osservatorio internazionale

 

media in guerra, guerra dei media
presentazione

 

 

In questa sezione l'attenzione è focalizzata sul mondo dell'informazione. Seguendo il processo che porta dalla realtà dei fatti alla creazione e diffusione delle notizie, si propone ai lettori la messa a nudo di alcuni meccanismi di selezione e distorsione che caratterizzano il sistema informativo mondiale. Verrà spiegato come tali meccanismi siano non solo espressione, ma strumento per la supremazia e al servizio del mantenimento dell'egemonia all'interno dei rapporti di forza reali e concreti, economici e militari, tra Stati.
Verranno spiegati la distribuzione geografica delle agenzie di pubbliche relazioni e il loro ruolo chiave nella produzione delle notizie, la scala di importanza delle informazioni e il criterio di classe, di razza e di nazione che ne sta alla base, la creazione di pseudo eventi e il news management che accompagna le più tradizionali forme di manipolazione come la censura e la propaganda. L'obiettivo è smontare il luogo comune secondo il quale staremmo vivendo in un momento di forte libertà nel campo delle comunicazioni e dell'informazione. Si vogliono sottolineare, al contrario, i forti vincoli nazionali che segnano il destino di una notizia, la situazione di quasi totale monopolio statunitense sulle fonti giornalistiche e sulle immagini televisive trasmesse in tutto il mondo, la politica e la spesa dei governi in materia di informazione, la funzione strategica dei mass media nella creazione del consenso soprattutto durante le guerre. Si vuole dimostrare insomma come alla quantità di informazioni che riceviamo ogni giorni corrisponda una vera e propria disinformazione.
Ai primi saggi di carattere generale a cura della redazione seguiranno approfondimenti, analisi di alcuni casi di gestione delle informazioni durante specifiche campagne militari e interviste ad operatori dell'informazione indipendente.
Da una parte l'intenzione è dunque quella di svelare alcuni nodi dell'intreccio che tiene insieme tutti i rapporti di forza dell'attuale momento storico; dall'altra si vuole sostenere anche con un lavoro di analisi teorica l'importanza del fare informazione in maniera diversa, e qui la diversità è segnata in primo luogo dall'inversione della scala di equivalenza razziale e dall'essere sganciata dai canali ufficiali.

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