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Il militarismo, la guerra e la crisi del capitalismo

di Claude Serfati

 


Articolo apparso sul n. 10 - 2002 di À l'encontre, revue politique mensuelle di Losanna

sintesi

L'autore considera la guerra che gli Stati Uniti preparano contro l'Irak come un tentativo di rilanciare l'economia americana attualmente in crisi. E' un passo in più nella direzione di una vera e propria "economia di guerra" che gli Stati Uniti stanno costruendo a partire dalla Guerra del Golfo del 1991. Il militarismo è diventato negli anni novanta una componente fondamentale dello sviluppo capitalistico statunitense, e risulta in questo senso di grande attualità l'indicazione di Rosa Luxemburg secondo cui violenza politica e processi economici sono due aspetti di un medesimo fenomeno, l'accumulazione capitalistica. Al fronte delle spese militari si aggiunge, dopo l'11 settembre, quello della "sicurezza interna", tanto che secondo l'autore si sta formando un "sistema militare-sicurezza" che potrebbe diventare nei prossimi anni più importante del "complesso militare-industriale" dell'epoca della guerra fredda.
E' tuttavia illusorio pensare che la guerra contro l'Irak possa risolvere la recessione e aprire un'era di stabilità: il breve ciclo a suo tempo innescato dalle guerre degli anni novanta, che ha permesso agli Stati Uniti di beneficiare di nove anni di crescita, si è infatti esaurito con il crollo della borsa e l'evidenziarsi del carattere illusorio della new economy .

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