Nel dibattito politico sulla cosiddetta Seconda Repubblica, qualcuno
a suo tempo osservò non senza malignità- che sarebbe stato
il caso di parlare di Terza Repubblica, dato che nella storia d'Italia,
tra il '43 ed il '45, vi era stata la Repubblica di Salò; inoltre,
in tempi più recenti, è stato evidenziato che proprio durante
tale esperienza il fascismo "saloino" aveva prospettato la costituzione
di una repubblica presidenziale, oggi divenuta un tema d'attualità
della politica parlamentare.
Con questa breve premessa, è intenzione di chi scrive fornire alcune
tracce bibliografiche per quanti vogliano avviare o approfondire la conoscenza
storica di questo periodo, anche perchè soltanto negli ultimi decenni
è stato avviato un lavoro di ricerca libero sia da visioni reducistiche
e ipoteche filofasciste che dai condizionamenti politici opposti.
Per molti anni infatti la storiografia non-fascista ha - salvo poche eccezioni
- generalmente sottovalutato la specificità della RSI, tendendo o
ad assimilare tale periodo a quello del Ventennio quale estrema appendice
del regime, oppure evidenziando la sua subalternità nei confronti
dell'occupazione militare tedesca sintetizzata e semplificata nella formula
del "nazifascismo".
In realtà la RSI fu qualcosa di molto più complesso, e sotto
un certo punto di vista anche di molto più inquietante, di un qualsiasi
governo collaborazionista europeo.
Significativa dello scarso interesse storiografico verso la RSI è la constatazione che, per molto tempo, il principale testo di riferimento è stato quello di un non italiano, ossia Frederick W. DEAKIN, Storia della Repubblica di Salò, Einaudi, Torino 1963, affiancato da alcuni significativi contributi sul piano letterario come quelli di Italo CALVINO, Il sentiero dei nidi di ragno e Ultimo viene il corvo (Mondadori Ed.), che mantengono il merito di "fotografare" situazioni e stati d'animo molto meglio di ogni studio scientifico, mentre generalmente notizie sulla realtà di Salò erano indirettamente rintracciabili solo in testi riguardanti la Resistenza.
Per rendere più pratico l'utilizzo di queste, seppur sommarie quanto partigiane, indicazioni bibliografiche è comunque preferibile suddividerle per settori tematici, privilegiando in questa sede l'aspetto politico-militare, in quanto questo è da ritenersi l'aspetto dominante della RSI, ossia di uno Stato che vide la sua breve parabola consumarsi dentro l'ultima parte della Seconda Guerra Mondiale .
STORIA GENERALE
La Repubblica Sociale Italiana, va detto, non assunse questa denominazione da subito; al suo sorgere venne infatti variamente definita (Stato repubblicano d'Italia, Stato fascista repubblicano, Stato nazionale repubblicano...), a dimostrazione di quanto fossero incerte le connotazioni ideologiche e controversi i disegni politici dietro la sua nascita, per cui la principale difficoltà che si presenta agli storici è quella di rendere conto di tale intrinseca contraddittorietà.
Oltre al citato saggio del DEAKIN, vanno senz'altro ricordati i lavori
di Silvio BERTOLDI, Salò. Vita e morte della Repubblica Sociale
Italiana, Rizzoli, Milano 1976 e di Giorgio BOCCA, La Repubblica
di Mussolini, Laterza, Bari 1977 poi Mondadori, Milano 1994.
Il primo, anche se in alcune parti risulta alquanto approssimativo, contiene
estratti del rapporto che Giorgio Pini, neo-sottosegretario del Ministero
dell'Interno, redasse in presa diretta per Mussolini dopo aver compiuto
una serie di visite in numerose province; il secondo, frutto di una vasta
ricerca presso l'Archivio di Stato, fornisce invece una buona ricostruzione
complessiva, assieme ad un notevole numero di dati sulla consistenza numerica
del fascismo repubblicano e delle sue forze militari, offrendo anche un'analisi
della cosiddetta "socializzazione delle imprese", quale "progetto
condiviso dalle grandi industrie italiane di un capitalismo sorretto dall'IRI
e dall'IMI, dall'industria e dalla finanza di Stato per un continuo ricambio
di uomini e profitti che è proseguito nella partitocrazia fino agli
infami commerci delle tangenti " (dalla Prefazione scritta dallo stesso
Bocca per la riedizione).
