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Appunti marxisti per un dibattito |
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sintesi
Pur sottolineando che il capitalismo tende per sua natura a svilupparsi su scala globale, l'autore sostiene che la globalizzazione rappresenta una nuova fase specifica dello sviluppo capitalistico. Essa non è riducibile all'imperialismo classicamente inteso ma è piuttosto una sua metamorfosi derivante dalla sconfitta del movimento operaio, che non ha saputo farne realmente la "fase finale" del capitalismo, cioè rovesciarlo. Analizza quindi, con riferimento alle analisi di Mandel, quali caratteristiche dell'imperialismo permangono e quali mutano nell'epoca della globalizzazione, negando che essa possa identificarsi con il neoliberismo che ne costituisce solo un momento interno - nel quadro delle due onde lunghe che caratterizzerebbero per l'autore lo sviluppo capitalistico novecentesco. Per quanto riguarda lo stato, sostiene che la sua forma nazionale entra in contraddizione con la globalizzazione: essa non porta all'eliminazione dello stato ma tende a sostituire gli stati-nazione con stati regionali, riducendo i primi a strumenti di amministrazione e repressione di un potere de facto mondiale. Le contraddizioni e i conflitti sia all'interno degli stati sia fra gli stati regionali si intensificano ma perde di senso o diventa regressiva la lotta per l'indipendenza nazionale mentre diventa centrale quella per la socializzazione della ricchezza che non va confusa con il keynesismo o lo statalismo in campo economico. Vende anzi questa confusione come risultato dell' abbandono della critica marxista dello stato, abbandono tipico della socialdemocrazia e dello stalinismo.