[1] Il 25 aprile 1993 - festa di San Marco - il Gruppo Archeologico del Montello organizza una sorta di processione sotto un leone di marmo collocato nelle mura cinquecentesche di Treviso: una trentina di persone con bandiere veneziane assistono alla deposizione sotto la lapide di una corona d'alloro da parte del "diretto discendente del penultimo doge" e ascoltano queste parole lette da una bambina: "La primavera è giunta, gli alberi sono fioriti e la terra aspira i raggi del sole. San Marco nostro Dio, signore della nostra patria, dalle Alpi all'Adda al grande Po, risveglia questi veneti dal tepore. Per ben 196 anni sono stati frustrati, vilipesi, traditi. Popoli di Spalato, Zara, Pola, Udine, Cividale, Padova, Parma, Verona, Vicenza, Belluno, Feltre, Legnago, Orzinuovi, Crema, Asolo, Brescia, Bergamo: ditemi a cosa servono queste mura se il nemico, rotto l'assedio, ha fatto sue le città. Ditemi a cosa servono questi bastioni se le armi sono state fuse in armi foreste. Ma dimmi San Marco perché i tuoi figli hanno martoriato la patria di guerre, ingiustizie, di calunnie e di scandali. Ora noi siamo qui tornati a te come un tempo e ti offriamo il nostro pegno d'amore per la nostra città. Treviso sia la nostra fortezza. Treviso diventi il nostro bastione contro le calamità dei tempi. San Marco sii tu l'alfiere delle nostre speranze". Questa scena è stata filmata e posta a conclusione di un documentario realizzato dal Gruppo Archeologico del Montello su Le mura venete di Treviso. Il montaggio mostra i leoni di San Marco presenti in ogni città che viene nominata.

[2] Citazioni tratte da U. BERNARDI, Qualche considerazione introduttiva su presenze, assenze, valori e progettualità riguardo ai musei etnografici del Veneto, introd. al volume edito dalla Regione Veneto Musei etnografici del Veneto, Milano, Electa, 1998, pp. 11-27.

[3 ]Nell'aprile del 1998 il Consiglio Regionale del Veneto approva la Risoluzione n. 42 "I popoli di ieri e di oggi e il diritto all'autodeterminazione", con la quale si richiede di varare un referendum che rinegozi il plebiscito del 1866 di annessione all'Italia. Sulla politica culturale "venetista" della Regione Veneto, si vedano ad esempio il numero monografico del "Notiziario Bibliografico. Periodico della Giunta regionale del Veneto", n. 28, 1998, riportante gli atti del Convegno Culture locali e culture popolari nelle Venezie tenutosi a Venezia il 13 maggio 1997, o il ciclo di conferenze itineranti sull'"Identità veneta" promosse nel 1998 nelle cittadine della regione, o le pubblicazioni che la Giunta regionale sponsorizza e distribuisce in tutte le biblioteche venete (cfr. C. SEMENZATO,Venezia ieri Veneto oggi, Signum, Padova, 1998).

[4] Cfr. il "Centro Studi Agostino Bertoldo" di Verona, che pubblica libri come Kustion veneta (La Questione Veneta)Verona, 1994 e la rivista "Quaderni etnici di coscienza veneta"; l'"Associazione Culturale Raixe Venete" di Pieve di Soligo (Treviso), ramificata in varie cittadine e paesi non solo trevigiani; l'attività militante della LIFE (Liberi Imprenditori Federalisti Europei) di Fabio Padovan, che coniuga le rivendicazioni di liberismo economico con quelle di indipendentismo politico per il Veneto; la produzione editoriale di Ettore Beggiato (E. BEGGIATO, L'idea federalista nel Veneto, [stampato a Padova nel 1994]; ID.,Veneto: nel 1866 un finto plebiscito per l'unità, "Sole delle Alpi", n. 5, 31.1.1998) e di Flaminio De Poli (F. DE POLI, ]Il Veneto ai Veneti!, Este, 1985; ID.,Via da Roma!, Edizioni del Candelo [stampato in III edizione a Este nel 1995]. Oltre che sulla bibliografia e sulla copiosa editoria "grigia" (volantini, manifesti, opuscoli), è anche attraverso i siti Internet (ufficiali e spontanei) di ispirazione venetista che può essere condotta un'analisi della retorica, dei discorsi e degli usi del passato in chiave identitaria (Liga Veneta Repubblica, URL: <http://www.consiglio.regione.veneto.it/GruppiPolitici/LVR/index.htm>, [3.12.1998]; Benvenuti in Veneto, URL: < http://www.leganord.org/nazioni/veneto/index.htm>, [416.10.1998];Veneta Serenissima Republica, URL: < http://www.venetarepublica.com>, [13.10.1998];Veneti Insieme, URL: < http://www.geocities.com/Athens/Delphi/7634>, [4.1.1999]; La terra degli ex-poareti, URL: < http://www.geocities.com/CapitolHill/5988/venetoi.html>, [4.11.1998];Veneto, URL: < http://www.veneto.org>, [19.2.1999]; Nathion Veneta", URL: <http://utmarco.lnl.infn.it/~guest/index.htm>, [19.2.1999];

