Hans Woller, I conti con il fascismo, Il Mulino, Bologna 1997
Un altro testo è disponibile per ampliare quanto già si
sapeva in materia di sanzioni contro il fascismo. La prima cosa che stupisce
del libro I conti con il fascismo è l'origine tedesca dell'autore
Hans Woller. Il ricercatore utilizza un nutrito numero di fonti archivistiche,
tra cui i National Archives di Washington, l'Archivio Centrale dello Stato
di Roma, la Fondazione Pietro Nenni, l'Istituto Nazionale per la Storia
del Movimento di Liberazione in Italia e l'Archivio Gramsci. Ci sono voluti
ben dieci anni per portare a termine la ricerca.
Il periodo preso in esame inizia con il 25 luglio 1943, la caduta del fascismo,
e termina con l'amnistia del giugno 1946. Purtroppo l'autore non si cimenta
a ricercare sul periodo successivo al 1947, ossia quando i procedimenti
contro i fascisti tornarono alla magistratura ordinaria anziché rimanere
a quella straordinaria. Il periodo preso in esame da Woller è già
stato oggetto di studi precedenti, ma difficilmente così ricchi.
L'autore tenta di dare un quadro completo dell'epurazione e, rispetto alle
ricerche di microstoria, non fa perdere di intensità le singole vicende
in relazione alle dinamiche politiche internazionali e nazionali.
E' interessante la comparazione che viene fatta tra i casi dell'Italia,
della Francia e della Germania. Questo arricchimento, assente in altri lavori
e che dipende probabilmente dall'origine dell'autore, se in taluni casi
si dimostra positivo in altri è deformante. L'estraneità emotiva
si trasforma in facili concessioni alla storiografia di destra. L'eccessivo
distacco risulta un'inutile concessione al politicamente corretto. Anziché
prendere criticamente alcune fonti, il Woller le riporta in modo paritetico,
omettendo gli interessi che di volta in volta venivano avanzati dal clero,
dagli Alleati o dai funzionari dello Stato.
Il suo distacco lo porta anche a ritenere gli storici italiani appiattiti
su qualche slogan, poiché, essendo riluttanti a passare al vaglio
le innumerevoli fonti archivistiche sull'epurazione, hanno sempre il giudizio
pronto. Se dal punto di vista strettamente scientifico il Woller ha ragione,
hanno ragione anche gli storici italiani che hanno già significative
fonti per avere una visione complessiva dell'epurazione. Ulteriore materiale
andrebbe a confermare che la classe dirigente formata dal fascismo con metodi
fascisti ha continuato ad esistere anche nell'Italia repubblicana.
Matteo Dominioni