1 Cfr. Mario COGLITORE, L'identità assente, Calusca Edizioni, Padova 1997.

2 Cfr. Lettera di Paolo SEGHEDONI, vecchio militante della destra radicale, redattore di "Rosso è Nero" e al tempo aderente al Fronte Nazionale di A. Tilgher, pubblicata in "Praxis" del Luglio-Agosto 1998.

3 Cfr. Giorgio CINGOLANI, La destra in armi. Neofascisti italiani tra ribellismo ed eversione 1977-1982, Editori Riuniti, Roma 1996, pagg. 51-52.

4 Cfr. Adolf HITLER, Mein Kampf, edizione illegale, senza indicazioni di stampa. Da sottolineare che sia la bandiera rossa che quella nera appartengono ugualmente alla storia del movimento operaio fin dalle sue origini, la prima venne poi fatta propria dalla componente socialista mentre la seconda finì per contraddistinguere quella anarchica, entrambe contrapposte al bianco delle forze reazionarie; soltanto molto più tardi il fascismo italiano si sarebbe appropriato del nero e il nazismo tedesco del rosso per connotarsi come forze radicali e antiborghesi.

5 Cfr. George MOSSE, Intervista sul nazismo, Laterza, Bari 1977, pag. 106.

6 Cfr. Giancarlo BUONFINO, Teatro Totale: Massenspiel e Chorspiel, in AA.VV., Avanguardia Dada Weimar, Arsenale Cooperativa Editrice, Venezia 1978, pagg. 36-37.

7 Seguaci di Hitler fin dall'inizio, i fratelli Strasser ottennero ottimi risultati politici nella Germania Settentrionale, svolgendo un'opera di agitazione e propaganda da posizioni che rivendicavano il carattere völkisch (nazionalpatriottico) dell'esperienza bolscevica, posizioni alla fine degli anni Venti condivise anche da Joseph Goebbels, futuro ministro della propaganda, che nel `25 affermava di credere nel "socialismo del proletariato". Gregor, la cui popolarità all'interno del movimenti era seconda soltanto a quella di Hitler, verso la metà degli anni Venti divenne responsabile del complesso apparato organizzativo ed anche capo amministrativo del Partito nazista; ma sia lui che il fratello Otto, seppur seguendo percorsi diversi, entrarono in contrasto con la direzione hitleriana. Gregor divenne capo dell'ala "socialista" del partito, ma nel `32 si dimise da ogni incarico e se ne andò in Italia sia per divergenze politiche e ideologiche sia per le macchinazioni di Goering e di Himmler che pure era stato suo segretario. Il cancelliere Kurt von Schleicher a quel punto cercò di assicurarsi la collaborazione di Hitler sfruttando una possibile scissione all'interno del Partito nazista capeggiata da Gregor Strasser, ma questi non volle prendersi una simile responsabilità e si ritirò dalla politica occupandosi soltanto della direzione della casa farmaceutica Schering-Kahlbaum; ma ciò nonostante durante la Notte dei Lunghi Coltelli venne catturato ed ucciso. Suo fratello Otto ruppe con Hitler fin dal `28 e nel `30, accusandolo di aver tradito gli ideali socialisti del movimento, dette vita ad una vera scissione dal partito nazista, formando il Fronte Nero (Schwarze Front) che rappresentò senza dubbio, la principale organizzazione dei nazionalboscevichi, che ben presto furono costretti a svolgere attività clandestina o ad espatriare come fece lo stesso Otto nel `33 (Sul Fronte Nero si veda Armin MOHLER, La Rivoluzione Conservatrice in Germania 1918 -1932, Akropolis/La Roccia di Erec, Firenze 1990; Luciano PICCIAFUOCHI, Chi sono i nazisti "di sinistra", in "Praxis", Luglio-Agosto 1998).

8 Reinhold Muchow, leader della Nationalsozialistiche Betriebszellen-Organisation, venne eliminato in circostanze misteriose nel settembre del `33.

