1 <<Quando il saggio di profitto diminuisce, il capitale da un lato raddoppia i suoi sforzi, ed ogni singolo capitalista, impiegando metodi migliori ecc., cerca di ridurre il valore individuale della sua merce particolare al di sotto del suo valore medio sociale, realizzando così, a dato prezzo di mercato, un sovrapprofitto, d'altro lato, si verifica una ripresa della speculazione ed un generale incoraggiamento alla speculazione che si esprime in appassionati tentativi di nuovi metodi di produzione, di nuovi investimenti di capitali, nuove avventure, al fine di assicurare in qualsiasi modo un extraprofitto, indipendente dal profitto medio generale e ad esso superiore.>> (Karl Marx, Il Capitale, Roma, Editori Riuniti, 1989, lib. III, p. 312.)
2 Tra le idee di Ohno mutuate dal taylorismo c'è anche la costruzione di uno spirito aziendalista negli operai, elemento che invece molti sono soliti indicare come novità introdotta dal sistema toyotista; si consideri questa affermazione di Taylor: <<Può sembrare che, nell'organizzazione scientifica, non vi sia per il lavoratore lo stesso incentivo a usare la propria intelligenza nella ricerca di nuovi metodi più efficaci per svolgere il lavoro oppure per migliorare i propri utensili come vi è invece nel vecchio tipo di organizzazione. È infatti vero che nell'organizzazione scientifica, l'operaio non ha la facoltà di usare i metodi e gli utensili che egli reputa più indicati per eseguire quotidianamente il proprio lavoro. Ciò nonostante, la direzione deve provvedere a incoraggiare tutti gli operai affinché essi le suggeriscano eventuali miglioramenti tanto dei metodi quanto delle attrezzature. Inoltre, ogni volta che un operaio suggerisce un miglioramento, la direzione dovrebbe provvedere a sottoporre l'innovazione proposta ad un'accurata analisi e, se occorre, condurre una serie di esperimenti onde stabilirne la validità relativa rispetto al vecchio metodo o al vecchio tipo di attrezzatura. Infine, qualora l'innovazione suggerita dall'operaio risulti nettamente migliore rispetto allo standard in vigore a quel momento, tale innovazione deve essere adottata come il nuovo standard per l'intero stabilimento. All'operaio al quale si deve l'innovazione bisognerà quindi riconoscerne pubblicamente il merito e dargli un premio in denaro per la sua ingegnosità. Grazie a questo modo di agire, la direzione è quindi in grado di assicurarsi l'appoggio del vero spirito di iniziativa della manodopera assai meglio di quanto non le fosse possibile applicando il vecchio sistema di organizzazione basato esclusivamente sull'iniziativa del singolo individuo.>> (Fredrick Winslow Taylor, Principi... cit., pp. 140-141.)
3 I primi studi di questo tipo risalgono agli anni `50 e riguardano gli acquisti di generi di drogheria: <<Il volume degli "acquisti impulsivi" di generi di drogheria è andato aumentando ogni anno da circa vent'anni a questa parte, e la DuPont rivela che questo incremento degli "acquisti impulsivi" ha coinciso col diffondersi degli empori in cui ci si serve da sé. Se la cliente deve affrontare un commesso è costretta a stabilire prima ciò che le occorre.>> (Vance Packard, I persuasori occulti, Torino, Einaudi, 1980, p. 113
4 La delocalizzazione produttiva della Benetton in paesi aventi un basso costo del lavoro ha avuto inizio nel 1987 con l'apertura di uno stabilimento in Brasile e con quella, l'anno successivo, di uno in Argentina. Oggi la produzione della Benetton viene svolta, direttamente o attraverso i suoi terzisti e licenziatari, in moltissimi altri paesi aventi un basso costo del lavoro in tutto il mondo: Ungheria, Croazia, Filippine, Turchia, India, Pakistan,Corea, Cina, Russia, sono solo alcuni dei paesi dove vengono realizzati capi dell'azienda trevigiana.
5 Meno ipocrisia, e maggior fermezza negli interventi, in Veneto Lavoro, n. 159, 13 ottobre 1999.
6 I cinesi suonano la sveglia sul contoterzismo, in Veneto Lavoro, n. 36, 1 marzo 1999.
7 Le leggi n. 635 del 29 luglio 1957 e n. 614 del 1966, volute dalla Democrazia Cristiana, partito che godeva di una larga maggioranza elettorale in Veneto, garantivano agevolazioni fiscali ed incentivi finanziari alle piccole imprese delle zone economicamente depresse del Nord Italia, nelle quali rientravano, a volte anche impropriamente, molte delle province venete.