NOTE

[1] Michael Mann, The Sources of Social Power, vol.1 (Cambridge: Cambridge University Press, 1986).

[2] Citato nello stesso, pag. 55.

[3] Anthony Giddens, The Nation-State and Violence (Cambridge: Polity, 1985).

[4] James N. Rosenau e Otto Czempiel, Governance without Government: Order and Change in World Politics (Cambridge: Cambridge University Press, 1992).

[5] Richard N. Falk, "State of siege: will globalisation win out?", International Affairs 73 [1] gennaio 1997:125.

[6] Vedi Martin Shaw, Global Society and International Relations (Cambridge: Polity, 1994).

[7] Vedi Mann, The Sources of Social Power, vol. II, pp. 75-88. Mann identifica sei cristallizzazioni di "livello superiore" nelle sue analisi degli stati occidentali del diciannovesimo secolo, come capitalisti, ideologico-morali, militaristi, patriarcali al punto da continuare rappresentatività e nazionalità. Questa categorizzazione ha bisogno di essere ampliata per spiegare le grandi complessità delle cristallizzazioni statali della seconda metà del XX secolo.

[8] Lo stesso, pag. 736.

[9] Ho analizzato questo fenomeno in Civil Society and Media in Global Crises (Londra: Pinter, 1996).

[10] Mann, The Sources of Social Power, vol. II., pag. 55.

[11] Lo stesso, pag. 53.

[12] Lo stesso, pag. 88.

[13] Robert Cooper, The Post-Modern State and the World Order (Londra: Demos, 1996).

[14] La discussione su uno stato-nazione contrapposto alla concezione federale dell'integrazione europea è perciò mal posta da ambo le parti, dal momento che né la semplice interazione tra stati-nazione né una federazione di tipo classico sono presentate come possibili, ma piuttosto questa pluralità interdipendente di forme di poteri statali.

[15] Michael Mann, As the twentieth century ages, "New Left Review" n. 214 (novembre-dicembre 1995): 116.