[sintesi]
L'articolo affronta con un taglio teorico la questione della continuità nella gestione del potere istituzionale tra fascismo e repubblica da parte delle classi dirigenti. Dopo aver affrontato il nesso tra forme economiche e forme politiche del capitalismo alla luce delle indicazioni foucaultiane, l'autore riprende alcune analisi della relazione tra capitalismo e fascismo (in particolare, i contributi di Kuhn e Fraenkel) evidenziando soprattutto la tesi del "doppio stato" che in esse è presente: il problema della coesistenza di un sistema di regole e di poteri occulti rappresenta infatti non soltanto un carattere dei regimi totalitati, ma un nodo irrisolto delle democrazie europee, che nascono pensate già in doppio binario. Il problema del fascismo viene inoltre discusso in relazione alla "piccola borghesia", vasta non-classe collocata tra le classi conflittuali, cui principalmente si indirizzano le pratiche ideologiche del potere.