Presentazione
SUL PERCHE' E SUL "PERCOME" DI UN OSSERVATORIO INTERNAZIONALE.
Si tratta di riprendere percezione della dimensione mondiale dei processi di ristrutturazione produttiva, politica e militare del capitalismo. E' necessario considerare i rapporti sociali di produzione e la riproduzione di questo sistema di sfruttamento dell'uomo sull'uomo dal punto di vista delle classi lavoratrici di tutto il mondo. Non per spirito nostalgico ma perché la realtà di questo mondo é fatta di miliardi di lavoratori salariati di varie categorie, variamente sfruttati, controllati e repressi o disoccupati, situazione che il 1989 non ha modificato.
1. E' registrabile una forte confusione, a sinistra, riguardo alla percezione della riorganizzazione imperialista post-89. Questi processi, che appaiono come prevalentemente politici e militari, rispondono in realtà alle accresciute necessità espansive del mercato e del modo di produzione capitalistico. La pace, l'ambiente e la salute in questo quadro mondiale di fine-inizio secolo non trovano spazio.
2. Le società del mondo continuano ad essere sottoposte ad un pugno di potenze nazionali (spesso funzione delle proprie imprese multinazionali) che esercitano il proprio controllo sia sulle "proprie" classi lavoratrici sia su quelle del resto del pianeta. Gli organismi internazionali di strozzinaggio su scala planetaria come Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale non sono organismi "indipendenti" ma sono controllati dalle potenze in questione, sono cioé organismi ove la conflittualità intercapitalistica viene mediata in funzione di una maggiore efficacia nel controllo e nell'utilizzo di uomini, donne e risorse ambientali per l'espansione produttiva e dei commerci di suddette nazioni. L'Unione Europea rappresenta un tentativo di mediazione tra gli interessi delle maggiori potenze europee per meglio concorrere con l'imperialismo statunitense e giapponese. Esempi empirici di questo conflitto si consumano a decine.
3. E' molto dubbia la così detta crisi degli stati nazionali
dato che questi rimangono tutt'oggi, da una parte, gli organizzatori delle
forze militari e delle rappresentanze politiche necessarie alla difesa e
avanzamento della propria industria e del proprio commercio, dall'altra
gli organizzatori della repressione interna e del controllo della propria
forza lavoro. La forma stato (o federazione di stati) é tutt'oggi
necessaria al capitale per potersi valorizzare e sviluppare adeguatamente.
Maggiore é la potenza dello stato (potenza militare-politica-tecnologica)
maggiori saranno i vantaggi che i capitali da esso rappresentati possono
trarre.
In questo quadro il nazionalismo sta riprendendo terreno (probabilmente
non l'ha mai perso) e ad esso continuano ad essere votati - coscientemente
od incoscientemente- ampi settori della sinistra. Questo nazionalismo passa
attraverso varie forme: revisionismo storico istituzionalizzato, difesa
dell' "economia nazionale", ingerenza militare e politica in paesi
terzi, ecc.
4. In tutto il pianeta vi sono ampi (e meno ampi) settori popolari
- lavoratori occupati o disoccupati, contadini, studenti - che oppongono
armati o disarmati forme di resistenza e attacco più o meno organizzata,
più o meno cosciente, al modo di produzione capitalistico e alla
dittatura che esso rappresenta.
Considerare queste lotte di classe ed i contesti sociali e produttivi da
cui scaturiscono significa riprendere coscienza dello stato del mondo -oramai
possiamo dire- capitalista e delle lotte atte a sovvertirlo.
Un approccio marxista "liberato" é ancora in grado di offrire uno svelamento dei rapporti sociali di produzione e potere, un approccio internazionalista alle lotte di classe e alla sovversione é, indiscutibilmente, l'unico praticabile.