1 F. Jesi, Cultura di destra, Garzanti, 1979.
2 Il brano è tratto da Anni decisivi, in F. Jesi, Cultura di destra, cit., p.6.
5 G. Bataille, La struttura psicologica del fascismo, Edizioni l' "AFFRANCHI", 1990. Il testo fu diviso in due parti e pubblicato nella rivista "La critique sociale", numero 10 del novembre 1933 e numero 11 del marzo 1934.
8 E' utile confrontare a questo proposito il celebre Gli uomini e le rovine di Julius Evola, indimenticato ispiratore del fascismo rivoluzionario e dell'estrema destra italiana del dopoguerra. L'edizione più recente del volume è stata pubblicata per i tipi di Settimo Sigillo nel 1990, con presentazione di Junio Valerio Borghese, il comandante della tristemente famosa X Mas fascista. Il testo fu scritto da Evola nel 1953.
9 L'espressione compare in Enciclopedia del fascismo, "Storia Illustrata", Speciale n. 15, 2000, p. 76.
10 M. Griner, La "Banda Kock", Bollati Boringhieri, 2000.
11 F. Germinario, L'altra memoria, L'estrema destra, Salò e la Resistenza, Bollati Boringhieri, 1999, p. 47.
13 Nella tarda primavera del 1946, Palmiro Togliatti, all'epoca ministro di Grazia e Giustizia, presentò il più discusso provvedimento tra quelli firmati durante il suo dicastero: il decreto di amnistia ed indulto per i reati politici e militari, effettivamente emanato il 22 giugno 1946. In questo modo la maggioranza della criminalità fascista ritornò libera o addirittura non subì mai alcun processo per i reati commessi durante il Fascismo, gli anni della guerra ed il periodo della Resistenza.
14 Ripreso da F. Germinario, L'altra memoria, cit., p. 51 n. Il libro da cui è tratta la citazione è I vinti di Salò, di Ugo Franzolin, Settimo Sigillo, 1995.
15 Il Fronte dell'Uomo Qualunque fu fondato nel febbraio del 1946 da Guglielmo Giannini, in polemica con la concezione attiva e militante della politica sostenuta dai partiti antifascisti. Il movimento trovò consenso, anche se per brevissimo periodo, soprattutto tra gli elettori del Sud d'Italia e alle elezioni per la Costituente superò il 1.200.000 voti, vale a dire il 5,3% circa con 30 seggi. A partire dal 1948 declinò rapidamente dopo essersi presentato assieme ai liberali nelle liste del Blocco nazionale. 16 Il 3 Maggio del 1965 l'istituto di studi militari Alberto Pollio organizzò a Roma, all'Hotel Parco dei Principi, un convegno sulla "guerra rivoluzionaria" che venne finanziato dallo Stato Maggiore dell'esercito. La presidenza del convegno era composta dal consigliere della Corte d'Appello di Milano, Salvatore Alagna, dal generale dei paracadutisti Alceste Nulli-Augusti e dal colonnello di artiglieria Adriano Magi Braschi. La relazione introduttiva fu tenuta da Enrico de Boccard , ex gerarca della RSI. Fra i relatori, Guido Giannettini su "La varieta' delle tecniche nella condotta della guerra rivoluzionaria", Pino Rauti su "La tattica della penetrazione comunista in Italia", Giorgio Pisano' su "Guerra rivoluzionaria in Italia 1943-1945", Giano Accame, collaboratore di Pacciardi, su "La controrivoluzione degli ufficiali greci". Pio Filippani Banconi, impiegato all'ufficio cifra del ministero della difesa propose la creazione di piccole squadre addestrate a "compiti di controterrore, in modo da determinare una diversa costellazione delle forze di potere". Partecipò al convegno anche Ivan Matteo Lombardo, dirigente della Squibb, autore con Saragat della scissione del PSI del 1947. Tra gli osservatori erano presenti Stefano Delle Chiaie e Mario Merlino, successivamente infiltrato nei gruppi di estrema sinistra. Un raduno fra fascisti, alte cariche dello Stato, e imprenditori, durante il quale in maniera molto lucida si getteranno le basi ideologiche e organizzative della "strategia della tensione".
