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L'autore contrappone il "fordismo regolazionista", ossia la ricostruzione proposta dalla scuola regolazionista francese che con tale termine individua un sistema produttivo che si forma negli USA degli anni '20 per irradiarsi nel secondo dopoguerra al resto del mondo industrializzato ed entrare in crisi negli anni '60, al "fordismo presindacale", ossia alla ricostruzione del "sistema Ford" quale emerge da studi, testimonianze, elaborazioni storicamente assai più vicine a tale realtà. Da tali studi emerge, da un lato, un'immagine ben diversa del fordismo: realtà fortemente autoritaria e repressiva nei confronti dell'organizzazione sindacale (priva dunque di quel "patto sociale" tra lavoro e capitale enfatizzato dai regolazionisti). Dall'altro lato, appare assai poco credibile la netta contrapposizione del toyotismo al fordismo proposta da tale scuola.