Giorgio e Luciana Alpi, Mariangela Gritta Grainer, Maurizio Torrealta, L'esecuzione. Inchiesta sull'uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Kaos edizioni, 1998.

Domenica 20 Marzo 1994: la giornalista Ilaria Alpi e il suo operatore Miran Hrovatin vengono uccisi a Mogadiscio. Sin dai primi dispacci Ansa si esclude la casualità e l'accidentalità, propendendo invece per un attacco finalizzato ad uccidere, un'esecuzione. Con il passare del tempo, per coprire una verità scomoda, iniziano a levarsi voci contrastanti, tra cui quella del generale Carmine Fiore(comandante del Contingente militare italiano in Somalia), che invece in un dispaccio di quel giorno alle ore 17.15 aveva accolto la tesi dell'esecuzione.
Questo libro ci porta passo a passo "nei pressi della verità"(terza parte del libro): Ilaria Alpi e Miran Hrovatin avevano probabilmente scoperto un traffico d'armi e forse anche di rifiuti tossici, che avveniva attraverso le navi donate alla Somalia dalla Cooperazione italiana; cooperazione verso un "paese in via di sviluppo", che permette di far rientrare nel Paese donatore un capitale maggiorato rispetto a quello investito, attraverso traffici poco leciti. E' ovvio che la scoperta di quest'ultimi, vanificando una ricca via di guadagni, potrebbe far emergere relazioni nascoste tra uomini politici italiani, e non solo, esponenti del Sismi(servizi segreti militari), settori del ministero degli Esteri impegnati nella Cooperazione, trafficanti internazionali d'armi e chissà che altro. Situazione sotto gli occhi di molte persone, anche perchè questa condotta politico-economica riguarda altri Stati, quelli cosiddetti sviluppati e civili. Nonostante la quantità di indizi e prove esistenti (non potendo purtroppo considerare tutto il materiale sparito tra Mogadiscio e l'Italia o nei passaggi tra le diverse persone e sedi che si stanno occupando di questo caso), gli unici imputati fino ad ora sono: Luciana Alpi, madre di Ilaria, accusata dal generale Carmine Fiore di diffamazione nei suoi confronti, ma già dichiarata innocente; Hashi Omar Hassan, detto il Faudo, indicato da un ambiguo testimone, Ahmed Ali Rage, detto il Gelle, come l'autista del commando delle sette persone autrici dell'esecuzione. Sembra quindi che un capro espiatorio sia stato trovato.
"Il bisnonno paterno di Ilaria, Filippo Quirighetti, nella notte del 25 novembre 1896 venne ucciso a La Folè, nei pressi di Mogadiscio. Fu il massacro della carovana dell'esploratore Antonio Cecchi. Una storia drammatica raccolta da Gian Carlo Corada nel libro La Folè. Un dramma dell'Italia coloniale. Nella prefazione, Angelo Del Boca scrisse: Un'inchiesta condotta alla spiccia, senza tanti ripensamenti, più per calmare l'opinione pubblica italiana che per scoprire i veri colpevoli.Sembra che le cose non cambino mai in questo nostro Paese. Ilaria, spesso, sorridendo ripeteva : Non abbiate paura. Noi alla Somalia abbiamo già dato...." (pag. 277 del libro).
Tutto questo è vero, ma il libro e tutte le ricerche portate avanti da quel 20 marzo sono la prova tangibile che per alcune persone far luce sugli eventi è ancora importante. Il libro oltre al suo valore essenziale di analisi e di divulgazione di quella che sembra essere la verità riguardo alla vicenda, ci dimostra che il lavoro di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin viene portato avanti, seppur tra svariati depistaggi, dagli autori del libro. Un ringraziamento dunque a Giorgio e Luciana Alpi, Mariangela Gritta Grainer e Maurizio Torrealta.

Elena Petrosino