17 E' utile ricordare che l'acronimo Msi ne rappresenta in realtà un altro, quello del cognome Mussolini e che il simbolo del partito raffigura la tomba del duce sulla quale arde la fiamma eterna del tricolore.
18 I Campi Hobbit nacquero su iniziativa dell'ala
creativa rautiana. L'obiettivo era quello di far nascere un nuovo spirito
di comunità e far germinare un'identità collettiva diversa
dalle organizzazioni politiche ufficiali, MSI compreso. Il campo di Montesarchio
(11-12 giugno 1977) si tenne a ridosso dell'Assemblea nazionale del Fronte
della Gioventù che segnò la secca sconfitta di Gianfranco
Fini e la sua riammissione a pieni voti nella segreteria nazionale imposta
subito dopo dallo stesso Almirante. Il secondo appuntamento si svolse a
Fonte Romana dal 23 al 25 giugno 1978 in un clima di accentuato dissidio
interno tra le correnti missine. Il terzo, infine, che riscosse il maggior
successo, intono alle 2500 presenze, fu promosso dai rautiani ormai vicini
alla rottura con il Movimento Sociale a Castel Camponeschi tra il 16 il
20 luglio 1980.
Erano previsti dibattiti, musica, teatro, gastronomia, incontri letterari.
Partecipò ai lavori persino una delegazione del quotidiano Il
Manifesto.
19 F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, La Destra radicale e la strategia della tensione in Italia nel dopoguerra, Feltrinelli, 1995, p. 50 n.
21 L. Basso, Fascismo e Democrazia Cristiana, due regimi del capitalismo italiano, Mazzotta, 1975, p. 77.
23 F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, cit., p. 49 n.
24 Vale la pena di leggere a questo proposito il libro di Luzzatto, Il corpo del duce, Einaudi, 1998.
25 Così Rauti, in Commissione parlamentare sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Il terrorismo, le stragi ed il contesto storico-politico, Proposta di relazione, redatta dal Presidente della Commissione, senatore Giovanni Pellegrino, XII legislatura, dicembre 1995, p. 143.
30 F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, cit., p. 113.
31 Il 30 giugno del 2001 è stata emessa la
sentenza di primo grado per il processo-ter, relativo ai fatti di Piazza
Fontana, l'ottavo dibattimento dai fatti di quel tragico 12 dicembre del
`69, apertosi a Milano il 16 febbraio del 2000. Sono stati condannati all'ergastolo
Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, ordinovisti di spicco della cellula veneta,
e Giancarlo Rognoni, del gruppo milanese di ON; tre anni per favoreggiamento
agli imputati a carico di Stefano Tringali; nei confronti di Carlo Digilio,
divenuto collaboratore di giustizia e principale accusatore degli imputati,
non doversi procedere per prescrizione del reato. Franco Freda e Giovanni
Ventura erano già stati prosciolti dalla Cassazione che aveva annullato
la sentenza di condanna del 1981 e rinviato il processo a Bari dove nell'agosto
del 1985 la Corte d'Assise d'Appello aveva confermato l'assoluzione con
la
formula del dubbio e dunque non sarebbe stato più possibile accusarli
di un reato per il quale sono già stati giudicati non colpevoli.
La prima Sezione della Cassazione, infine, nel gennaio del 1987 aveva definitivamente
chiuso il processo. Era presieduta da Corrado Carnevale, condannato nel
giugno del 2000 a sei anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
Carnevale aveva annullato anche il processo per la strage del treno Italicus
e assolto Mario Tuti.
La sentenza di primo grado lascia ancora molti dubbi sui veri mandanti della
strage alla Banca Nazionale dell'Agricoltura e sulle reali complicità
di numerosi apparati dello Stato, in piena collusione, come dimostra la
requisitoria del giudice milanese Salvini, anche con i servizi segreti statunitensi
di cui lo stesso Digilio era stretto collaboratore.