A questi vanno aggiunti alcuni recenti testi sintetici ed economicamente
accessibili, adatti ad un primo approccio al tema, quali: Mino MONICELLI,
La Repubblica di Salò, Tascabili Economici Newton, Roma 1995,
in cui si trovano anche dei profili biografici riguardanti alcuni dei maggiori
gerarchi del fascismo; Gianni OLIVA, I 600 giorni di Salò,
Giunti, Firenze 1996 (pubblicato come supplemento della rivista "Storia
e Dossier"), poi riproposto dalla stessa casa editrice l'anno seguente
col titolo La Repubblica di Salò in una più accattivante veste
illustrata.
Testo realmente importante, incentrato - forse anche troppo - sui principali
protagonisti della Repubblica di Salò, è quello recentissimo
di Luigi GANAPINI, La Repubblica delle Camicie Nere. I combattenti,
i politici, gli amministratori, i socializzatori, Garzanti, Milano 1999;
l'Autore si dichiara convinto che l'immagine accreditata della RSI "nasconda
più vite, più caratteri, più volti di quanti non ne
faccia intravvedere la testimonianza dei protagonisti o quella degli avversari
o la stessa memoria collettiva" e che abbia rappresentato "un
intreccio di idee, motivazioni e obiettivi che sono poi penetrati nella
cultura di questo secolo", evidenziando altresì l'esistenza
di "un ambiguo confine tra l'adesione convinta e l'accettazione del
male minore, quasi potesse esistere una stretta contiguità tra il
fanatismo e l'opportunismo".
Da menzionare pure altri due testi per la considerevole raccolta di documenti
che offrono: Antonio FAPPANI - Franco MOLINARI, Chiesa e Repubblica
di Salò. Fonti edite e inedite, Ed. Marietti, Torino 1981,
e Nicola COSPITO - Hans Werner NEULEN, Salò-Berlino: l'alleanza
difficile, Mursia, Milano (1995?).
STORIA LOCALE
La storia della RSI è, forse più di altri periodi, una
storia frammentata, dato che sul piano locale il fascismo repubblicano conobbe
caratteristiche, espressioni e dinamiche notevolmente diverse; per cui assumono
particolare importanza tutte quelle ricerche che hanno cominciato a comporre
questo mosaico, partendo proprio dalle vicende "periferiche".
Di insostituibile aiuto in questo lavoro di ricostruzione si dimostrano
i Notiziari che, territorialmente, la Guardia Nazionale Repubblicana redigeva
e trasmetteva a Mussolini; consultando questi rapporti, conservati in notevole
quantità presso la Fondazione L. Micheletti di Brescia e parzialmente
pubblicati in un volume della Feltrinelli ormai introvabile (Riservato a
Mussolini), sono state realizzate diverse ricerche su specifiche zone e
determinati periodi di tempo.
Tra questi, a titolo di esempio, vanno citati:
- Argentino ALBORI. Riservato al Duce. Notiziari della Guardia Nazionale Republicana. Padova e provincia, Promodis Italia, Brescia 1996;
- Lorenzo ROCCA, Verona repubblichina. Politica e vita quotidiana negli anni della Repubblica di Salò attraverso i notiziari della Guardia Nazionale Repubblicana, Cierre Edizioni, Verona 1996;
- Renato SITTI-Carla TICCHIONI, Ferrara nella Repubblica Sociale Italiana, Liberty House, 1987.
Altre fonti per conoscere i fatti avvenuti in alcune località o città sotto la RSI sono i documenti processuali, relativi a processi contro i fascisti di Salò celebrati nell'immediato dopoguerra; tra questi vanno menzionati:
- Zara ALGARDI, Processi ai fascisti, Vallecchi, Firenze 1973;
- Romano CANOSA, Le sanzioni contro il fascismo. Processi ed epurazioni a Milano negli anni 1945, Mazzotta, Milano 1978;
- Gianni SPARAPAN (a cura di), Fascisti e collaborazionisti nel Polesine durante l'occupazione tedesca. I processi della Corte d'Assise Straordinaria di Rovigo, Marsilio, Venezia, 1991;
- L. PESTALOZZA, Il processo alla Muti, Feltrinelli, Milano 1965.
