sintesi
Ci sono due usi del concetto di "moltitudine". Il primo designa un soggetto che supera tanto la "classe" quanto il "popolo" e testimonia il nuovo corso del marxismo che, resistendo alla disperazione di un orizzonte storico diventato indistinguibile, cerca nel presente e nell'evento, nell'immanenza spinozista la possibilità della trasformazione. Il secondo uso, collegeto al concetto di "impero", è assai più debole. La "visione del mondo" che legge l'"impero" come dissolvimento degli Stati-nazioni, infatti, finisce con l'eliminare coordinate essenziali per la comprensione del mondo contemporaneo: quella di struttura-di-classe capitalistica, che il marxismo ha classicamente situato nel quadro dello Stato-nazione, e quella di sistema-mondo, centro-periferia.