34 Commissione parlamentare sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Il terrorismo, le stragi ed il contesto storico-politico, cit., p.146.
36 Commissione parlamentare sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Il terrorismo, le stragi ed il contesto storico-politico, cit., pp. 150-152.
37 F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, cit., p. 243.
39 L'11 marzo del 1971 si tiene a Milano una manifestazione della "Maggioranza Silenziosa" presieduta dall'avv. Adamo Degli Occhi (vice presidente della Lega Italia Unita ed ex partigiano bianco). Aderiscono il MSI , il PDIUM ed il capogruppo DC al comune Massimo De Carolis. Solidarizza pubblicamente con gli organizzatori anche un gruppo di 77 deputati democristiani capitanati da Ciccardini.
40 Così Alessandro Danieletti in F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, cit., p. 244-245 n.
42 Commissione parlamentare sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Il terrorismo, le stragi ed il contesto storico-politico, cit., p. 263.
46 Sull'argomento è utile leggere Gianni Flamini, La banda della Magliana, Kaos Edizioni, 1994.
47 F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, cit., p. 301-302.
49 Il rispettabile consorzio per finanziare dittature militari, in "Maquis", Dossier, 3, Maggio 1986, p. 101.
50 F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, cit., p. 305.
52 G. Bianconi, A mano armata, Vita violenta di Giusva Fioravanti, Baldini e Castoldi, 1992, p. 26.
53 F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, cit., p. 311.
54 G. Bianconi, A mano armata, cit., p. 108.
55 G. Flamini, Il partito del golpe, Le strategie della tensjone e del terrore dal primo centrosinistra organico al sequestro Moro, 1976/1978, volume quarto, tomo secondo, Bovolenta edizioni, 1985, pp. 525-526. La lunga citazione di Giordano è stata tratta dagli "Atti dell'inchiesta del giudice istruttore di Roma dottor Ernesto Cudillo".
59 F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, cit.,
pp. 314-315. Nel 1927 Corneliu Zelea Codreanu, nato nel 1899 da una famiglia
medio-borghese di origine slovacca, diede vita in Romania ad un piccolo
partito che chiamò Legione dell'Arcangelo Michele. Secondo
Codreanu era necessario salvare l'individuo e la nazione rumena dalla minaccia
del capitalismo, rappresentato dagli Ebrei che lo avevano introdotto nel
suo paese e dal comunismo che ne era diretta conseguenza. Il suo ideale
consisteva nella riscoperta della cultura tradizionale rumena, quella rurale,
schiacciata fino quasi alla scomparsa dall'invadenza minacciosa del Capitale
e dei suoi pericolosi agenti.
Nel 1930 Codreanu fondò la Guardia di ferro, braccio armato
della Legione. Si trattava di un'organizzazione para-militare che aveva
lo scopo di combattere, utilizzando ogni mezzi a disposizione, quanti si
opponevano alla rinascita politica e civile della Romania. Nel 1936 un folto
gruppo di legionari partecipò anche alla Guerra di Spagna per "la
vittoria della croce" minacciata "dalla barbarie e dai sacrilegi
dei comunisti". Dopo aver fondato nel 1935 il partito Totul Pentru
Tara, Tutto per la Patria, Codreanu continuò la sua instancabile
opera di attivista politico, scontrandosi più volte con il governo
e con la monarchia.
Nel 1938, re Carlo II emanò un decreto che aboliva i partiti; Codreanu
venne imprigionato e condannato a dieci anni di lavori forzati per cospirazione.
La notte del 29 novembre 1938, fu strangolato assieme al altri 13 legionari
durante il trasferimento da un carcere ad un altro.
62 Commissione parlamentare sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Il terrorismo, le stragi ed il contesto storico-politico, cit., p. 276.
63 G. Cingolani, La destra in armi, Neofascisti italiani tra ribellismo ed eversione 1977-1982, Editori Riuniti, 1996, pp. 80-81.