STORIOGRAFIA
I problemi connessi all'interpretazione storiografica della RSI sono
relativi soprattutto alla chiave di lettura di quella guerra combattuta
con le forze armate, le brigate nere e le polizie politiche ricostituitesi
sotto la bandiera di Salò da una parte e, dall'altra, la guerriglia
partigiana, la ribellione sociale e l'antifascismo in armi. A questo tema
risulta altresì collegata la questione della "legittimità"
formale, morale e politica delle parti in conflitto.
Condividendo quasi integralmente la documentata analisi di Claudio PAVONE
che ha individuato almeno tre diversi piani di tale conflitto (nazionale,
civile, di classe), a riguardo non posso che confermare anch'io l'importanza
del suo Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della
Resistenza, Bollati Boringhieri, Torino 1991; l'autore ha inoltre
dedicato molti suoi capitoli a questioni, quali quelle della violenza e
del tradimento, che risultano ineludibili quando si affronti sia la storia
della RSI che della Resistenza. A tale riguardo ritengo alquanto significativi
per la notevole penetrazione psicologica i seguenti passaggi de Una guerra
civile: "La RSI non avrebbe in realtà potuto durare un solo
giorno senza il sostegno tedesco. Questa ovvia considerazione non rende
tuttavia inutile la ricerca delle motivazioni intrinsecamente fasciste che
portarono a far nascere la Repubblica sociale e a spingerla sulla strada
della guerra civile in un modo più intenso del semplice collaborazionismo
(...) Giovanissimi e vecchia guardia potevano ritrovarsi vicini nel desiderio
di vendetta, i primi portandovi la carica propria di un conflitto generazionale,
la seconda aggrappandosi al mito del 'ritorno alle origini', quando i nemici
erano stati appunto altri italiani indegni di questo nome. Allorchè
la punizione dei gerarchi si rivelò un 'finto Terrore' ecco che l'area
dei punibili si ampliò ancora, fino a comprendere tendenzialmente
l'intero popolo italiano nel cui nome pur si invocava la vendetta".
Vanno altresì segnalati altri due testi che, seppur da presupposti
diversi, in qualche modo si contrappongono alle tesi di Pavone attorno al
concetto di "guerra civile": di parte fascista si può citare
lo "storico" Contromemoriale (C.E.N., Roma 1974) di
Bruno SPAMPANATO e, di parte democratica, Gianni OLIVA, I vinti
e i liberati, Mondadori, Milano 1995. Nel primo si è cercato
di dimostrare la legittimità, di fronte alla storia ma anche sulla
base degli ordinamenti giuridici, delle scelte e dell'operato dei "patrioti"
della RSI; nel secondo invece si nega il carattere di "guerra civile"
rivendicando -quasi specularmente con la tesi fascista- il carattere patriottico
della Resistenza che, oltre a combattere i fascisti, mirava alla liberazione
nazionale dall'occupazione tedesca.
Nel solco delle intuizioni di Pavone e calato nel dibattito sui revisionismi,
da segnalare anche il saggio "a più voci" (Cesare BERMANI,
Silverio CORVISIERI, Claudio DEL BELLO, Sandro PORTELLI), Guerra civile
e Stato. Per una revisione da sinistra, Odradek, Roma 1998.
Un altro importante e recente contributo è quello di Francesco
GERMINARIO, L'altra memoria. L'Estrema destra, Salò e la Resistenza,
Bollati Boringhieri, Torino 1999, che è riuscito molto bene a
penetrare e a mettere a nudo, sia nella debolezza degli argomenti che nella
forza di talune semplificazioni, la politica storiografica della destra
erede della RSI: sull'argomento l'autore annota come "la cultura politica
del neofascismo ha lavorato sulla contrapposizione fra un'immagine lirica
ed estetizzata della RSI - ossia l'Italia dei giovani volontari, poco più
che sedicenni, accorsi a Salò per difendere l'onore della nazione
e la parola data all'alleato -, e l'Italia monarchica e reazionaria del
badoglismo, del consueto machiavellismo nazionale decantatosi del doppiogiochismo
e nel tradimento. Insomma (...) Contrapposto all'élite di Salò,
aveva prosperato un popolo-plebe, estraneo e subalterno alla Storia".
