1 Feltrinelli, Milano, 1981.

2 World Communication Report, UNESCO Publishing, Paris, 1997, pp. 129-130.

3 Cit. in Claudio Fracassi, Le notizie hanno le gambe corte, Rizzoli, Milano, 1996, p. 65.

4 UNESCO Publishing, Paris, 1999.

5 Ibid., p. 32.

6 Fredric Jameson, Il postmoderno, o la logica culturale del tardo capitalismo, Garzanti Editore, Milano, 1989, p. 92.

7 World Communication Report, cit., p. 215.

8 Va peraltro notato come molte delle agenzie sin qui citate operino come parte attiva nel mercato globale. La Reuters ad esempio è una vera e propria multinazionale dell'informazione: quotata in borsa a Londra e New York sin dal 1984, essa trae più del 90 % dei propri profitti da prodotti di diversificazione, soprattutto nel campo dell'informazione finanziaria dove ha detenuto il monopolio fino agli anni '80.

9 Claudio Fracassi, op. cit., p. 146. 10 Cit. in ibid., p. 148. 11 John Fiske, Television Culture, Routledge, London, 1987, pp. 284-285.

12 Op. cit., pp. 64-65.

13 Esemplare è il caso dell'Agence France Presse, una delle più stimate agenzie di stampa del mondo, che ha però alle spalle una realtà piuttosto locale: più dei tre quarti delle vendite sono realizzate in Francia, in particolare tramite sottoscrizioni dei ministeri e degli uffici governativi che rappresentano da soli il 50 % delle entrate. L'UNESCO stessa avanza qualche velata riserva: `this form of economic dependence might raise a few queries about the editorial freedom of the agency' (World Communication Report, cit., p. 129).