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caratteristiche principali e differenze interpretative |
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sintesi
L'autore espone in primo luogo alcune caratteristiche della globalizzazione
economica su cui si riscontra un consenso diffuso: l'indebolimento
del legame tra stato nazionale e capitale, che si manifesta nella tendenza
delle grandi imprese a oltrepassare i confini nazionali non più solo
attraverso esportazioni di merci e capitali, ma trasferendo interi segmenti
produttivi nelle più diverse aree del pianeta, rendendo sempre più
complicato per i governi il controllo dell'economia nazionale e della gestione
fiscale; l'accresciuto controllo sull'economia delle imprese transnazionali
che sostituiscono spesso alle forme tradizionali del commercio internazionale
modalità intra-firm; la "finanziariazzazione" dell'economia,
intesa sia come centralizzazione del capitale finanziario, sia come crescita
del capitale fittizio, in seguito alla deregolamentazione delle strutture
finanziarie; il declino dell'egemonia statunitense iniziato negli
anni '70 che porta da un sistema monetario di fatto "dollar standard"
all'"economia di carta" e successivamente a una gestione "tripolare"
della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale; il problema
del debito (che inizia nel 1892 con la vicenda messicana) e la conseguente
imposizione di politiche deflattive.
Successivamente, le principali posizioni interpretative presenti nel dibattito
sulla globalizzazione vengono analizzate ponendo al centro due nodi problematici:
la dialettica tra trasformazioni e persistenze (si tratta
di valutare quali fenomeni effettivamente nuovi sembrino emergere rispetto
al passato, quali si ripropongano uguali a sé stessi, e quali eventualmente,
pur mantenendo la forma tradizionale, assumano significati sostanzialmente
differenti rispetto ad epoche precedenti) e quella tra omogeneità
ed eterogeneità ( si tratta di capire se la globalizzazione
dell'economia comporti una crescita dell'omogeneità o viceversa dell'eterogeneità
nei modi e nei significati dell'organizzazione/riproduzione dei rapporti
e delle relazioni sociali). In quest'ottica vengono discusse le posizioni
dell'approccio sistema-mondo (in particolare Wallerstein, Arrighi
e alcune critiche rivolte a questa scuola da Bonzio); alcuni approcci
critici al concetto di globalizzazione (Bellofiore, Pala); infine viene
discussa la linea interpretativa proposta da alcuni economisti (Vaccà,
Rullani e Grandinetti) i quali, sebbene non sussumibili nell'ambito dell'approccio
critico alla globalizzazione, sembrano prendere in parte le distanze dalla
fede neo-classica nelle capacità regolative del mercato o, meglio,
nella sua "autosufficienza", e contrastano le tesi relative al
progressivo aumento della omogeneizzazione come portato della globalizzazione
economica, la quale invece comporterebbe una progressiva valorizzazione
della varietà e della diversità.