di coca e più significativamente derivate dai traffici internazionali.. A causa del processo prettamente industriale che sta alla base della produzione della coca nel nord della Colombia, combinato alla relativa impunità giuridica di cui godono le formazioni paramilitari attraverso i loro potenti legami con gli agrocapitalisti, gli Stati Uniti stanno finanziando proprio le persone che sono in massimo grado coinvolte nel traffico di droga.[10]Un rapporto effettuato dal Council of Hemispheric Affairs non ha rilevato prove evidenti che vedrebbero le Farc coinvolte nel traffico di coca agli U.S.A. ma al contrario evidenzia la natura estensiva del contrabbando di droga negli Stati Uniti da parte "dei gruppi d'estrema destra paramilitari in collaborazione con i benestanti baroni della droga, le forze armate, le figure chiave della finanza ed alti funzionari del governo."[11] Un rapporto dell'Economist sottolinea il fatto che i gruppi paramilitari di estrema destra sono "molto più addentrati nel mondo della droga" rispetto alle Farc, e la Drug Enforcement Agency "lo sa".[12]

In Colombia c'è un inequivocabile e ben documentato quantitativo di coca in coltivazione. Nella zona nord la coltivazione della coca è largamente industrializzata su larga scala in speciali "coca-appezzamenti" che sono in principale modo di proprietà dei grandi proprietari terrieri e protette da bande paramilitari.[13] Nella zona sud invece la coltivazione avviene in quantità ridotte ed è praticata da contadini nullatenenti e senza fissa dimora. E' stato rilevato che "le pianure a sud della Colombia erano rimaste virtualmente spopolate (eccetto che per la presenza di gruppi per la maggioranza indigeni) fino agli anni 60' e 70', quando la violenza e la diseguale ripartizione delle terre spinse la prima ondata di pionieri verso la pratica di questa "agricoltura di frontiera".[14] Secondo l'intelligence americana e secondo i sistemi di sicurezza colombiani, "gli squadroni della morte di estrema destra alleati con l'esercito proteggono i laboratori della droga e i suoi canali di traffico interno in misura assai maggiore" rispetto alla guerriglia [15]. In sintesi, le agenzie propriamente americane hanno pubblicamente riconosciuto che gli squadroni della morte e i potenti interessi commerciali sono coinvolti più massicciamente nella produzione nel traffico di cocaina rispetto alla guerriglia di sinistra. Il Plan Colombia si concentra solo su attacchi militari da compiersi al sud per colpire i piccoli produttori di cocaina e la guerriglia delle Farc. Attraverso il finanziamento fornito dal Plan Colombia, gli Stati Uniti non solo stanno ignorando gli effettivi attori della scena ma stanno anche rifornendo di apparecchiature altamente sviluppate proprio questi gruppi.

L'obiettivo numero due degli Stati Uniti: promuovere il buon governo e migliorare l'economia.

