[1] A. Gramsci, Il Risorgimento, Torino, Einaudi, 1949.
[2] E. Sereni, Il capitalismo nelle campagne (1860-1900), Torino, Einaudi, 1947.
[3] R.Romeo, La storiografia politica marxista nel secondo dopoguerra, in <<Nord-Sud>>, agosto-settembre 1956; Id., Problemi dello sviluppo capitalistico in Italia dal 1861 al 1887, ivi, luglio-agosto 1958, entrambi in Id., Risorgimento e capitalismo, Bari, Laterza, 1959.
[4] A. Gerschenkron, Il problema storico dell'arretratezza economica, Torino, Einaudi, 1974.
[5] Gli scritti di Gramsci sul Risorgimento sono il risultato della sua elaborazione cominciata negli anni del primo dopoguerra e sviluppata con le letture e le meditazione del carcere: vennero composti tra il 1929 e il 1935 e furono raccolti nel volume Il Risorgimento, Torino, Einaudi, 1949; un'edizione ridotta è stata pubblicata nel 1959 da Editori Riuniti con il titolo Sul Risorgimento anche se già nel 1947 alcuni dei saggi raccolti in questi volumi erano stati pubblicati dalle riviste <<Società>> e <<Belfagor>>; come tutti gli scritti composti nel periodo della carcerazione anche le parti dedicate all'interpretazione del Risorgimento sono contenute nell'edizione critica dei Quaderni dell'Istituto Gramsci curata da Valentino Gerratana, Torino, 1975. Qui si fa riferimento A. Gramsci, Il Risorgimento, Roma, Editori Riuniti, 1996.
[8] Questo dimostra che non esiste un gruppo di intellettuali autonomo: essi sono sempre espressione di un gruppo o classe sociale e ne difendono gli interessi.
[10] In genere, precisa Gramsci, la campagna è subalterna ad una città di tipo industriale ma in Italia l'urbanesimo è un fenomeno slegato dallo sviluppo capitalistico e della grande industria; in ogni caso esiste sempre uno scontro ideologico fra realtà urbana e campagna.
[12] Basti pensare alle vicende del 1799: la città fu schiacciata dalla campagna guidata dal cardinale Ruffo.
[14] Il governo della Destra dal 1861 al 1876 aveva secondo Gramsci solo creato le minime condizioni esterne per lo sviluppo economico: strade, ferrovie, risanamento delle finanze. La Sinistra aveva continuato la politica della Destra con uomini e frasi di sinistra. Crispi è stato il vero uomo della nuova borghesia ma il suo imperialismo fu "passionale oratorio, senza alcuna base economico-finanziaria" (p. 95).
[15] E. Sereni, Il capitalismo nelle campagne (1860-1900), Torino, Einaudi, 1980.
[27] R. Romeo, op. cit., 1963.
[33] A. Gerschenkron, op. cit.
[34] A. Gerschenkron, Lo sviluppo industriale in Europa e in Russia, Bari, Laterza, 1971.