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sintesi
L'autore propone una rilettura delle principali teorie delle crisi (sovrapproduzione-sottoconsumo, caduta del saggio di profitto, sproporzione) alla luce di una interpretazione della dinamica del capitalismo non come successione di stadi di sviluppo, ma come ricorrere di "fasi monocentriche" e "fasi policentriche". L'epoca attuale, che rappresenta la probabile apertura di una "fase policentrica", in quanto tale caratterizzata dal riacutizzarsi della competizione intercapitalistica e da fenomeni di spinta finanziarizzazione, è più esposta a crisi "da sproporzione", ossia a rotture dei circuiti mercantili e soprattutto finanziari.