La struttura narrativa del governio U.S.A. sostiene che la parte essenziale del Plan Colombia è l'impegno per lo sviluppo economico. Pastrana ha descritto come centrale il problema della povertà conseguente all'esplosione della violenza e del narcotraffico in Colombia [16]: Nel 1998 gli Stati Uniti spesero 750000 dollari per i programmi di sviluppo alternativo per i contadini sfollati e per i coltivatori dei raccolti di coca in Colombia a cui era stata tolta la loro unica fonte di guadagno. Come risultato di ciò, altri soldi ancora sono stati aggiunti per le spese del Plan Colombia. La struttura narrativa del governo U.S.A. si sofferma sui vari aspetti che il piano dei finanziamenti prevede come aiuto economico da destinare ai civili. Per esempio, 68,5 milioni di dollari saranno spesi per programmi di sviluppo alternativo, 37,5 milioni andranno ai contadini rimasti senza casa a seguito della guerra della droga, 13 milioni saranno impiegati per la riforma del sistema giuridico, e 51 milioni andranno al monitoraggio dei diritti umani, il 20% del totale dello stanziamento totale del Plan Colombia.[17] Questo piano di sviluppo è vitale, in quanto "farà da contraltare al traffico di droga, creando nuovi posti di lavoro legale, che neutralizzeranno il lavoro generato dal traffico di della droga così come i gruppi armati che lo nutrono".[18] Gli Stati Uniti guardano ai successi ottenuti da analoghi piani di sviluppi applicati in Bolivia e in Perù dove "si può impiegare la stessa comunità per sorvegliare gli altri cittadini al fine evitare il ritorno della coltivazione della coca ".[19] All'interno del governo americano e quello colombiano, c'è la netta convinzione che la miseria induce la povera gente a coltivare la coca. Anche la corruzione e la violenza portano ad un contesto illegale in cui lo sviluppo economico rurale e gli investimenti interni incontrano difficoltà ad affermarsi. Il Plan Colombia utilizzerà schemi di sviluppo alternativi al fine di promuovere realtà economiche alternative per i contadini, e come ha sopra descritto Thomas Pickering, le comunità di persone saranno usate per sorvegliarsi le une con le altre nel quadro del mantenimento di una produzione scevra dall'utilizzo della coca. Inoltre, il pacchetto di aiuti statunitense finanzia i coltivatori di coca con meno di tre ettari che volontariamente distruggono i loro raccolti. Queste persone saranno poi fatte accedere in un patto comunitario in cui il governo colombiano fornirà loro assistenza tecnica ed economica nel mettere in piedi forme di produzione agricola sostitutive.

Il 'Plan Colombia' incoraggerà un buon governo e migliorerà l'economia?

L'attuale politica statunitense in Colombia non finanzierà nessun programma di sviluppo per le aree che non siano sotto il completo controllo del governo colombiano.Questa scelta in pratica esclude qualsiasi finanziamento di sviluppo per l'area della pianure meridionali, le quali invece saranno colpite dalla nuova guerra alla droga prevista dal Plan Colombia.[20] Il governo degli Stati Uniti ha detto che le persone senza casa, che sono il prodotto dell'escalation della guerra della droga in corso nelle pianure del sud, "saranno spostate in zone dove possono con ragionevole gradualità trovare un sistema di vita alternativo con l'ausilio del governo" ed ha quindi messo a disposizione 10 milioni di dollari per programmi di risistemazione delle aree rurali.[21] Tutto ciò sembra indicare che i civili che si troveranno in mezzo al fuoco incrociato dell'esercito colombiano, degli squadroni della morte e delle Farc, saranno spostati, presumibilmente con la forza, in aree controllate dal governo. Questa strategia è simile a quell'amletica politica messa in atto in Vietnam, dove i villaggi ritenuti essere simpatizzanti con gli insorti, venivano forzatamente svuotati in modo tale da negare qualsiasi tipo di supporto logistico ai vietcong in termini di cibo, riparo ed informazioni.[22] Una volta che i civili sono fatti confluire all'interno di zone sotto il controllo del governo, l' "aiuto allo sviluppo" potrà partire. In breve, la somma di 68,5 milioni di dollari per i progetti di sviluppo alternativo per l'intera Colombia si vanno a sommare a meno degli 85 milioni già previsti dalla ricetta fiscale colombiana dell'anno 2.000, dando quindi l'idea di aver dato un'enfasi distorta all'evento, data l'inevitabile escalation militare e il conseguente flusso di profughi proprio grazie all'implementazione del Plan Colombia. Inoltre, il patto comunitario fra i coltivatori che volontariamente distruggono i loro raccolti di coca e il Governo colombiano, riuscirebbe a stanziare fondi sufficienti solamente per 13,250 persone. È stato stimato che la maggior parte dei 300.000 cittadini di Putumayo dipendano direttamente o indirettamente dal commercio della droga. Che cosa succederà a quei 286.750 che potrebbero volere acceder al patto comunitario ma che non possono a causa della mancanza di fondi? Questi nuovi sfollati si andranno ad aggiungere a quel disperato 1.800.000 di profughi, 288.000 dei quali rimasero senza casa nel solo 1999.[23]

