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Sfruttamento nel mondo.
I dati dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro

di Umberto Calamita
 



Questo articolo è stato pubblicato in La Contraddizione, n. 81, novembre-dicembre 2000

sintesi

L'articolo analizza i dati ufficiali relativi al mondo del lavoro internazionale curati dell'Oil (o Ilo, o Bit, struttura delle Nazioni Unite), con particolare riferimento a quelli relativi al costo del lavoro e alla produttività. Da essi risulta, in primo luogo, che gli operai dei Paesi più industrializzati costituiscono una vera e propria "aristocrazia" di classe rispetto a quelli dei Paesi più poveri, pur in un contesto generale di compressione salariale. In secondo luogo, è molto significativo l'incremento di produttività subito dagli operai dell'industria manifatturiera, soprattutto nei paesi più industrialmente avanzati, segno del cambiamento dei rapporti di forza all'interno della produzione e del fatto che il capitalismo si affida ancora alla fabbrica per ottenere plusvalore.
Accanto alle politiche di compressione salariale diretta (minor potere di contrattazione per i sindacati, maggiore corresponsabilizzazione consociativa, forte riduzione di garanzie previdenziali e di salario sociale) ed indiretta (flessibilizzazione del rapporto di lavoro, aumento dei carichi produttivi, incremento del controllo e della repressione sul posto di lavoro, aumento di rischi e nocività) attuate dagli industriali e dai governi nazionali è andato crescendo il potere degli enti sovranazionali come il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale, l'Organizzazione mondiale del Commercio.

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