1 La grafia dei nomi che seguono è casuale, pertanto non vuole attribuire loro alcuna appartenenza geografica a Eritrea o Etiopia. La questione politica di considerare determinate zone di un paese o dell'altro è assente nell'articolo. La stessa cosa vale per i nomi di persona che sono europeizzati non per motivi eurocentrici ma di comodità.

2 In Italia, a fine maggio, numerose associazioni firmano un appello in cui chiedono al Governo italiano una maggiore presenza per la risoluzione del conflitto; tra esse figurano Nigrizia, Mani Tese, Comitato di solidarietà con il popolo eritreo, Associazione di amicizia italo-eritrea, Punto Rosso, Forum mondiale delle alternative.

3 Andrea Semplici, La guerra inutile, la pace dei coraggiosi, in Nigrizia, a. 117, n. 11 (novembre 1999).

4 Anche se questo esula dalle questioni trattate, è doveroso ricordare le posizioni nostalgiche e filo colonialiste della classe dirigente italiana dell'immediato dopoguerra. Nessuno escluso, i diplomatici italiani cercarono in ogni modo di bloccare il processo di decolonizzazione del Corno attraverso il mantenimento di una presenza nella regione. Il revanscismo e il boicottaggio verso le ex colonie furono esercitati per mezzo del pagamento ritardato dei danni di guerra.

5 Giampaolo Calchi Novati, Il Corno d'Africa nella storia e nella politica. Etiopia, Somalia e Eritrea fra nazionalismi, sottosviluppo e guerra, SEI, Torino, 19952, p. 165.

6 Vedi Federica Guazzini, La geografia variabile del confine eritreo-etiopico tra passato e presente, in Africa, a. LIV (settembre 1999), pp. 309-348.

7 Ivi, p. 310.

8 Il manifesto, 2 giugno 1998.

9 Il manifesto, 10 giugno 1998.

10 Il manifesto, 11 giugno 1998.

11 Si vedano le dichiarazioni dei diplomatici, le posizioni degli analisti nonché le tendenze editoriali dei media.

12 La Repubblica, 1 marzo 1999.

13 Il manifesto, 16 aprile 1999.

14 Il manifesto 18 maggio 1999.

15 Il manifesto, 6 aprile 2000.

16 Il manifesto, 26 aprile 2000.

17 Il Corriere della Sera, 13 maggio 2000.

18 Liberazione, 19 maggio 2000.

19 Il 10 gennaio 2001 gli Stati Uniti hanno chiesto l'abbandono dell'embargo con la motivazione che, con la pace di Algeri del 12 dicembre 2000, sono venute meno le motivazioni della risoluzione 1298. Tale proposta ha suscitato l'opposizione di molti ambasciatori e della maggioranza del Consiglio di Sicurezza.

20 Liberazione, 16 maggio 2000; v. anche Il manifesto, 16 maggio 2000. Le proteste popolari anti occidentali del 15 maggio sono la naturale evoluzione del risultato delle elezioni per il rinnovo del Parlamento e dei Consigli Regionali tenutesi il giorno precedente. La vittoria della coalizione di Meles rafforza il nazionalismo tigrino e la politica estera aggressiva solo apparentemente, perché l'opposizione diserta le urne. Pertanto Meles ottiene un consenso parziale e complessivamente fragile.

21 Il manifesto, 20 maggio 2000.

22 Nigrizia, a. 118, n. 4 (aprile 2000), p. 58.

23 Liberazione, 30 maggio 2000.

24 Il manifesto, 31 maggio 2000.

25 A questo proposito deve essere rilevato l'enorme errore del quotidiano Liberazione che il 1deg. giugno in seconda pagina pubblica una notizia dal titolo "Guerra finita tra Etiopia ed Eritrea", senza smentirla successivamente, e continuando a riportare cronache di guerra.

26 Si vedano i reportages di Andrea Semplici su Il manifesto del 16 giugno 2000 (I dannati del Sahel), del 18 giugno 2000 (La guerra p finita?) e del 20 giugno 2000 (E ora il rimpatrio).

27 Le notizie di questo paragrafo sono tratte dalle Public Informations della Unmee consultabili nel sito Internet dell'Onu.

28 A partire dal 1973 ricopre incarichi per conto degli Affari Esteri del Botswana, nel 1980 diventa ambasciatore del Botswana presso l'Onu e rappresentante permanente. Dal 1989 al 1990 è deputato speciale rappresentante del segretario generale dell'Onu per la Namibia, mentre dal 1992 al 1994 viene nominato rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu in Sud Africa.

29 Nel 1968 entra nella Royal Netherlands Marine Corps (Rnlmc), dal 1979 al 1981 è nella marina inglese come scambio di ufficiali. Nel 1992 ricopre per conto dell'Onu il ruolo di comandante del 1deg. Duch Marine Battalion nell'Amministrazione Transitoria in Cambogia. Nel 1995 si reca in Bosnia-Herzigovina dove come comandante partecipa alle operazioni della Multinational Brigade of the Rapid Reaction Forces della UN Protection Force. Dal dicembre 1999 e fino alla nomina nella Unmee è stato comandante a Copenaghen della Multinational United Nations Stanby High Readiness Brigade.

30 Un secondo invio il 23 ottobre innalza il numero degli osservatori a 100.

31 La notizia viene pubblicata anche ne Il manifesto del 30 novembre 2000.

32 Il manifesto, 23 dicembre 2000.

33 Giampaolo Calchi Novati, Il Corno d'Africa nella storia e nella politica, cit., p. 183.

34 Il manifesto, 4 maggio 1999.

35 Il manifesto, 8 giugno 1999.