Pastrana afferma che "la vera essenza del problema (...) è (...) quella di riportare in Colombia ricchezza e prosperità alla nostra gente." Tutto ciò ci induce a porci una domanda logica. Se la povertà è la vera causa della coltivazione della coca allora avrebbe più senso destinare la maggior parte del denaro del Plan Colombia verso programmi di sviluppo, forme produttive sostitutive, riforme della terra e così via. Tutto questo avrebbe un duplice effetto. Innanzitutto i contadini sfollati che potrebbero altrimenti finire per essere arruolati dagli squadroni della morte o dalla guerriglia, otterrebbero il lavoro e quindi una fonte di guadagno. In secondo luogo, attraverso gli approvvigionamenti derivanti dallo sviluppo economico farebbero diminuire il pericolo d'insorgenza dovuto alle carenze economiche fra la popolazione. Ad ogni modo, solo il 20% del totale dei soldi assegnati dagli Stati Uniti saranno spesi in aiuti socio-economici. Il resto sarà speso in una reazione militare alla "minaccia droga". La proposta iniziale avanzata dal governo di Pastrana esigeva una suddivisione delle spese di questo tipo 55% esercito / 45% aiuti. Sembra invece che la proposta statunitense sia smaccatamente dalla parte dell'esercito.[24]

L'obiettivo numero tre degli Stati Uniti: riformare il sistema giuridico e promuovere la tutela dei diritti umani.

Ci sono tre principali modi con cui il governo americano fattorizza i diritti umani nel suo Plan Colombia. Essi sono: primo, la realizzazione di un territorio sicuro; secondo, gli emendamenti Leahy sui diritti umani e terzo, l'aggiunta di 51 milioni di dollari per i progetti di riforma della società civile colombiana.[25] Tutto ciò creerà un territorio sicuro in cui le organizzazioni ufficiali e quelle non-governative potranno prestare i loro servizi essenziali, prima di incoraggiare la crescita economica e gli investimenti interni al paese.[26] Un siffatto stato di cose garantirà che le forniture militari e l'addestramento statunitensi non saranno dirette a nessun settore dell'esercito colombiano implicato in clamorose violazioni dei diritti umani. Inoltre, fra l'ambasciata americana e il ministero della difesa colombiano esiste l'accordo conosciuto con il nome di End Use Monitoring, siglato nell'agosto 1997, che prevede una sorta di selezione degli uomini politici onesti da destinare al governo della Colombia. L'accordo richiede inoltre che il ministero della difesa sottoponga ad un periodico controllo di 6 mesi le unità militari colombiane per certificare che non si verifichino casi di abuso al loro interno. Nel 1998 l'ambasciata statunitense si rifiutò di concedere assistenza a tre unità militari colombiane a causa della documentazione sugli abusi da loro commessi.[27] Nell'agosto 2000 al pacchetto di aiuti fu introdotto un ulteriore emendamento chiamato "section 3201".[28] Tale emendamento voleva una riduzione del numero di tutele sui diritti umani. Bill Clinton respinse ben sei delle sette proposte per motivi di sicurezza nazionale. L'unica legge di tutela che fu comunque mantenuta fu quella relativa al trasferimento presso le corti civili di tutti i casi di violazione dei diritti commessi da elementi operanti nelle forze armate colombiane. Le associazioni dei diritti umani avevano sempre criticato la corte processuale militare in quanto decisamente inadeguata nella persecuzione di chiunque fosse indagato per violazione dei diritti umani. Questo trasferimento fu un provvedimento scaturito da questa denuncia civile.[29]

La complicità americana nella violazione dei diritti umani [30]

