1 P.Veyne, Foucault e la storia, "Aut Aut", 181 (1981), p.71.

2 Ivi, p.72.

3 Il Freedom for information act (legge sulla libertà di informazione) è lo strumento che consente di accedere pubblicamente negli Stati Uniti a informazioni. La legge fu approvata nel 1966 ed emendata nel 1974. Chiunque desideri farlo, ha il diritto di prendere visione di documenti governativi, salvo specifici casi stabiliti dalla legge.
Secondo le norme stabilite, i Servizi governativi devono rispondere entro due settimane alla richiesta di accesso ai documenti. Se la richiesta è respinta, si può fare appello a un livello più alto dello stesso servizio, generalmente un funzionario che raramente ha qualche rapporto personale con le informazioni negate la prima volta e che dunque può considerare la questione con maggiore obiettività del suo predecessore.
I documenti cosiddetti classificati (che potrebbero danneggiare la sicurezza nazionale, intralciare decisioni governative, etc.) costituiscono materia di eventuale rifiuto di divulgazione. Tuttavia la legge non impone tassativamente di negare l'accesso alla documentazione ritenuta classificata, si limita ad autorizzare l'eventuale diniego. Allo stato attuale, dopo un emendamento entrato in vigore nel 1975, per poter provare che un documento è classificato correttamente, il governo deve dimostrare che divulgando l'informazione ne consegue un ragionevole danno alla difesa nazionale. In sostanza, un documento, o una serie di documenti possono essere classificati correttamente all'origine, ma è altrettanto necessario capire se essi devono continuare a restare tali.
Grazie al Freedom for Information Act, molte delle operazioni segrete del governo degli Stati Uniti e dei suoi Servizi di intelligence sono diventate storia.

4 Prima dell'OSS esisteva il COI (Office of the Coordinator of Information) che all'inizio del 1942 fa confluire la sezione propaganda nell'OWI (Office of War Information) e viene trasformato subito dopo in OSS. Il Servizio segreto del generale Donovan sarà sciolto nel 1945 e smembrato in varie sezioni. Ricostituito nel '46 con la denominazione CIG (Central Intelligence Group), diviene CIA nel 1947. Alla neonata Central Intelligence Agency viene affidato come primo campo d'azione proprio l'Europa e in particolare l'Italia che si apprestava ad andare al voto nelle elezioni del 1948.

5 Cfr. R. Faenza, M. Fini, Gli americani in Italia, Feltrinelli, 1976.

6 Cfr. Faenza e Fini, Gli Americani in Italia, cit., p. 3.

7 Ivi, p. 4.

8 Ivi, p. 10.

9 Ivi, p. 13.

10 Ivi, p. 14.

11 Cfr. Cesare Bermani, Il nemico interno, Odradek, 1997.

12 Cfr. Antonio e Gianni Cipriani, Sovranità limitata, Edizioni Associate, 1991, p. 28.

13 Faenza e Fini, Gli americani in Italia, cit., p. 168.

14 Ivi, p. 169 e n.

15 Ivi, p. 254.

16 Cfr. Antonio Gambino, Storia dell'Italia nel dopoguerra, Laterza, 1975, pp. 473-474.

17 Gli americani e la guerra di liberazione in Italia, Office of Strategic Service (OSS) e la resistenza italiana, convegno internazionale di studi storici, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1995, p. 150.

18 Cfr. A. e G. Cipriani, Sovranità limitata, cit., pp. 27-28.

19 Cfr. Giorgio Cavalleri, Mussolini-Churchill, Il custode del carteggio, Piemme, 1997, pp. 117-118.

20 Cfr. Faenza e Fini, Gli americani in Italia, cit., p. 244.

21 Ibidem, p. 244.

22 Cfr. A. e G. Cipriani, Sovranità limitata, cit., p.13.

23 Lelio Basso (1903-1978) è stato uno dei maggiori rappresentanti della Sinistra italiana. Socialista fin dal 1921 partecipa all'attività di numerose riviste attive all'epoca in opposizione al fascismo - Critica Sociale, Avanti, Rivoluzione liberale. Arrestato nel 1928, dopo aver diretto l'ultima rivista antifascista pubblicata in Italia, Pietre, ritorna dal confino politico tre anni più tardi e partecipa alla ricostituzione del Partito Socialista. Nel 1938 viene nuovamente messo agli arresti fino al 1941. Fonda il Movimento di unità proletaria per la repubblica socialista che nel 1943 si fonde col PSI e dà vita la PSIUP.
Personalità carismatica e poco incline ad atteggiamenti filosovietici stabilisce con il proprio partito un rapporto critico fino alla polemica. Nel 1964 esce definitivamente dal PSIUP a seguito dell'unificazione con i socialdemocratici di Saragat e fonda il nuovo PSIUP di cui diventa presidente. E' del 1968, infine, sollecitato anche dai fatti cecoslovacchi, l'abbandono definitivo del Partito. Basso continua la sua lotta nella politica nazionale con una intensa attività parlamentare e la direzione di altre due importanti riviste, Problemi del socialismo e Revue internationale du Socialisme. Nel 1969 fonda l'Istituto per lo studio della società contemporanea e in campo internazionale partecipa con grande impegno negli anni seguenti ai lavori del Tribunale Russell che presiede per la sua seconda sessione sulla repressione in America Latina. Nel corso della sua lunga carriera di avvocato, Basso ha avuto modo di partecipare anche a numerosi processi come difensore di operai e povera gente travolti dalle denunce del dispotico sistema poliziesco scelbiano.

24 Cfr. L. Basso, Fascismo e Democrazia Cristiana, due regimi del capitalismo italiano, Mazzotta, 1975, pp. 76-92.

25 Cfr. R. Canosa, La polizia in Italia dal 1945 ad oggi, Il Mulino, 1976.

26 Cfr. Basso, Fascismo e Democrazia Cristiana, cit., p. 77.

27 Ivi, p. 79.

28 Ivi, p.78.

29 Ivi, p. 80.

30 Brano tratto da un'intervista comparsa nel 1988 sulla rivista Prospettive nel mondo.

31 Cfr. Basso, Fascismo e Democrazia Cristiana, cit., p.87.

32 Ibidem.

33 Cfr. Basso, Fascismo e Democrazia Cristiana, cit., pp.153-154.

34 L. C. Lewin (a cura di), Rapporto segreto da Iron Mountain sulla possibilità e desiderabilità della pace, Bompiani, 1968, p. 119.