[sintesi]
L'autrice ripercorre il dibattito sulla nascita del capitalismo italiano, che ha avuto la sua stagione migliore negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, con la pubblicazione degli scritti di Antonio Gramsci sul Risorgimento e l'uscita del notevolissimo studio di Emilio Sereni Il capitalismo nelle campagne. La gran parte degli studiosi di area marxista del secondo dopoguerra ha ripreso la loro impostazione, mentre l'obiezione più conosciuta è certamente quella di Rosario Romeo. L'articolo ripropone le tesi di Gramsci e di Sereni, togliendo loro quelle etichette riduttive di "rivoluzione agraria mancata" e di sterile confronto con la Francia con cui troppo spesso sono state liquidate; critica le tesi di Rosario Romeo e presenta la teoria di Alexander Gerschenkron sul problema dell'arretratezza economica, molto interessante non solo per il caso italiano, assolutamente non lineare, ma soprattutto per la storia della Russia, anch'essa atipica se non unica nella storia del capitalismo, e più in generale per una discussione sullo sviluppo del capitalismo nei paesi "arretrati".