[31] Il governo di Pastrana ha recentemente rimosso quattro generali per i quali era stata provata la collusione con gli squadroni della morte. Gli Stati Uniti hanno enfatizzato questo fatto come prova che la Colombia avesse preso forti provvedimenti legislativi contro questo tipo di collusioni.[32] Anche se la rimozione di questi quattro generali può considerarsi un passo decisivo per promuovere una campagna di denuncia, la mancata condanna di questi generali, che si erano macchiati dei crimini più orrendi, rende pressochè invariata la cultura d'impunità che vige all'interno dello stato colombiano. Un rapporto dello Human Rights Watch eseguito insieme agli investigatori governativi che si occupano di diritti umani, ha condotto una rigorosa indagine nei meandri delle collusioni che interessano le forze armate colombiane. Il rapporto afferma che la metà delle 18 unità armate dell'esercito colombiano hanno legami estensivi con le unità paramilitari. Questa collusione è di portata nazionale e molto probabilmente fra queste unità vi sono quelle che ricevono e che sono abilitate a ricevere gli aiuti militari statunitensi.[33] In una recente lettera al Segretario di Stato Americano Madeline Albright, lo Human Rights Watch ha espresso una serie di considerazioni concernenti i legami fra le unità militari e paramilitari della Colombia. Fra questi figura l'estensiva collaborazione fra l'esercito regolare colombiano e gli squadroni della morte. Questa collaborazione include la condivisione del sistema di intelligence, delle armi, dei mezzi di trasporto, e del soccorso medico. Molti degli ufficiali coinvolti continuano ad essere in servizio attivo. Il resoconto segnala inoltre l'utilizzo di network paramilitari per gli omicidi e per le intimidazioni delle persone impegnate nel monitoraggio dei diritti umani e nei colloqui di pace fra governo e ribelli. Almeno sette dei generali menzionati nel rapporto sono stati addestrati nell'accademia militare statunitense "School of the Americas".[34] Altre prove sono emerse in un rapporto dell' Economist, in cui si dichiarava che nell'attacco ad un villaggio ritenuto essere "simpatizzante" con i ribelli, gli squadroni della morte sono stati visti arrivare in quattro camion appartenenti alla ventiquattresima Brigata dell'esercito colombiano. Costoro hanno quindi ucciso approssimativamente 150 civili.[35] Forse ancora più sconvolgente è la riorganizzazione dei network di intelligence militare colombiani avvenuta nel 1991 conosciuta come Order 200-05/91. Sempre lo Human Rights Watch sostiene che questi network abbiano sedimentato i legami fra l'esercito colombiano e i gruppi paramilitari e abbiano creato un "network segreto che poteva contare sull'apporto dei paramilitari non solo in termini di intelligence ma anche di esecuzioni sommarie."[36] In sintesi, l'esercito colombiano può dunque vantare legami estensivi con gli squadroni della morte che spesso rendono le due entità praticamnte uguali. Gli squadroni della morte fanno il lavoro sporco richiesto nella guerra contro gli insorti, dove gli inermi che non prendono parte alla battaglia vengono frequentemente colpiti perché sospettati di simpatie comuniste. Gli Stati Uniti non solo hanno solidificato la simbiosi fra l'esercito e gli squadroni della morte, attraverso la loro riorganizzazione dell'intelligence militare colombiana, ma adesso stanno indirettamente accentuando il finanziamento degli squadroni della morte con una garanzia di 1,3 miliardi di dollari.[37]
Questa partnership "pubblico-privato" è conveniente in molti ambiti. Permette a Washington di mettere a disposizione tecniche militari aggiornate per perseguire obiettivi strategici evitando al contempo ulteriori spese congressuali sul personale militare da impiegare all'estero. In secondo luogo, questi "mercenari privatamente assoldati" fanno in modo che si aggiri l'ostacolo rappresentato dalla negativa immagine mediatica del soldato americano riportato a casa in una sacca mortuaria; la cosiddetta sindrome della "sacca mortuaria". In altre parole, quando un mercenario muore viene generata pochissima pubblicità al caso, di conseguenza i rischi che gli U.S.A. vengano esposti sono ridotti al minimo. Inoltre i mercenari privati sono responsabili solo al cospetto della compagnia che li impiega. In questo modo, qualora siano coinvolti in azioni discutibili che potrebbero generare cattiva pubblicità, Washington è plausibilmente in grado di negare qualsiasi tipo di responsabilità. Questa partnership pubblico-privato indebolisce seriamente le trasparanti operazioni dell'emendamento Leahy, che copre solo il denaro pubblico e l'utilizzo di "ufficiali" apparecchiature e soldati americani.
Questi tre stratagemmi rappresentano un serio indebolimento degli intenti della legge Leahy, e ironicamente i buoni propositi dell'emendamento Leahy potrebbero presupporre una diminuzione di enfasi nel perseguire i responsabili militari degli abusi violenti e la formazione, semmai, di unità statunitensi di "sorveglianza amichevole". I recenti emendamenti al Plan Colombia da parte del Senate Appropriations Committee (Comitato che si occupa degli stanziamenti governativi) segnalavano queste incrinature richiedendo maggiore rigore nel giudicare i casi di violazione dei diritti umani. La stampa ha addirittura riportato che il Segretario di Stato Madeline Albright si sarebbe indignata per le recenti rettifiche e avrebbe detto al congresso che Clinton doveva porre il veto al disegno di legge.[38] Il 22 agosto del 2000, il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton pose davvero il veto all'approvazione della legge, firmando una rinuncia presidenziale che escludeva una qualsivoglia considerazione inerente al tema dei diritti umani all'interno del Plan Colombia. Tutto ciò fu fatto sotto la maschera delle considerazioni della sicurezza nazionale statunitense.[39] Benché Clinton garantisse che avrebbe certificato una della sette condizioni del Plan Colombia, cioè quella di portare il personale militare resosi responsabile di grossi abusi alle corti civili, un importante rapporto congiunto nega tutto ciò. Tale resoconto, preparato da Amnesty International, dallo Human Rights Watch e dal Washington Office on Latin America sostiene che l'amministrazione Pastrana "non abbia avuto la volontà di adottare misure efficaci necessarie a colpire l'impunità, che abbia inoltre lavorato per bloccare la legislazione atta ad implementare (...) le norme che avrebbero garantito di assicurare alla giustizia delle corti civili i responsabili della violazione dei diritti civili.".[40]

