[1]esattamente 101 anni fa, nel 1847, gli Stati Uniti invasero il messico e ottennero l'annessione dell'area corrispondente agli attuali Texas, Nevada, Utah, Colorado, New Mexico, Arizona e California (circa 2 milioni di km quadrati).

[2]A trent'anni di distanza si comincia a fare luce sulle responsabilità istituzionali per la strage di Tlateloco (città del Messico) dove nel 1968 vennero assassinati (da esercito e gruppi paramilitari) decine di studenti manifestanti. L'ordine della strage partì dal governo di allora. E come per le stragi di stato italiane, anche le stragi di stato messicane rimangono impunite nonostante si conoscano nomi, cognomi e attuali occupazioni dei responsabili.

[3]Politico, attraverso l'azione delle organizzazioni campesine e indie; sindacale (fortemente coordinato col primo) attraverso l'"esperienza" guida della Seccion 22 del SNTE; istituzionale con la partecipazione -in via di riduzione- alle liste del PRD da parte di esponenti delle organizzazioni campesine, militare e di autodifesa armata attraverso la presenza diffusa (negli stati del sud) della guerriglia.

[4]Di cui l'Italia é il primo partner commerciale grazie anche all'infaticabile lavoro diplomatico dell'attuale governo (con l'on. Fassino -PDS- come sottosegretario agli esteri).

[5]Il quale attualmente, siede anche in Consiglio d'Europa.

[6]Per realizzare questo progetto ogni "assorbimento" é gradito e la recente stretta collaborazione avviata con il Melting dei Centri Sociali del Nord-Est (sedicente "municipalista") lo testimonia.

[7]E' oggettivamente impossibile che in una situazione di guerriglia e clandestinità si possa realizzare una direzione dal basso dell'attività politico-militare di una qualsiasi organizzazione. Questo si può desumere, tuttavia, anche dalla situazione in cui versano attualmente le zone di conflitto in Chiapas. Le comunità indie sono assediate, controllate, militarizzate da esercito federale, polizia e gruppi paramilitari; ciò nonostante la Comandancia General dell'EZLN (di cui Marcos é il dirigente più importante) emette comunicati ufficiali, opera scelte politico-militari e decide delle alleanze con altri soggetti politici. E se così non fosse, emergerebbe immediatamente il rischio di una disarticolazione dello stesso EZLN da parte delle forze governative.

[8]"...Nel 1994, la Ceoic (Consejo Estatal de Organizaciones Indigenas y Campesinas, ndr) si profilava (...) come una costellazione di organizzazioni vicine ai ribelli (zapatisti, ndr) e articolate più o meno intorno alle loro domande. Durante la offensiva del 1995, che non fu solamente militare, tutte queste organizzazioni si isolarono e ora non si muovono intorno al centro di attrazione zapatista fondamentalmente perché l'EZLN non ha saputo consolidare queste alleanze ed é entrato, in alcune regioni, in una dinamica di confronto diretto o indiretto con le altre organizzazioni..." Antonio Garcia De Leon, La Jornada Semanal, 15 febbraio 1998.

[9]Non certo da invasori stranieri ma da classi possidenti e borghesie nazionali che vendono i propri governati ai capitali e alle potenze più convincenti, e dal razzismo (istituzionale e non) che si rivolge, nel sistema messicano, contro le etnie indie.

[10]Ciò non significa negare l'apporto che questa tecnologia ha conferito, in generale, al movimento mondiale.

[11]"...Il grande potere mondiale può tollerare un governo di sinistra in una qualche parte del mondo, sempre che, e quando, questo governo non prenda decisioni che contraddicono le disposizioni dei centri finanziari mondiali. Ma in nessuna maniera tollererà una alternativa di organizzazione economica, politica e sociale si consolidi..." (comandante Marcos, La quarta guerra mondiale é cominciata, 1997, ed.Manifesto).

[12]Comandante José Arturo (Comandancia General-EPR). Pueblo de la Esperanza. Sierra Madre Oriental, 4 de febrero de 1998.

[13]E qui varrebbe la pena ricordare che gli indios, oltreché indios, sono pure lavoratori e disoccupati.