9 Cfr. P. ORTOLEVA e Marco REVELLI, La società contemporanea, Edizioni Bruno Mondadori, Milano 1986, pagg. 408-409; vedi anche Sergio BOLOGNA, Nazismo e Classe Operaia 1933-1993, Cox 18-Calusca City Lights, Milano 1994.

10 Cfr. Henry Ashby TURNER Jr., I trenta giorni di Hitler. Come il nazismo arrivò al potere, Mondadori, Milano 1997, pag. 89.

11 Cfr. Julius EVOLA, Note sul III Reich, in appendice a AA.VV., Il fascismo visto dalla Destra, Volpe, Roma 1979, pagg.160-161.

12 Cfr. Jacques DELARUE, Storia della Gestapo, Dall'Oglio Editore, Varese 1964, pag. 178.

13 Cfr. Sergej KULESOV e Vittorio STRADA, Il fascismo russo, Marsilio, Venezia 1998, pag. 25.

14 Il principale compito della Gestapo era la "repressione dei sovversivi" ma questa dizione generica comprendeva varie categorie; in una pubblicazione interna della Gestapo, destinata agli aspiranti agenti e redatta dal commissario Wendzio si precisava che "in particolare noi, sotto tale denominazione, intendiamo comunismo, marxismo, ebrei, religioni politicizzate, massoneria, scontenti della politica (mormoratori), opposizione nazionale, reazione, Fronte Nero (Strasser), sabotatori dell'economia, delinquenti abituali, rei di pratiche abortive e omosessuali (...), traditori e spie" ed era la sezione IV-A-3, diretta da Litzenberg, ad occuparsi dei "nazionalbolscevichi" (Cfr. articolo di Giuseppe MAYDA, Gestapo, il braccio violento del nazismo, in "Storia Illustrata" n. 207, Milano, Febbraio 1975).

15 Tra questi vanno citati Reck-Malleczewen, Albrecht Haushofer e in particolare il percorso di Ernst Niekish, già consiliarista e quindi fondatore del giornale "Widerstand" e del gruppo Widerstand-bewegung, rinchiuso in un lager dal `34 al `45; i nazionalcomunitaristi attuali inseriscono in tale elenco anche Harro Schultze-Boysen impiccato però in quanto "agente di una potenza nemica" (Cfr. A. MOHLER, Op.Cit., pag 12).

16 Tutto il radicalismo di destra italiano ebbe a suo tempo a che fare con l'organizzazione e le teorie di Thiriart e fu in particolare il gruppo di Giovane Nazione la struttura di riferimento, assieme ad Ordine Nuovo, per la rete italiana di Jeune Europe. Inoltre va ricordato il nome di Claudio Mutti quale corrispondente italiano di "Jeune Europe" e di "La Nation Européenne", nonchË direttore di "La Nazione Europea", e Franco Freda che in un'intervista sottolineÚ la vicinanza teorica di una parte della Jeune Europe alle posizioni da lui espresse in La disintegrazione del sistema, Edizioni di Ar, Padova 1969.

17 Cfr. Marco BATTARRA, Da Jeune Europe alle Brigate Rosse. Antiamericanismo e logica dell'impegno rivoluzionario, Societ[[daggerdbl]] editrice Barbarossa, Milano 1992.

18 Cfr. Angelo DEL BOCA e Mario GIOVANA, I "figli del sole", Feltrinelli, Milano 1965, pagg. 272-278; Giuseppe GADDI, Neofascismo in Europa, La Pietra, Milano 1974, pag. 136.

19 Cfr. A. DEL BOCA e M. GIOVANA, Op. Cit., pag. 275; Daniele BARBIERI, Agenda nera. Trent'anni di neofascismo in Italia, Coines Edizioni, Roma 1967, pag. 67.

20 Ripreso da Francesco GERMINARIO, Estranei alla democrazia. Negazionismo e antisemitismo nella destra radicale italiana, BFS edizioni, Pisa 2001, pagg. 9-10.