[5] P. RUMIZ, Maschere per un massacro, Roma, Editori Riuniti, 1996. Un esempio nostrano del sottile crinale che divide propaganda e violenza reale è rappresentato dalle minacce rivolte allo storico Emilio Franzina e al sociologo Carlo Melegari (cfr. E. FRANZINA, Il complotto internazionale. Un saggio della "cultura serenissima", della sua idiozia e della sua pericolosità, "Diario della settimana", n. 22, 1997, p. 20, e il dibattito tra Paolo Rumiz ed Emilio Franzina su Razza veneta". L'invenzione di un'etnia, organizzato a Treviso il 15 aprile 1998, nell'ambito delle iniziative promosse dall'Istituto trevigiano per la storia della Resistenza e dell'Arci in occasione della permanenza a Treviso della mostra documentaria "La menzogna della razza").

[6] U. FABIETTI, L'identità etnica, Roma, Carocci, 1998.

[7] "Altrochemestre. Documentazione e storia del tempo presente", nn. I (1994) - VI (1998).

[8] P. BRUNELLO, Ribelli, questuanti e banditi. Proteste contadine in Veneto e Friuli 1814-1866, Venezia, Marsilio, 1981.

[9] La crisi agraria di fine Ottocento (T. MERLIN,Gli anarchici, la piazza e la campagna. Socialismo e lotte bracciantili nella Bassa Padovana (1866-1895), Vicenza, Odeonlibri, 1980; L. VANZETTO, Paron Stefano Massarioto. La crisi della società contadina nel Veneto di fine Ottocento, Vicenza, Odeonlibri, 1982), la grande emigrazione (E. FRANZINA, La grande emigrazione. L'esodo dei rurali dal Veneto durante il secolo XIX, Venezia, Marsilio, 1976, pp. 187-229), le lotte contadine del primo dopoguerra (P. GASPARI,Grande guerra e ribellione contadina, due volumi, Udine, 1995 e 1996), alcune venature antagonistiche e antistatali della Resistenza (L. VANZETTO,Geografia partigiana ed elettorale del Veneto, in Geografia della Resistenza. Territori a confronto, Vittorio Veneto, Città di Vittorio Veneto, 1998, pp. 93-113 e M. BORGHI, Dopo la guerra. Politica, amministrazione e società nei verbali del CLN provinciale trevigiano (26 aprile 1945 - 27 giugno 1946), Verona, Cierre, 1997), sino al Sessantotto operaio e all'"estremismo bianco" dei "metalmezzadri" negli anni Settanta (cfr., pur se con diversa interpretazione, i fatti del Sessantotto a Valdagno e Susegana in C. CHINELLO, Sindacato, Pci, movimenti negli anni sessanta. Porto Marghera-Venezia. 1955-1970, tomo secondo,Gli anni 1968-1970, Milano, Angeli, 1996, pp. 584-595 e E. FRANZINA, Il caso Veneto, in P.P. POGGIO (a cura di), Il Sessantotto: l'evento e la storia, "Annali della Fondazione Luigi Micheletti", n. 4, Brescia, 1988-89, pp. 289-301).

[10] Di Merlin e Vanzetto anticipo qui alcune ricerche volte a rintracciare - con perizia filologica - la continuità geografica e culturale, rispetto alla recente emergenza leghista, del repertorio "ribellistico" delle classi subalterne rurali "rosse" e "bianche" della bassa e dell'alta pianura veneta.

[11] A. BONOMI, Il capitalismo molecolare. La società al lavoro nel Nord Italia, Torino, Einaudi, 1997.

[12] Cfr. la provocazione di F. BOZZINI,Veneto è bello, "Ombre bianche", n.u. [1980], pp. 15-36.

[13] Relazione di Silvio Lanaro alla "Giornata di studi veneti in età contemporanea", Dipartimento di studi storici, Università di Venezia, 16.12.1997.

[14] A. CASELLATO,Una "piccola Russia". Un quartiere popolare di Treviso tra fine Ottocento e secondo dopoguerra, Verona, Cierre, 1998.

[15] "Anche per questo reputo insufficiente e sbagliato l'atteggiamento largamente diffuso tra gli storici di professione, che consiste nell'inseguire affannosamente le odierne pratiche di riscrittura del passato, per smascherarle e disinnescarne gli effetti. Prima che denunciare o esorcizzare i contenuti di tali pratiche , è opportuno analizzare come concretamente vengano attivate, quali stereotipi o meccanismi irriflessi e al tempo stesso sintomatici vengano messi in gioco" (N. GALLERANO, Storia e uso pubblico della storia, in ID. (a cura di), L'uso pubblico della storia, Milano, Angeli, 1995, p. 21). Cfr. anche A. PORTELLI, Malcom X e la storia, ivi, pp.162-172.

[16] I. NIEVO, ]Rivoluzione politica e rivoluzione nazionale, in Due scritti politici, a cura di Marcella Gorra, Padova, Liviana, 1988, pp. 63-85.

[17] M. BERTOLOTTI, Le complicazioni della vita. Storie del Risorgimento, Milano, Feltrinelli, 1998.