Senza alzare lo specchio sull'Italia

di Ferruccio Gambino

Questo articolo è stato pubblicato su Altreragioni n. 3, 1994. La redazione di Intermarx lo ripropone come punto di vista sul preteso "rinnovamento" politico degli anni Novanta, tutt'altro che datato.

[sintesi]
Il preteso "rinnovamento" seguito alla crisi dei rampanti anni Ottanta non discende da un serio dibattito sul terreno delle garanzie politiche, civili ed economiche, ma dagli aeropagiti della giustizia e dagli alchimisti delle leggi elettorali in un clima di stravolgimento costituzionale. Un'ennesima occasione in cui la società italiana non riesce ad alzare lo specchio su se stessa.
Dietro il pallido avvicendamento politico spacciato per ricambio della classe dirigente, l'autore individua in primo luogo la "fine dell'indulgenza atlantica", del "filo lungo" lasciato all'Italia dagli alleati in cambio della gestione di un "pericolo" di sovversione. La repressione del conflitto e del movimento ha privato le classi dirigenti dello spauracchio da agitare come arma di contrattazione nei confronti degli alleati occidentali, che dunque hanno dato il via alla denigrazione dell'"azienda Italia" e alla delegittimazione del ceto politico pentapartitico.
Le valutazioni al ribasso dell'Italia sarebbero ben poca cosa se non fossero il riflesso di progetti autoritari rivolti contro milioni di persone: non contro un ceto politico camaleontico, declassato ma pronto a tentare la rivincita, bensì contro decine di milioni di individui a cui è stata attivamente sottratta la possibilità di dibattito e di scelte significative e su cui graveranno le spese del cosiddetto rinnovamento.