Steve Peterson [41], un ufficiale dello State Department's International Narcotics e della Law Enforcement Division, sostiene che "questi erbicidi producono un impatto ambientale più tollerabile rispetto ai composti chimici. Inoltre, sono di gran lunga più convenienti dal punto di vista dei costi".[42] Durante gli anni `80 le agenzie del Governo americano hanno condotto una ricerca su di un nuovo ceppo di funghi che sembrerebbero in grado di colpire le piante di coca. Il dottor David Sands si è avvalso del ceppo di funghi chiamato Fusarium Oxysporum per isolare il patogeno mortale della cocaina EN-4. Il dottor Sands gestisce attualmente una sua compagnia chiamata "Ag/Bio Con" la quale sta adesso vendendo gli unici microerbicidi ad essere presi in considerazione da Washington nell'ambito del progetto di distruzione delle coltivazioni di coca. Il Fusarium Oxysporum è stato ampiamente analizzato in Colombia ad opera di scienziati colombiani. In una sua lettera indirizzata al Ministero dell'ambiente Colombiano, il Direttore del Centro di Fisica Internazionale Colombiano Eduardo Posada sostiene che in soggetti umani immunologicamente compromessi, vale a dire persone che soffrono la fame, che sono sottoposte a regimi di dieta ferrea da oltre quattro giorni o che sono sottoposte ad un elevato sforzo psico-fisico, "il tasso di mortalità per infezione dal fungo Fusarium è pari al 76 per cento." [43] Questo dato è particolarmente preoccupante se consideriamo l'altissimo livello di sfollamento interno e i flussi di profughi, causati dalle precedenti campagne militari di contro-guerriglia e di guerra alla droga e gli effetti che tutto ciò può determinare nelle abitudini alimentari e conseguentemente nei sistemi immunitari di coloro che fuggono dal terrore.
Esiste anche una prova significativa che indica che l' EN-4 ha infettato i raccolti alimentari e può vivere sul terreno per anni, rendendo effettivamente impraticabile qualunque area agricola interessata alla produzione alimentare.[44]Gli Stati Uniti stanno adesso spingendo affinché l'ONU adotti la summuficazione erbicida, il che induce a pensare che vogliano il benestare dell'Onu per avere una "copertura politica" per i loro programmi. [45] L'ONU è stato utilizzato anche come ufficio principale per convincere il governo colombiano a sottoscrivere i test erbicidi. Madeline Albright ha addirittura scritto una lettera al capo dell' UNDCP Pino Arlacchi in cui si richiede l'applicazione su larga scala dell' EN-4 sui raccolti di coca in Colombia. La Albright ritiene che l'ONU debba esortare altri paesi a sottoscrivere il programma dei microerbicidi "al fine di evitare la percezione che si tratti solamente di una inziativa del governo statunitense."[46]

