Per la critica di un'ideologia politica del movimento |
L'autore parte dal presupposto che sia necessario fondare oggi una nuova forma della politica non statalista, capace di fare riferimento a un soggetto sociale non coincidente con la sola classe operaia industriale e di superare la forma partito. Una parte influente del "movimento antagonista" ritiene di poter definire una nuova forma della politica, analoga a quella condensata in questi tre presupposti, ricorrendo all'idea di moltitudine e ad altre idee a questa contigue. L'autore ritiene invece che questa idea, a dispetto delle apparenze, non sia in grado di farci veramente capire l'eterogeneità del soggetto, l'importanza delle istituzioni di movimento, e nemmeno la necessità dell' antistatalismo. Propone perciò una critica costruttiva della nozione di moltitudine, svolgendone un'analisi attenta attraverso il riesame dei concetti di cooperazione e di popolo, centrali nelle teorizzazioni che all'idea di moltitudine fanno riferimento.