temi

 

Lo stato della globalizzazione:
verso una teoria della trasformazione dello stato

di Martin Shaw
(Università del Sussex)
 


in "Rewiev of International Political Economy" 4:3, Autumn 1997

abstract in english

sintesi

L'articolo sostiene che è sbagliato contrapporre la globalizzazione allo stato, così come hanno fatto molti dibattiti sempre più sterili nel campo delle scienze sociali. La globalizzazione non mina lo stato ma include la trasformazione delle forme di stato su cui si fonda e che essa stessa produce. La ragione della falsa contrapposizione dello stato alla globalizzazione è che i dibattiti si basano su inadeguate teorizzazioni dello stato, come l'articolo cerca di dimostrare. L'articolo si divide perciò in due parti. Nella prima, si cerca di individuare la forma di stato oggi dominante non nello stato-nazione, ma in un agglomerato imponente, istituzionalmente complesso e confuso di potere statale concentrato nel Nord America, nell'Europa occidentale, nel Giappone e nell'Australasia, che vengono definite stato occidentale. L'autore sostiene che dal 1989, il ruolo globale di questo stato occidentale ha subito ulteriori importanti trasformazioni e incomincia a essere possibile considerarlo come una forma globale del potere statale.
Nella seconda parte, l'autore si chiede come lo stato occidentale globalmente dominante possa essere compreso nel quadro di una teoria dello stato, e sostiene che dobbiamo ritenere questa forma di stato come uno stato globale emergente. Si discute la definizione dello stato proposta da Michael Mann, e si prendono in esame analiticamente i quattro elementi di tale definizione sostenendo che in base ad essi l'emergente stato globale può essere considerato uno stato. L'autore, tuttavia, considera un quinto criterio aggiuntivo, per comprendere il sovrapporsi di livelli di potere statale cioé; tale criterio è che uno stato deve essere a un livello significativo inclusivo e costitutivo di altre forme o livelli di potere statale ( in un particolare tempo e spazio). Nel riconoscere che l'inclusività e la costitutività delle varie forme transnazionali di stato non sono facili da determinare, si conclude che lo stato globale è evidentemente un livello problematico di potere statale, il cui centro occidentale rimane per molti aspetti più forte della sua forma globale. L'autore conclude spiegando la natura degli stati-nazione contemporanei e la loro grande varietà di rapporti con il potere statale globale.

articolo (versione integrale)