[1]I documenti citati sono presi dal volume di Giorgio Rochat, Guerre italiane in Libia e in Etiopia, Treviso, 19??. Per la ricostruzione dei fatti sono stati utilizzati i seguenti volumi dello stesso autore: Il colonialismo italiano, Torino 1973; con Piero Pieri, Pietro Badoglio, Torino, 1974. Sempre di Giorgio Rochat, La repressione della resistenza araba in Cirenaica nel 1930-31 nei documenti dell'archivio Graziani, in "Il movimento di Liberazione in Italia", 1973, n.110, pp. 3-39. Tale articolo provocò la reazione di Enrico De Leone che scrisse Il genocidio delle genti cirenaiche secondo G. Rochat (in "Intervento", 1979, nn. 38-39, pp.12) andando nuovamente a riproporre un'autoassoluzione improponibile. In "Belfagor" (1980, n. 4, pp. 449-455) Rochat risponde accusando i colonialisti di fare "falsificazioni e diffamazioni personali" e di essere legati "ai temi e miti del passato", l'accusa di fare cattiva storia include pure Renzo De Felice che "tace sulle operazioni di riconquista e pacificazione della Libia (...) e sulle responsabilità personali del dittatore".In linea di massima quanto enunciato da Rochat è stato confrontato con quanto riporta il maggiore conoscitore della società senussita Edwards E. Evans-Pritchard, Colonialismo e resistenza religiosa nell'Africa settentrionale. I Sanussi della Cirenaica, Catania, 1978 e con un altro lavoro di Erica Salerno, Genocidio in Libia, Milano, 1979. Per concludere si segnala il testo di Rodolfo Graziani, Cirenaica pacificata, Milano, 1932 in cui è ammessa dall'autore, e rivendicata l'esistenza dei campi di concentramento. Non sorprenda nessuno che tale ammissione di colpe sia passata inosservata perchè tale è stato l'atteggiamento di sempre dell'Italia verso le ex-colonie.
[2] Badoglio al vicegovernatore Siciliani, 10 gennaio 1930: "Continui rastrellamenti e vedrà che salterà fuori ancora qualcosa. Si ricordi che per Omar al-Mukhtar occorrono due cose: primo, ottimo servizio di informazioni; secondo, una buona sorpresa con aviazione e bombe iprite. Spero che dette bombe le saranno mandate al più presto."
[3] Badoglio a Graziani, 20 giugno 1930.
[4]La storiografia coloniale ha ritenuto il censimento del 1931 inattendibile rifiutando così l'evidenza di numeri che non possono essere che sommari ma senz'altro sono poco edificanti per il passato coloniale fascista.
[5]Giorgio Rochat e Giulio Massobrio, Breve storia dell'esercito italiano dal 1861 al 1943, Torino, 1978.