14 luglio 1948: un tunnel lungo 12 anni

di Andrea Grillo

[sintesi]

L'articolo ricostruisce la reazione all'attentato a Togliatti, che vide una situazione tesissima: scioperi spontanei, occupazioni delle fabbriche, cortei, scontri con le forze dell'ordine, assalti alle prefetture, alle questure e alle sedi dei partiti di governo. Il tutto represso con la massima rapidità e durezza.
La repressione antioperaia, i fantasiosi piani "K" di cui parlaronono i giornali, il clima tetro e pesante degli anni `50... tutto sembra rispondere a un progetto preciso, come se si fosse voluto provocare una violenta reazione della base operaia e dei militanti della sinistra per saggiarne la pericolosità, individuare le avanguardie, aggiornare le proprie strategie, ridislocare le proprie forze; recenti rivelazioni, come quelle su "Gladio", rafforzarebbero le ipotesi più "dietrologiche". Probabilmente non si saprà mai con certezza se l'attentato fu solo il gesto di un esaltato, come sembra, o se fu uno dei primi episodi della "strategia della tensione".
Vengono prese in considerazione le opposte critiche di cui fu oggetto il PCI: l'una, proveniente "da destra", consiste nell'accusa di aver tentato di mettere in atto, prendendo a pretesto l'attentato a Togliatti, un piano insurrezionale definito nella polemica giornalistica "piano K". L'altra, mossa da "sinistra", e soprattutto dai gruppi extraparlamentari nel corso degli anni `70, considera il 14 luglio come "un'occasione perduta" sostenendo che il vertice del partito non seppe cogliere le aspirazioni e le potenzialità rivoluzionarie manifestate dalle masse popolari.
L'inconsistenza di tali accuse non scagiona il PCI dalla responsabilità di un atteggiamento liquidatorio del patrimonio ideale della Resistenza e del movimento operaio da parte del vertice del PCI: Togliatti è innanzitutto il protagonista, quale ex Ministro della Giustizia, del fallimento dell'epurazione. Alla base di queste scelte moderate del PCI viene individuata una consapevolezza di vivere in un Paese a sovranità limitata: il PCI di quegli anni non si prepara a "prendere il potere" né per la via democratico-parlamentare né per quella insurrezionale. C'è un unico modo per la burocrazia del partito di influenzare in modo decisivo il quadro politico italiano: proporsi come l'unica forza in grado di garantire la governabilità.