21 Per l'Italia erano presenti anche Giovanni Lanfré e A. Mellini Ponce de Leon ma è difficile capire chi rappresentassero realmente questi personaggi, così come lo stesso conte Loredan; è infatti improbabile che fossero "delegati" della direzione del M.S.I. ma piuttosto della componente facente capo al Movimento Politico Ordine Nuovo, fondato nel `53 da Clemente Graziani (Cfr. D. BARBIERI, Op. Cit., pag.70; si vedano anche il numero monografico della rivista "Orion" n.11, novembre 1997, dedicato alla storia di "Ordine Nuovo" e la relazione parlamentare dei componenti DS facenti parte della specifica Commissione, Stragi e terrorismo in Italia dal dopoguerra al 1974, Roma, giugno 2000).

22 Cfr. G. GADDI, Op. Cit., pag. 194.

23 Nel momento di massimo sviluppo, Jeune Europe poteva contare sulle seguenti sezioni: Jeune Europe, Bruxelles (Belgio); Joven Europa, Madrid (Spagna), Junges Europa, Vienna (Austria); Junges Europa, Langenhagen Han (Germania); Giovane Nazione, Milano (Italia); Ordine Nuovo, Roma (Italia), Quaderni Neri, Torino (Italia); Young Europe, Londra (Inghilterra); Jong Europa, Groningen (Olanda); Young Europe/Jong Europa, Transwaal (Sud-Africa); Europan/ZS, S.Paolo (Brasile); Fiatal Europa, Bogotà (Colombia); Jovem Europa, Lisbona (Portogallo); Ataque, Lisbona (Portogallo); SAC, Ottawa (Canada); Joven America, Buenos Aires (Argentina); Joven America, Medellin (Colombia); Joven America, Montevideo (Uruguay), Unga Europa, Stoccolma (Svezia); Europa Tanara, rumeni in esilio, Monaco (Germania); Runebevoegelsen, Copenhagen (Danimarca); Jeune Europe, Losanna (Svizzera); Joven America (Equador); Jeune Europe manteneva inoltre contatti con esiliati bulgari, slovacchi, ucraini, con sede in Germania, stati Uniti e America del Sud (Cfr. A. DEL BOCA e M. GIOVANA, Op. Cit., pagg. 135-136); l'unica sezione di Jeune Europe che non compare in questo dettagliato elenco, dove sono riportati anche gli indirizzi delle sedi e i recapiti postali, è quella francese che, per quanto si può intendere, aveva come punti di riferimento Europe Action e Ordre Noveau.

24 In seguito, posizioni analoghe si ritroverranno nella rivista "Nation-Europa" che nel febbraio `68 dedicò un intero numero alle rivendicazioni e alle attività, anche armate, dei gruppi alto-atesini di lingua tedesca.

25 Cfr. M. BATTARA, Op.Cit.

26 Negli anni `68-'74 altre testate d'ispirazione nazional-europea furono, in Francia e Belgio, "Révolution Européenne" di Jean-Claude Jacquart, "Europe-Action" di Dominique Venner ed "Europe-Magazine"; nella Germania Federale vanno citati la rivista nazional-europea "Mut", edita da Bernhard Wintzek, e il mensile al servizio del rinnovamento europeo "Nation-Europa" fondato dall'ex-SS Arthur Erhardt che, con le sue 10.000 copie svolse un importante funzione di collegamento transnazionale, contando su collaborazioni di personaggi quali Engdahl, Maurice Bardèche, Pino Rauti e l'ex-collonnello SS Peter Kleist; va comunque osservato che queste esperienze risultarono sempre più inserite nella rete internazionale neonazista (Cfr. G. GADDI, Op. Cit., pagg. 198-199).

27 Secondo quanto riportato in M. BATTARA, Op. Cit., tra questi casi ci sarebbero quelli di Claudio Orsi (nipote di Italo Balbo e dirigente di Giovane Europa passato ai gruppi maoisti e all'Associazione Italia-Cina, con tanto di tessera del PSI in tasca), Pino Balzano (da dirigente di Giovane Europa a Lotta Continua), va però osservata la tendenziosità della fonte che tende ad usare scelte personali e diversificate per avvalorare presunti percorsi collettivi.