Perché gli Stati Uniti stanno attuando questa politica: identità e interessi.

Ci sono vari modi con cui io posso rispondere alla domanda per cui gli Stati Uniti stanno portando avanti il Plan Colombia. Questo articolo pone primariamente in evidenza gli obiettivi presentati dagli Stati Uniti e la problematica legata a tali obiettivi tramite un resoconto-narrativa critico, il quale impiega l'esposizione di dati reali contrapposti e alternativi. In conclusione vorrei soffermarmi sia sulle spiegazioni che si basano su di una connessione causale fra interessi e politica, che sui costrutti teorici dell'identità costitutiva i quali forniscono i presupposti della realizzazione del Plan Colombia.[47] Quali sono dunque gli interessi causali che portano al Plan Colombia? Prima di tutto esso è dettato da fattori interni. Nessun presidente americano vuole essere visto come politico tollerante nei confronti della droga. Un impresa fornitrice della difesa, la "Lockheed Martin" (che è in attesa di ricevere 68 milioni di dollari dal Plan Colombia) nel settembre 1999 pagò la rivista Newsweek affinché pubblicasse una proiezione che mostrasse come i repubblicani avessero intessuto una sostanziale campagna vertente sul tema della droga presso il pubblico americano.[48] Questo spronò il presidente Clinton a premere per mettere a punto il Plan Colombia. In secondo luogo, a livello locale è in gioco una grande quantità di secondi fini. Per esempio, Chris Dodd, il rappresentate democratico del Connecticut al senato, prima dell'avvento del Plan Colombia era uno tra i più scettici per ciò che riguarda gli aiuti militari in America Latina. Tuttavia, al senato costui diede il suo massimo appoggio al Plan Colombia molto probabilmente perché la Sikorsky, alias una filiale della società United Technologies, produce gli elicotteri "Blackhawk", e che è il massimo "datore di lavoro" nello stato da cui proviene il succitato uomo politico. Infine, la guerra alla droga fornisce agli Stati Uniti una copertura conveniente per la loro politica di intervento militare in America Latina. Fin dalla dottrina Monroe, il continente latinoamericano è stato visto come una area strategicamente sensibile e un luogo legittimato in cui intervenire ogni qualvolta gli interessi americani siano minacciati. La Colombia possiede importanti depositi minerari, riserve petrolifere, ed è situata vicino al Canale di Panama. L'esistenza di un insorgente esercito guerrigliero di sinistra ben addestrato minaccia di destabilizzare lo stato colombiano e in questo modo anche gli interessi strategici di Washington. Nel 1987 il colonnello dell'esercito americano Waghelstein ha dichiarato che enfatizzando i legami, reali o immaginari che siano, fra la guerriglia di sinistra e la droga, il Pentagono è in grado di assumere una "indisturbata posizione morale" e può continuare a sopprimere tutti gli spontanei movimenti rivoluzionari che si oppongono all'egemonia statunitense in America Latina. Naturalmente tutto ciò facilita il "discredito morale" all'indirizzo di tutti i gruppi accademici e religiosi, i quali non possono più sostenere nulla contro la campagna antidroga del Pentagono per ovvi motivi di ordine morale e consensuale.[49] Mentre gli interessi della politica guidata possono contare su fattori causali di influenza politica, le teorie costitutive sull'identità e sulla costruzione dell'identità forniscono risposte in termini di analisi dei motivi che inducono gli U.S.A. a perseguire la loro politica..

