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I cammini della decadenza. |
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sintesi
L'autore assume quasi come sinonimi neoliberismo e globalizzazione, vedendo quest'ultima non come una nuova fase del capitalismo ma come lo stadio finale dell'imperialismo, come capitalismo senile, della decadenza. Passa poi a descrivere la polarizzazione centro-periferia e gli effetti economico-sociali della globalizzazione, affermando che si assiste all'esplosione della finanziarizzazione e del parassitismo con un rallentamento e una crisi della produttività che li aveva accompagnati nella fase dell'imperialismo analizzata da Lenin. A sostegno di queste tesi porta una ricca serie di dati che proverebbero la crisi economica degli Stati Uniti, considerati il motore della globalizzazione e degli altri due poli del centro (Germania e Giappone). Analizza poi i condizionamenti cui imprese transnazionali, organismi internazionali e "stati forti" sottopongono le periferie e la particolarità del socialismo di mercato cinese per concludere ipotizzando cinque possibili scenari politici come sbocco della crisi economica.