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Verso le 35 o verso le 45 ore? |
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sintesi
La società attuale è contemporaneamente malata di disoccupazione
e di super-lavoro. Tra le tendenze contraddittorie è difficile capire
qual è la regola e quale l'eccezione, e quale sia la tendenza prevalente.
L'autore ritiene tuttavia che si vada nella direzione di un appesantimento
non solo dei ritmi e dell'intensità, ma anche dell'orario di lavoro,
dunque verso quelworkaholism che rappresenta oggi la condizione dei
lavoratori del Nord America. Molteplici fattori hanno imposto il modello
del working longer for less negli Stati Uniti: la progressiva
ridduzione del potere d'acquisto dei salari, il clima di insicurezza sociale
inaugurato dal reaganismo, la fortissima ripresa dell'immigrazione dall'America
Latina, il declino della sindacalizzazione dei lavoratori nordamericani.
Le stesse condizioni, secondo l'autore, riguardano progressivamente anche
l'Europa.Il workaholism non è una malattia genetica né
dei giapponesi, né dei nord-americani; è solo uno dei portati
patologici dell'economia di mercato capitalistica.
Nella seconda parte del saggio l'autore discute quella che rappresenta l'eccezione
apparentemente piu' rilevante alla tendenza all'aumento del tempo di lavoro,
ossia l'introduzione delle 35 ore in Germania e in Francia. La conquista
delle 35 ore in Germania si spiega solo con il risveglio della lotta della
classe operaia tedesca, ed è comunque limitata ad alcune enclaves
industriali e soprattutto notevolmente ridimensionata da recenti innovazioni
nell'organizzazione dei tempi di lavoro come i tempi "a' la carte",
la cosiddetta "regolamentazione dei 13/18" e gli Zeitkonten o
banche del tempo. In Francia, se si guarda ai al di là delle intenzioni,
dei programmi e delle leggi, le stesse statistiche ufficiali evidenziano,
al di sotto di piccole variazioni numeriche, le medesime tendenze di fondo
dell'intero Occidente. Soprattutto nel mondo delle piccole imprese e del
subappalto (che copre ormai il 50% degli impieghi salariati privati) gli
orari effettivi sono lunghissimi e in via di ulteriore allungamento. Questo
mondo, del resto, non si colloca affatto a parte rispetto alla grande impresa,
ma ha con questa nessi organici. La pretesa "originalita'" francese
sembra piu' una facciata fatta "di sfumature, di accenti" più
che la sostanza dello stato reale delle cose.
Infine in Italia, dove si è chiacchierato per un istante, negli scorsi
anni, di introdurre le 35 ore per legge, la regolamentazione legale del
tempo di lavoro è sempre più distanziata e irrisa dalla realtà
vera dei rapporti di forza materiali tra capitale e lavoro, tra la classe
capitalistica e la classe lavoratrice. Infatti, se l'orario settimanale
legale è sceso da 48 a 40 ore, se l'orario contrattuale
va addirittura dalle 38 alle 34 ore, l'orario reale medio è
nettamente superiore e crescente: va, a seconda delle stime, da 43 a 45-46
ore alla settimana.