Se noi riesaminiamo gli obiettivi dichiarati del Plan Colombia, è chiaro che nel tentativo di perseguire lodevoli propositi come la tutela dei diritti umani e lo sviluppo economico gli Stati Uniti dicono qualcosa sul loro conto. In altre parole, tali obiettivi dichiarati servono a costruire l'identità di coloro che vogliono perseguirli e di coloro su cui saranno applicati. Per esempio il Plan Colombia è utile non solo per costruire l'immagine della Colombia come paese in cui mancano lo sviluppo economico e i diritti umani, ma anche per costruire l'immagine degli Stati Uniti come reali promotori di questi nobili obiettivi. Al centro della politica americana opera un binario dove gli obiettivi dichiarati determinano sia l'identità degli Stati Uniti che quella della Colombia. Inoltre questo binario è gerarchicamente organizzato all'interno dell'immaginario politico che vede gli Stati Uniti come il buon agente morale del cambiamento e la Colombia il paziente che richiede il suo intervento per curarsi dalla "dipendenza della droga". Questo binario ideologico di grandezza nazionale trova le sue radici storico-culturali all'interno della stessa identità culturale americana.[50] Inoltre l'America Latina, e più specificatamente la Colombia, diventa un'area che legittima l'intervento militare americano attraverso il voluto impiego di miti e metafore, che rafforzano il significato delle conseguenze politiche. Ad esempio, Kenworthy dice che la dottrina Monroe continua a porsi come uno dei miti fondanti degli Stati Uniti in termini di politica estera nel continente latinoamericano. Essa viene predicata seguendo quattro temi principali. Questi sono: primo, la costruzione dell'Emisfero Occidentale da intendersi come una tabula rasa geografica su cui i discendenti degli europei devono agire per promuovere la civilizzazione; secondo, il contenuto di questa promozione deve incentrarsi sull'instaurazione di un benessere materiale, della libertà e del progresso; terzo, gli Stati Uniti sono l'avanguardia di questa promozione e devono agire da una posizione di leader dove però la promozione di questi obiettivi produce inimicizia con il vecchio mondo.[51] Per esempio, Jeanne Kirkpatrick è servito come fondamento intellettuale per le politiche del presidente Reagan attuate in America Centrale nel corso degli anni 80'.[52] Centrali per queste politiche sono stati l'intervento sia militare che economico contro i regimi comunisti o contro le rivolte sociali che minacciavano la dominazione emisferica degli Stati Uniti e sfidavano i suoi miti di libertà e progresso. All'ideologia di Kirkpatrick soggiacciono diversi costrutti identitari che attribuiscono una sorta di violenza endemica e sottosviluppo in America Latina come risultato intrinseco della cultura delle sue popolazioni. I valori culturali di riferimento sarebbero "la forza, il machismo, (...) la perspicacia e un `virile' disprezzo per la sicurezza".[53] Schoultz traccia delle analogie passando in rassegna le diverse componenti ideologiche presentate da altri esperti delle politiche chiave degli Stati Uniti in America Latina.[54] Possiamo dunque notare una costruzione della cultura latinoamericana come gerarchicamente inferiore rispetto alla cultura angloamericana. Non solo, ma proprio la costruzione di un'immagine ben definita dell'America Latina fornisce i presupposti catalizzanti dell'azione politica. Ciò è utile non solo per presentare una fisionomia dell'America Latina intrinsecamente negativa per via della sua inadeguatezza culturale, ma anche per negare il fatto che vi sia una disuguaglianza nella forma socioeconomica del paese - a causa della politica interventista statunitense - in modo tale da soffocare ogni tentativo di riforma socio-economica equa. Insomma, prima che gli attori politici possano agire politicamente su scala internazionale, deve esserci una previa costruzione descrittiva della regione geografica o del problema su cui devono intervenire. I costrutti identitari nascono da queste costruzioni descrittive sociali, che a loro volta si intersecano con gli interessi strategici. [55]