65 F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, cit., p. 338 n.
67 G. Bianconi, A mano armata, cit., pp. 213-214.
68 F. Ferraresi, Minacce alla democrazia, cit., p. 337. Si tratta di un brano tratto dal volantino di rivendicazione dell'assassinio Straullu.
70 "Maquis", Dossier, 2, 1985, p. 37.
73 In breve alcuni dei gravi episodi rievocati nel dossier di "Maquis" del 1986: il 3 settembre 1974 un buon numero di candelotti dinamite vengono abbandonati sui binari della ferrovia a Rovezzana, vicino Firenze; la notte di capodanno del 1974 una bomba scoppia nel tratto Arezzo-Olmo lungo la linea Roma-Firenze; la notte del 6 gennaio 1975 un altro ordigno esplode fra Terontola e Castiglione del Lago, sulla stessa linea Roma-Firenze; il 7 gennaio '75, ennesimo attentato dinamitardo in località Policiano, fra Olmo e Rigutino. Una seconda serie di attentati, oggetto specifico delle indagini di Vigna e Minna, riguarda la linea Firenze-Bologna: 21 aprile 1974, un'esplosione trancia in due una rotaia fra Vernio e Vaiano sulla quale stava sopraggiungendo il direttissimo 113 Bologna-Firenze - per un caso fortuito non ci furono vittime; il 4 agosto 1974 un ordigno di circa due chili sventra la sesta vettura del treno 1486 "Italicus", in servizio tra Monaco e Roma - la bomba esplode a 100 metri dalla galleria dell'Appennino e soltanto la bravura del macchinista impedisce al convoglio di deragliare (i morti sono dodici, i feriti 40); il 12 aprile 1975 scoppia una bomba sui binari a Incisa Valdarno, vicino Arezzo, nel tentativo di far deragliare un treno; tre anni dopo, 4 settembre 1978, cinque chili di esplosivo da cava vengono fatti brillare asportando quasi un metro di rotaia in località Ponte alla Rocca nei pressi di Cantagallo, piccolo comune dell'Appennino in provincia di Prato, con lo scopo di far deragliare il treno 571 Milano-Palermo che riesce tuttavia, in velocità, a passare senza alcun danno; il 9 agosto 1983, verso la mezzanotte, sulla stessa linea ferroviaria e a circa settanta centimetri dal punto dove cinque anni prima erano state fatte saltare le rotaie, due chili e mezzo di esplosivo da cava tranciano un binario che s'inarca per oltre un metro di lunghezza nel senso di marcia del treno, sempre lo stesso 571, consentendo così al convoglio di passare un'altra volta indenne.
74 "Maquis", Dossier, 2, cit., p. 45.
75 Il 28 maggio 1974, alle 10 di mattina, in Piazza della Loggia a Brescia, durante un comizio di sindacati e lavoratori scoppia un micidiale ordigno nascosto in un cestino dei rifiuti: i morti sono 8, i feriti 102.
76 La data di fondazione della loggia massonica Propaganda
2 si perde nel tempo, come spesso accade per simili consorterie. E' noto,
comunque, che la P2, fin da quando, nel secolo scorso, la massoneria aveva
avuto un ruolo centrale nelle vicende italiane, era un antico sodalizio
che ne accoglieva gli elementi più importanti e prestigiosi. Dopo
la seconda guerra mondiale la loggia era stata riorganizzata, con l'aiuto
della massoneria USA, trasferendovi i massoni piu' in vista o che dovevano
restare "coperti" .
Nel Dicembre 1965 il Gran Maestro aggiunto Roberto Ascarelli presenta l'"apprendista"
Licio Gelli al Gran Maestro Gamberini, il quale lo eleva immediatamente
di grado nella gerarchia massonica e lo inserisce nella loggia P2. Nel 1969
Ascarelli e Gamberini affidano a Gelli un non meglio precisato incarico
speciale nella loggia. Nel 1971 Gelli diviene segretario organizzativo e
ha il totale controllo della loggia. Nel '69 capi massonici diranno che
grazie a Gelli 400 alti ufficiali dell'esercito sono stati iniziati alla
massoneria al fine di predisporre un "governo di colonnelli".
