[*] Questo articolo è il prodotto di una ricerca cofinanziata dal MURST

[1]Il termine cellularizzazione è qui posto in sostituzione di quello comunemente usato di segmentazione. Se si considera il duplice senso semantico del termine cell, quello di cella/prigione e di cella/cellula, esso ci permette di cogliere contemporaneamente la determinazione di potere mediata dalla prima accezione e la integrazione lavorativa mediata dalla seconda.

[2]Lo stabilimento della Fiat a Melfi, che ha la denominazione giuridica di Sata, è entrato in produzione alla fine del 1993. Ha una capacità produttiva massima di 1600 vetture al giorno e a pieno regime 7000 dipendenti. La produzione attuale (autunno '97) si aggira sulle 1500 auto al giorno. Si lavora su tre turni (a rotazione) di 7 ore e 15 minuti, per 6 giorni alla settimana. L'intervallo di 45 minuti tra un turno e l'altro, e la domenica sono usati per la manutenzione e, se necessario, per lo straordinario.

[3]Il tempo teorico di attraversamento di ciascun prodotto è di 21 ore e 48 minuti.

[4]Le forniture rappresentano circa il 65% del valore del prodotto finale, All'inizio degli anni '70 si aggiravano attorno al 30%.

[5]Poichè il flusso, a partire dalla lastratura, procede su due linee gemelle parallele, ciascuna Ute lavora su due linee.

[6]Ufficialmente, quindi, ci sono cinque livelli gerarchici. Negli anni '70 erano 14.

[7]E' quello che in un altro lavoro (Fiocco, 1997) ho chiamato "effetto kanban".

[8]In caso di fermo tecnico prolungato è data anche la possibilità, concordata con il sindacato, di aumentare il ritmo della linea del 10% per un periodo fissato proporzionalmente al tempo di fermo.

[9] Dato questo tipo di organizzazione si capisce perchè i delegati sindacali di base denunciano l'impossibilità di controllo sui ritmi concordati contrattualmente; pressochè tutti gli operai da noi intervistati sono letteralmente ossessionati dal tempo (ritmi di lavoro, pause, turni, ritmi biologici e sociali legati ai turni e allo stress); le forme di resistenza al comando e le tensioni interne alle Ute sono in gran parte legate ai ritmi.

[10]Il CPI (acronimo di Conduttore di Processi Integrati) è una figura volutamente poco chiara. Inquadrato come operaio svolge in tutta evidenza un ruolo di comando. Gli operai si riferiscono ai CPI come "vice capi".

[11]Per un'analisi più approfondita di questa distinzione si veda Linhart (1995). Dall'analisi del processo storico della Fiat sembra ragionevole supporre che l'attuale struttura dell'Ute - quale cellula eterdiretta via capo Ute, invece che essere del tipo dell'Arbeitgrup (tedesco) - sia il risultato dell'esperieza dell'ingovernabilità dei team autogestiti, tentata, sotto la spinta operaia, negli anni '80 a Cassino e Arese. Questi team di lavoro tendevano infatti a porsi, sulla base dell'esperienza passata, quali "gruppi omogenei".

[12]Si tratta dello stesso processo attraverso cui si costituisce il Noi/donne (o il Noi/neri): dalle resistenze pratiche im-mediate (individuali, nascoste, mute, indicibili) al rifiuto, in quanto donne, del ruolo imposto (Voi/donne dovete fare-essere questo e quello).