1) cfr. l'articolo di Giancarlo Fulin
2) Enrico Pugliese, L'immigrazione, in AA.VV. Storia dell'Italia repubblicana, vol. 3, Einaudi 1996
3) Seguirono la legge Martelli il decreto del Ministro del Tesoro 26 luglio 1990 n.244 con le norme per l'erogazione di contributi alle Regioni per la realizzazione di centri di accoglienza per gli immigrati; la legge 24 settembre 1992 n.390 relativa agli interventi straordinari di carattere umanitario cioè soccorso, assistenza e accoglienza a favore degli sfollati delle Repubbliche sorte nei territori della ex-Jugoslavia che previde il rilascio di un nulla osta provvisorio di ingresso rinnovabile valido 60 giorni; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 dicembre 1993 relativo alla definizione "dei flussi programmatici dei cittadini stranieri extracomunitari per l'anno 1994"; il decreto Dini (decreto legge 18 novembre 1995 n. 489) che conteneva una revisione della legge n.39/90 in materia di lavoro stagionale, ricongiungimenti familiari ed espulsioni, che poi decadde.
4) P. Ginsborg,L'Italia del tempo presente. Famiglia, società civile, Stato 1980-1996, Einaudi, 1998
5) "Corriere della Sera", 29 marzo 1997
6) "Il Gazzettino di Venezia", 1 aprile 1997
7) Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 ottobre 1998 prevede per esempio la quota massima in via preferenziale di 3000 albanesi, 1500 marocchini e 1500 tunisini tenendo conto degli accordi bilaterali con l'Albania, il Marocco e la Tunisia.
8) Alcuni dati statistici relativi all'inserimento degli immigrati nel mondo del lavoro in Italia nel 1997: 37529 avviati nel settore dell'agricoltura (22,6%), 72310 in quello industriale (43,5%), 56412 nel settore terziario (28,6%); fonte: Elaborazioni Caritas Roma, ]Dossier statistico Immigrazione su dati Istat. Contabilità nazionale[, 1998.