Nel 1972 il nuovo segretario organizzativo cambia nome alla loggia in "Raggruppamento
Gelli-P2" accentuandone le caratteristiche di segretezza ed evitando
qualsiasi tipo di controllo. Nel 1973 la loggia segreta "Giustizia
e Libertà" si fonde con la P2.
Alla Gran Loggia di Napoli del Dicembre 1974, qualcosa di simile a un conclave
massonico, alcuni Fratelli tentarono di sciogliere la P2 e di abrogarne
i regolamenti particolari, ma senza successo. Lino Salvini, maestro del
Grande Oriente d'Italia, nonostante avesse compreso la pericolosità
di così tanto potere concentrato in poche mani, di fronte all'indiscusso
successo del segretario generale, il 12 Maggio 1975 decreto' ufficialmente
la ricostituzione della P2 elevando Gelli al grado di maestro venerabile.
La loggia P2 valicherà presto i confini nazionali e conterà
affiliati in diversi paesi del mondo, nei quali non si limitera' a fare
proselitismo, partecipando attivamente alla vita politica, economica e finanziaria.
La loggia P2 risulterà attiva in Uruguay, Brasile, Venezuela, negli
Stati Uniti, in diversi paesi europei e dell'Est, non ultima la Romania,
dove Gelli avra' importanti rapporti con il regime "socialista"
di Ceausescu. Dopo il ritrovamento di una parte dei documenti relativi alle
attività della loggia ad Arezzo, il 17 Marzo 1981, e di altri a Montevideo
in Uruguay, e' stata costituita una commissione parlamentare di inchiesta
presieduta da Tina Anselmi, i cui atti sono raccolti in 76 volumi complessivi.
In Italia, risulteranno iscritti alla P2 alti gradi militari, uomini politici,
magistrati, imprenditori, giornalisti; in sostanza buona parte della classe
dirigente.
Il 10 Dicembre 1981 il Parlamento italiano ha ufficialmente sciolto la loggia
Propaganda 2.
77 Si tratta di Blood and Honour, Koinè edizioni, 1993.
78 V. Marchi, Blood and Honour, cit., p.135.
80 Ivi, p. 139. La citazione è tratta da un articolo del bollettino per gli studenti "Mr. Tuttle" del 1992, realizzato dagli stessi appartenenti a MZ, dal titolo Il ribelle nel pensiero di Ernest Junger.
81 "Quex" è stato il bollettino di coordinamento dei detenuti nazionalrivoluzionari. Fu fondato su direttive di Franco Freda e divenne il principale portavoce della linea dello spontaneismo armato.
82 V. Marchi, Blood and Honour, cit., pp. 140-141.
84 Ivi, pp.141-142. Il brano citato è tratto da un articolo comparso su "Orion" nel 1992.
85 Adriano Romualdi, morto a trentasette anni nel 1973 in un incidente stradale, era figlio di Pino Romualdi, vicesegretario del MSI. Docente universitario e saggista, fu tra i primi militanti intellettuali a scrivere di Evola.
86 V. Marchi, Blood and Honour, cit., p. 142.
89 Ivi, p. 145. La citazione si riferisce ad un articolo di Gozzoli comparso nel n. 34 de "L'Uomo Libero" dell'aprile 1992, Alla gioventù d'Europa.
93 A questo proposito è utile leggere l'agile testo dedicato all'argomento da Marco Rossi, .......
94 M. Murelli, Ma chi erano quelli di "Ordine Nuovo"?, in "Orion", Nuova serie, Anno VI, n. 11, novembre 1997, p. 1.
96 I brani sono tratti dalla sezione "Noi, il Nucleo C.Z. Codreanu - Breve storia del nucleo", pp. 1-2.
98 M. Respinti, Il pensiero multiplo, in "Il Secolo d'Italia", anno XLVII, n. 124, 29.05.1998, p. 15.