STORIA MILITARE
Come già accennato, la storia politica di Salò è
largamente connotata dalla sua storia militare, tanto da farne apparire
secondari altri, seppur importanti aspetti, quali l'economia, la cultura
o i rapporti diplomatici; ma alla ricostituzione dell'esercito di Graziani
e alla militarizzazione del Partito Fascista Repubblicano in realtà
non corrispose una significativa operatività della RSI sul fronte
di guerra, limitata al marginale fiancheggiamento delle forze armate tedesche
e alla repressione antipartigiana.
Sull'argomento esistono due discreti testi a carattere generale: Giampaolo
PANSA, L'esercito di Salò, Mondadori 1970, poi Il
gladio e l'alloro. L'esercito di Salò, Mondadori, Milano 1991,
e Silvio BERTOLDI, Soldati a Salò. L'ultimo esercito di Mussolini,
Rizzoli, Milano 1995; ma senz'altro la maggior mole di informazioni
ci viene dal lavoro di Ricciotti LAZZERO che ha permesso la pubblicazione
di tre importanti volumi quali Le SS Italiane, Rizzoli, Milano
1982, Le Brigate Nere, Rizzoli, Milano 1983, La Decima Mas,
Rizzoli, Milano 1984.
Da segnalare anche Andrea MUGNAI, La banda Carità. Ora che
l'innocenza reclama almeno un'eco, Becocci, Firenze 1945, sulle
imprese di una delle più spietate formazioni irregolari attive sotto
la RSI.
Attraverso queste ricerche e la consultazione critica dell'opera, anche
se fortemente di parte e non sempre precisa, di Giorgio PISANO' (Gli
ultimi in grigioverde e Storia delle Forze Armate della Repubblica
Sociale Italiana) qualsiasi studioso può trovare una buona
base di partenza per ulteriori approfondimenti.
Negli ultimi anni, a fianco di una vasta pubblicistica sulle vicende delle
tre armi e di vari reparti della RSI (tra cui, in primo luogo, la Decima
MAS oggetto di innumerevoli ricostruzioni alquanto discutibili), si è
andato aprendo un ambito di ricerca particolare riguardante la partecipazione
femminile all'apparato militare della RSI; sull'argomento va doverosamente
segnalato l'esteso lavoro di ricerca compiuto da Maria FRADDOSIO (All'armi
siam fasciste!, Mondadori, Milano 1995) e il testo - seppure notevolmente
schierato a destra - di Luciano GARIBALDI, Le soldatesse di Mussolini,
Mursia, Milano 1995.
MEMORIALISTICA
La memorialistica riguardante la RSI è senz'altro cospicua e nasce
poco dopo la fine della guerra; essa ha in comune un intento, sia che si
tratti un balilla o di un generale, ossia quello di motivare eticamente
il fatto di aver combattuto dalla "parte sbagliata".
All'interno di questo tentativo di mettere in luce le ragioni (anche se
sovente irrazionali e non sempre disinteressate) dei "repubblichini"
e di riabilitarne le scelte sulla base di una presunta difesa dell'onore
nazionale, nel vasto panorama rievocativo e memorialistico edito generalmente
da piccole e misconosciute case editrici, vanno segnalati alcuni testi,
a partire da quelli di Carlo MAZZANTINI (A cercar la bella morte,
Mondadori, Milano 1986, poi riedito da Marsilio, Venezia 1995,
e I balilla andarono a Salò, Marsilio, Venezia 1995).
