Il "nazionalismo veneto" visto da vicino

di Alessandro Casellato

SINTESI

L'autore racconta un lavoro in corso: lo studio del nazionalismo veneto, considerato come un esperimento per certi aspetti clamoroso di "invenzione della tradizione", un tentativo - a suo modo affascinante - di costruire una sorta di nuova identità nazionale, quella della "nazione veneta". L'atteggiamento adottato è quello di prendere sul serio il fenomeno: di non ridurre a colore, a "folklore", a becerume quella galassia per molti aspetti davvero pittoresca che è il montante "venetismo" di massa. Dietro questa facciata, e dietro la difesa di interessi materiali, sembra emergere l'eco della cultura "ribelle e tradizionale insieme" dei subalterni veneti dell'Ottocento, la traccia di un rapporto difficile e conflittuale - quello tra città e campagna.
L'impressione è che - pur di fronte a tante orgogliose dimostrazioni di forza, di intraprendenza e di vitalità - non si sia stati capaci di uscire dal circolo vizioso della subalternità, che è innanzi tutto subalternità mentale e culturale. Visto da vicino, il "nazionalismo veneto" parla anche di quella antica subalternità, di desiderio di rivalsa, di speranza - o di illusione - di essersi liberati da vecchie tutele, da gravosi patronati.

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