Conclusioni

Ho affermato che gli Stati Uniti giustificano la loro struttura narrativa proponendo tre obiettivi principali. Prima di tutto si ambisce allo smantellamento della produzione della coca per diminuirne la reperibilità nelle strade americane. La struttura narrativa critica afferma che se questo fosse veramente il caso, perché allora indirizzare gli attacchi solo al sud del paese lasciando indisturbati i grandi trafficanti? Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che cercare di distruggere la coltivazione della droga nel paese d'origine è il modo più inefficace per ridurne il traffico. Per fare un esempio, dagli anni 70' gli Stati Uniti hanno speso miliardi dollari per la loro guerra alla droga, ma tuttavia il prezzo di un grammo di cocaina pura spacciata nelle strade americano è calato da 1400 dollari a 200 dollari durante lo stesso periodo.[56]
Secondariamente, si sostiene che è volontà del governo americano promuovere un buon governo e migliorare l'economia. Se così fosse allora perché si enfatizza la necessità di esercitare un attacco da compiersi con fucili ed elicotteri? Che tipo di miglioramento economico sarà garantito ai 40.000 profughi stimati, quale risultato del Plan Colombia, dopo che saranno distrutte le loro uniche fonti di guadagno con l'impiego, peraltro, di pericolosi agenti chimici?
Infine gli Stati Uniti desiderano promuovere la tutela dei diritti umani. C'è una cospicua quantità di prove che mostra inequivocabili legami fra l'esercito regolare e gli squadroni della morte. Inoltre, gli Stati Uniti hanno riorganizzato l'intelligence colombiana in modo tale da solidificare questi legami. È logico concludere allora che gli Stati Uniti vedano l'uso degli squadroni della morte come un bene nel panorama della guerra in Colombia, altrimenti perché avrebbero sedimentato i legami e quindi fornito 1,3 miliardi di dollari all'esercito colombiano e ai loro alleati paramilitari?[57] In sintesi, ci troviamo di fronte ad una politica destinata al fallimento nel suo tentativo di conseguire qualsiasi obiettivo prefissato. Questa politica fallimentare peggiorerà seriamente la tutela dei diritti umani, pregiudicherà ulteriormente i già fragili colloqui di pace, e determinerà un incremento della criminalizzazione di qualunque elemento sociale che proclami un minimo di riforma sociale all'interno della Colombia. Inoltre, implicite a questa politica, vi sono una serie di precondizioni che servono a costruire l'immagine degli Stati Uniti come un guardiano della certezza morale mentre la Colombia è vista come un luogo di violenza e droga su cui la moralmente corretta America deve intervenire. La struttura narrativa critica illustra la debolezza di questa costruzione sia in termini di implicazioni politiche che in quelli di identità che gli Stati Uniti vogliono proiettare attraverso gli obiettivi dichiarati del Plan Colombia.