A questi, aggiungerei:
- Luigi BOLLA (a cura di Giordano Bruno GUERRI), Perchè a Salò. Diario della Repubblica Sociale Italiana, Bompiani, Milano 1982;
- Rodolfo GRAZIANI, Ho difeso la Patria, Garzanti, Milano 1947, riedito recentemente da Mursia;
- Francesco GIORGINO - Nicola RAO, Un contro l'altro armati. Dieci testimonianze della guerra civile (1943 - 1945), Mursia, Milano 1995;
- Vincenzo COSTA, L'ultimo federale.Memorie della guerra civile 1943-1945, Il Mulino, Bologna 1997;
- Pino ROMUALDI, Fascismo repubblicano, SugarCo, Carnago (VA) 1992.
STORIOGRAFIA FASCISTA
La storiografia di parte repubblichina, anche se per lungo tempo poco
appariscente, è una realtà che viene da lontano, ossia fin
dall'immediato dopoguerra quando, assieme al lavoro di riorganizzazione
politica che sarebbe sfociato nella costituzione del MSI, molti reduci di
Salò -tutt'altro che dissociati e tantomeno pentiti- iniziarono un
notevole lavoro di ridefinizione della storia che li aveva seppur a diversi
livelli visti protagonisti, un lavoro in cui al livore della sconfitta si
sommava il tentativo di giustificare questo capitolo del recente passato
nazionale, ricorrendo quasi sempre alla retorica di un "onore"
superiore da difendere, non molto diverso dal motto delle Waffen SS che,
appunto, recitava "Il nostro onore si chiama fedeltà".
Anche se questa pubblicistica, quasi clandestina, vide una diffusione ristretta
ad ambiti del reducismo e del neofascismo, non si può negare che
per vari decenni ha assolto al compito di rielaborare la memoria degli "sconfitti",
ricostituendone l'identità e creando i presupposti per gli attuali
revisionismi nostrani che, dopo mezzo secolo, ne hanno recuperato temi e
paradigmi; basti vedere, ad esempio, il riaffiorare in occasione del processo
a Priebke di accuse contro la Resistenza costruite e veicolate dal fascismo
italiano per un cinquantennio.
Per chi vuole documentarsi su questa incessante attività e magari
per dei raffronti critici, si possono segnalare:
- Edmondo CIONE, Storia della Repubblica Sociale Italiana, Il Cenacolo, Caserta 1948;
- Giorgio PISANO', Storia della guerra civile in Italia 1943-1945, FPE, Milano1965;
- Salvatore FRANCIA, La Repubblica Sociale Italiana e il contesto internazionale, Società Editrice Barbarossa, Milano 1995.
DOCUMENTI FOTOGRAFICI
Un aspetto particolare riguarda la documentazione fotografica riguardante
la RSI. Per molto tempo gli storici hanno ignorato o sottovalutato questo
campo di ricerca, lasciando alla pubblicistica fascista il completo monopolio
della sua immagine; unica eccezione un vecchio numero speciale su "La
repubblica di Salò" di 'Storia Illustrata' (n. 200, luglio 1974).
Invece si tratta di una fonte di informazioni e di un terreno di indagine
senz'altro interessante, specialmente se si riesce a leggere la realtà
che sta "dietro" a certe fotografie, ufficiali e non, come hanno
fatto Giovanni DE LUNA e Adolfo MIGNEMI curando Storia fotografica
della RSI, Bollati Boringhieri, Torino 1997.
Altri testi utili per "vedere" Salò sono: Antonio SPINOSA
(presentato da), Salò. Una storia per immagini, Mondadodori-Luce,
Milano 1992 e, per quanto riguarda la propaganda, Fondazione Luigi
Micheletti (a cura di), 1943-45. L'immagine della RSI nella propaganda,
Mazzotta, Milano 1985.
Alquanto deludente invece la raccolta di foto, assai note e male riprodotte,
curata da Mario CERVI, Salò. Album della Repubblica di Mussolini,
Rizzoli, Milano 1995.
Da segnalare invece la "miniera" di foto presentata come specifica
documentazione da Fausto SPARACINO, Distintivi e medaglie della R.S.I.
1943/45 (2 volumi), Editrice Militare Italiana, Milano 1988-1994.
A cura di Marco Rossi