28 Nicola Bombacci, tra i fondatori del P.C.d'I. nel 21 e poi passato alle file di Mussolini che avrebbe seguito sino alla fine, scrisse queste righe tra il `41 e il `42, pubblicate poi postume sulla rivista "Rosso e Nero", datata 12 dicembre 1947.

29 Cfr. Giuseppe PARLATO, La sinistra fascista. Storia di un progetto mancato, Il Mulino, Bologna 2000, pag. 335.

30 La rivista "L'Orologio", organo dei Gruppi Nazionali Popolari, con sede a Roma in via Barletta 29, nacque il 15 giugno del `63; il direttore del periodico che doveva essere mensile ma finì per uscire con cadenza bimestrale, era l'avvocato Luciano Lucci Chiarissi, un ex-marò della X MAS, finito in carcere nel dopoguerra per la sua appartenenza ai FAR (Fasci di azione rivoluzionaria). Le parole d'ordine del periodico erano: rivendicazione della RSI, antiatlantismo, corporativismo, simpatia per il peronismo e verso i colonnelli golpisti greci; tra i collaboratori vi figurò anche Pino rauti sotto lo pseudonimo Flavio Messalla (Cfr. A cura della Redazione di Rinascita, Rapporto sulla violenza fascista, Napoleone Editore, Roma 1972; G. PARLATO, Op. Cit., pag. 375).

31 Tali volantini, di cui qua vengono presentati alcuni stralci, sono conservati presso l'archivio della Biblioteca F. Serantini di Pisa.

32 Ferdinando CAMON, Occidente, Garzanti, Milano 1975.

33 Cfr. Cfr. Giuseppe BESSARIONE, Lambro/Hobbit. La cultura giovanile di destra, in Iatlia e in Europa; Arcana Editrice, Roma 1979, pagg. 99-100, dove la citata intervista a Freda risalente all'estate `77, è ripresa da una brochure pubblicata a Losanna.

34 Tale rigetto del termine si può leggere nel volantino Le bombe dei nazimaoisti, diffuso in Lombardia nell'aprile `72, a firma Organizzazione Lotta di Popolo (l'originale è conservato presso l'Archivio Proletario Internazionale di Milano).

35 Cfr. Altri tre aderenti a Giovane Europa, destinati ad avere in seguito una certa notorietà, furono lo storico tradizionalista Franco Cardini, il parlamentare leghista Mario Borghezio e, secondo quanto sostiene M. BATTARRA, Op. Cit., anche Renato Curcio il fondatore delle Brigate Rosse.

36 Cfr. G. BESSARIONE, Op. Cit.

37 Da non confondersi con l'organizzazione giovanile missina A.S.A.N.-Giovane Italia.

38 Cfr. D. BARBIERI, Op. Cit., pagg. 68-69; si veda anche A. DEL BOCA e M. GIOVANA, Op. Cit., pag. 135.

39 Primula Goliardica era l'organizzazione studentesca del movimento Nuova Repubblica di Pacciardi, mentre Nuova Caravella era nata da una scissione, guidata da Stefano Delle Chiaie e Cesare Ferri, dal FUAN-Caravella.

40 Cfr. AA.VV., La strage di Stato, Samonà e Savelli, Roma (edizione del `71), pag. 79; poi ripreso in ANTIAUTORITARI ANONIMI, La Destra e gli altri; Gratis, Firenze 1993, pag. 14.

