Della "borghesia di stato"

di Giancarlo Fullin

Una parte di questo saggio è apparsa nel n. 51 (novembre/dicembre 1995) de La Contraddizione.

[sintesi]

L'autore critica innanzitutto il fenomeno ideologico della "sostituzione della politica alla realtà", ossia la focalizzazione dell'attenzione dell'"opinione pubblica" (guidata dai mezzi di informazione) intorno alle vicende meramente istituzionali del potere, apparentemente avulse dalla concreta dinamica dei rapporti sociali. Propone percio' una diversa lettura delle profonde trasformazioni avvenute nel sistema politico tra gli anni '80 e gli anni '90, capace di cogliere gli interessi imateriali e i conflitti in gioco. Tali vicende vengono interpretate sulla base di un "conflitto triangolare" tra la "borghesia di stato", sviluppatasi in Italia in modo particolarmente cospicuo intorno al fenomeno del "capitalismo di stato" e delle politiche di welfare (fino ad assumere connotati simili ai sistemi del "socialismo reale"), la borghesia capitalistica monopolistica, ossia la grande industria a dimensione monopolistica delle poche famiglie del capitalismo italiano organizzata per l'essenziale intorno a Mediobanca, e la borghesia capitalistica di piccola media impresa.