41 Nato come corrente interna al MSI all'inizio degli anni `50, nel `56 Ordine Nuovo uscì dal partito costituendosi come "centro studi" ma nel `69 la maggioranza guidata da Pino Rauti vi fece rientro, mentre la minoranza dette vita all'omonimo Movimento politico sotto la guida di Clemente Graziani; in seguito al pesante coinvolgimento in trame eversive, attentati e aggressioni, Ordine Nuovo venne messo fuorilegge nel `73, dopo di che nacque una nuova struttura, stavolta clandestina, sempre con lo stesso nome. Apparso nel `60, in seguito ad una scissione di Ordine Nuovo capeggiata da Stefano Delle Chiaie, Avanguardia conobbe diverse fasi e diverse denominazioni (Avanguardia Giovanile, Avanguardia Europea, Avanguardia Nazionale), risultando altrettanto coinvolta nella strategia della tensione e venendo formalmente messa al bando nel `73 (Cfr. Giuseppe DE LUTIIS, Il lato oscuro del potere, Associazioni politiche e strutture paramilitari segrete dal 1946 a oggi, Editori Riuniti, Roma 1996, pagg. 33-52; Franco FRACASSI, Il Quarto Reich. Organizzazioni, uomini e programmi dell'internazionale nazista, Editori Riuniti, Roma 1996, pagg. 155-159).

42 A riprova di tale presenza basti citare il caso di un numero unico, intitolato appunto "Lotta di Popolo", uscito presumibilmente nel dicembre `68 a cura di "Operai e studenti di Latina" sicuramente di sinistra, e il giornale dei Comitati di base del Trentino, uscito nel `69 sempre con il titolo "Lotta di Popolo" quale supplemento de "Il Potere Operaio" di Pisa.

43 In Francia l'Organisation Lutte de Peuple, fondata alla fine del `71, risultò la sezione più importante dopo quella italiana con sezioni a Nantes, Bayonne e Saint Etienne; raccoglieva militanti di Pour une Jeune Europe e di Ordre Nouveau, sotto la guida di Yves Bataille, e pubblicava il bimestrale in lingua francese, tedesca e italiana, "Volonté et Action". In Germania invece la frazione tedesca assunse il nome di National-Revolutionare Aufbau-Organisation (NRAO), mentre nella Spagna franchista Lucha del Pueblo aveva un gruppo semiclandestino attivo a Barcellona.

44 Lo stesso questore di Milano, Allitto Bonanno, in un suo Rapporto sulle organizzazioni estremiste che minacciano l'ordine pubblico, pubblicato sul "Corriuere d'Informazione" dell'8 febbraio `73, inserì Lotta di Popolo tra i "gruppuscoli" dell'estrema destra neofascista.

45 Informazioni ricavate dalla lettura di alcuni numeri di "Lotta di Popolo", conservati presso l'Archivio Proletario Internazionale di Milano.

46 In particolare vanno ricordati i nomi di Enzo Maria Dantini e Serafino di Luia che nel `68, assieme a Mario Merlino e Lamberto Roch, si erano più volte infiltrati nelle manifestazioni del movimento studentesco rendendosi autori di gravi provocazioni. In precedenza Dantini era stato al servizio del Sifar che lo avrebbe incaricato di piazzare bombe ad Innsbruck, quindi assieme ad Antonio Aliotti, era stato fatto infiltrare da Avanguardia Nazionale in Nuova Repubblica, ed il suo nome apparve persino nelle liste di Gladio con la sigla 0415; alla fine degli anni `70 risulta essere stato al vertice della banda armata Costruiamo l'azione. Serafino di Luia oltre ad aver partecipato, in compagnia del fratello Bruno di Avanguardia Nazionale, ad innumerevoli incidenti e provocazioni tra cui gli scontri in cui morì lo studente socialista Paolo Rossi, continuò la sua attività di picchiatore a Roma nei primi anni `70 anche dopo essere divenuto uno dei principali esponenti di Lotta di Popolo. Secondo quanto dichiarato dal fascista Paolo Pecoriello, Di Luia era "un funzionario del Ministero dell'Interno"; da parte sua Pecoriello, assieme ad un fascista di Reggio, tale Maurizio Faieti, aveva fondato il Movimento nazionalproletario Corridoni e risulterà anch'esso coinvolto nella strage di Piazza Fontana. Da segnalare anche il percorso di Claudio Mutti, già dirigente di Giovane Europa, poi vicino a Lotta di Popolo, transitato in gruppi maoisti, in Potere Operaio, nel PSI e nella CGIL, ed oggi teorico dell'area nazional-rivoluzionaria facente capo alle Edizioni di AR e alla Societ[[daggerdbl]] editrice Barbarossa (Cfr. Rapporto sulla violenza fascista, Op. Cit., e AA.VV., La strage di Stato, Samonà e Savelli, Roma 1970 ed edizioni seguenti, sull'attività di provocazione dentro il "movimento"; la citata relazione Stragi e terrorismo in Italia dal dopoguerra al 1974 sul ruolo di Dantini; G. CINGOLANI, Op. Cit., per quanto riguarda le vicende di Costruiamo l'azione).

47 Lo stesso volantino, seppure con titolo e grafica diversa, si ritrova sia nel gi[[daggerdbl]] citato archivio pisano che riprodotto in AA.VV. Rapporto sulla violenza fascista in Lombardia, Coop. Scrittori, Roma 1975, pag. 190.

48 Il volantino Ë riprodotto integralmente e nella sua veste originaria, sia nel citato libro di G. BESSARIONE (pag. 87) che in Pablo ECHAURREN, Volantini italiani. Frammenti storici del XX secolo; AAA Edizioni, Bertiolo 1997 (pag. 97).

49 Cfr. AA.VV., Rapporto... (Op. Cit.), pag. 192.

50 Tratto dall'articolo Contro un "Supersinistrismo psicopatico", in "Lotta di Popolo", n. 2, Milano 1971 (ripreso in AA;VV., I dieci anni che sconvolsero il mondo, Arcana Editrice, Roma 1978, pagg. 113-114), conservato presso l'Archivio Proletario Internazionale di Milano.

51 Rispetto all'atteggiamento ambiguo di Lotta di Popolo nei confronti della cosiddetta "questione ebraica" vale la pena citare la posizione di Giorgio Freda secondo il quale "parlare di ebraismo o di americanismo, di sionismo o di occidentalismo Ë pi? o meno la stessa cosa noi possiamo dire che la lotta antiebraica s'identifica con la lotta contro l'occidente americanizzato" (dalla citata intervista, originariamente pubblicata come Giorgio Freda: nazimaoiste our rÈvolutionaire inclassable?, tradotta e pubblicata in G. BESSARIONE, Op. Cit.; si veda anche un'altra intervista alla stesso personaggio, a cura di Rita CAVALLI, in "Storia Illustrata" n. 340, marzo 1986).

52 Cfr. "Lotta di Popolo", Anno I, n. 2, 10 marzo 1972, pagg. 4-5-11-24.

53 Cfr. Archivio ANTIFA, Dai nazimaoisti ai nazionalcomunitari, sul settimanale anarchico "Umanità Nova" del 5 novembre 2000, pagg. 5-6.

54 Da un articolo pubblicato su "Orion", ripreso in ANTIAUTORITARI ANONIMI, Op. Cit., pag.16.

55 Sull'argomento si rimanda a G. PARLATO, Op.Cit.; Paolo BUCHIGNANI, Fascisti rossi. Da Salò al Pci, la storia sconosciuta di una migrazione politica, Mondadodori, Milano 1998; Luigi GANAPINI, La Repubblica delle Camicie Nere. I combattenti, i politici, gli amministratori, i socializzatori, Garzanti, Milano 1999.

56 Cfr. l'articolo di Luca FAZIO, San Babila, in fondo a destra, su "Il Manifesto" del 19.11.2000.

57 A riprova di tale impegno, nello stesso numero del giornale, è stato dato molto rilievo alla presenza dei Comunitaristi al Campo antimperialista tenutosi ad Assisi nell'estate 2000 e in più occasioni vengono citate in modo chiaramente strumentale le testate di tendenza marxista-leninista "Praxis" e "Che Fare".

58 Cfr. Andrea ANSALONI, La prospettiva comunitaria, in "La Spina nel Fianco" n. 0, fine millennio.

59 Cfr. Pietro STARA, Destra profonda, sul settimanale anarchico "Umanità Nova" del 12 novembre 2000.

60 Cfr. volantino riprodotto su "Il Foglio della Resistenza AntiFascista", Milano, aprile 2000, pag. 11.