1E.J.Hobsbawm, Nazioni e nazionalismi dal 1780, Einaudi, Torino 1991, pag 12

2E.Gellner, nazioni e nazionalismo, editori riuniti, roma 1985, pag. 159.

3e.gellner, op.cit., pag.28-29.

4E'chiaro che questa formula non esprime un giudizio di merito "positivo", si tratta di una definizione puramente formale comunemente utilizzata.

5Il governo della Corea del Sud ha firmato da poco (3 dicembre) un accordo con F.M.I e B.M per ricevere un prestito di 55 miliardi di dollari (più del doppio del prestito "offerto" al Messico nel 1995), di cui 21 milardi dal F.M.I, 4 dall'Asian Development Bank, 10 dalla B.M, i rimanenti 20 miliardi direttamente da Stati Uniti(5), Giappone(5), Gran Bretagna, Francia, Germania, Canada e Australia. Il prezzo del prestito é il solito: aumento della pressione fiscale, riduzione delle spese (pubbliche), aumento della flessibilità del mercato del lavoro, aumento della possibiltà di ingresso nel paese per le imprese straniere (dall'attuale 26% al 55%), detassazione delle importazioni e taglio dei crediti alle esportazioni. Questo intervento (il più enorme in assoluto), sbarrerà ogni (illusoria) possibilità, per la Corea del Sud, di entrare nel novero delle potenze del "gruppo a)", in quanto verrà sottomessa permanentemente al già noto giogo del pagamento degli interessi sul prestito ricevuto. Questo é uno dei modi attraverso cui le super-potenze riescono a distruggere le "nuove concorrenti". E' importante notare, ai fini della discussione, come alcuni singoli stati, a titolo esclusivamente nazionale, contribuiscano al prestito stesso per garantirsi in questo modo un certo privilegio dei propri "interessi nazionali" rispetto a quelli di quei governi che questo contributo non hanno versato. E' evidente quindi che non ci troviamo di fronte ad una tendenza alla crisi dello stato-nazione in generale, cioé al suo senso d'esistere, ma bensì ad una perdita di indipendenza da parte di alcuni stati a causa di altri stati o gruppi di stati riuniti in organizzazioni internazionali (una volta si diceva imperialismo). Tutt'altro che in crisi quindi, lo stato-nazione rimane l'unico strumento organizzativo di controllo per lo sviluppo del modo di produzione capitalistico. Da notare pure come un atto di strozzinaggio internazionale venga erroneamente definito dall'informazione pubblica e privata come "aiuto" o "salvataggio".

6L'Italia é riconosciuta ufficialmente come "il primo partner economico" della Croazia.

7Alla Fincantieri di Porto Marghera gli operai specializzati croati (e di svariate altre nazionalità) lavorano 300 ore al mese con una retribuzione oraria che si aggira intorno alle 6000-7000 lire, svolgendo mansioni massacranti da cui i sindacati hanno sollevato gli operai specializzati italiani.

8"...La fase presente vede (...) la coalizione coatta dei superstiti stati capitalistici sotto l'egemonia americana. Come un rullo livellatore l'imperialismo, voltosi in espressione efferata di dominio degli U.S.A, spiana la indipendenza nazionale..." (Rodolfo Morandi al VI Convegno nazionale giovanile socialista, Modena 13-14 aprile 1950; in R.Morandi, La politica unitaria , Einaudi 1961, pag.59-60).

9E' già cominciato quel lavorio occulto e incessante di ingegneria sociale caratteristico delle costruzioni nazionali: "immaginarsi" europei, sentirsi europei perché in fondo questo é destino storico...degli europei, stanno diventando sentimenti trasversali presenti in tutte le classi; si sente l'opprimente sensazione di dover essere in europa, pena: l'emarginazione; la nazionalità europea (per quanto si tratti ancora di processo in divenire) sta già svolgendo brillantemente il suo dovere in quanto a giustificare manovre fiscali, politiche economiche e sociali rivolte sempre contro le classi lavoratrici e atte a costituire una Unione Europea già dotata di stati di per sé perfettamente concorrenziali.

10tratto dalla pubblicazione "Ministero della Guerra? ", Milano, 1995; curata da: Guerre & Pace, Convenzione Pacifista Milano, Obiettori alle spese militari.

11Il film "Germinal" (di Clude Barri, Francia 1993, tratto dal romanzo di Emile Zola) narra, a mio avviso, ciò che dovrebbe significare solidarietà.

12 Già nel 1848 Marx rileva che: "...Sfruttando il mercato mondiale la borghesia ha reso cosmopolita la produzione e il consumo di tutti i paesi. Con gran dispiacere dei reazionari, ha tolto all'industria la base nazionale. Le antichissime industrie nazionali sono state e vengono (...) soppiantate da nuove industrie (...) che non lavorano più materie prime indigene, bensì materie prime provenienti dalle regioni più remote, e i cui prodotti non si consumano soltanto nel paese, ma in tutte le parti del mondo. Al posto dei vecchi bisogni, a soddisfare i quali bastavano i prodotti nazionali, subentrano bisogni nuovi, che per essere soddisfatti esigono i prodotti dei paesi e dei climi più lontani. In luogo dell'antico isolamento locale e nazionale, per cui ogni pese bastava a se stesso, subentra un traffico universale, una universale dipendenza delle nazioni l'una dall'altra..." (Marx-Engels, manifesto del partito comunista , Ed.Riuniti, Roma 1971, pag.61).

13Dati riportati da "il manifesto"; 6-05-1997.

14E c'é bisogno di un indagine sociologica per scoprire che lo stesso ragazzino che tiene il poster di Michel Jordan in camera sua é pronto a prendere a calci il venditore ambulante di colore chiamandolo sporco negro?

15E' già stato istituito il Ministero per la Solidarietà, aspettiamoci che venga istituito, prima o poi, anche il Ministero per l'Alternativa e per la Pace.

16"...Non ci serve soltanto il rattoppo, ci serve tutto il vestito, non ci serve un pezzetto di pane, ci serve il pane intero.

E non solo un posto alla fabbrica, ma la fabbrica ci occorre, e il carbone e il ferro..." (dal Canto del rattoppo e del vestito eseguito da alcuni operai di fronte ai sindacalisti Karpov e Smilgin- in La Madre di Bertolt Brecht, Einaudi, Torino 1963).

17A sostegno di questa tesi si possono portare un paio di significativi esempi. Il Consorzio Italiano di Solidarietà-ICS (importante organismo di volontariato di sinistra e pacifista) attivo dal 1993 in (ex)Jugoslavia con progetti di soccorso alimentare e sanitario, nel momento in cui riceve un riconoscimento ed intrattiene un rapporto di collaborazione col governo ("amico") smette di fare politica attiva: non contesta la politica estera dello stesso governo più sopra descritta, non contesta le istallazioni militari Nato ed il suo allargamento dimostrandosi sempre attento a non interferire in questioni che potrebbero mettere in crisi il suo rapporto istituzionale.

Il GVC, importante Ong di Bologna con progetti di cooperazione allo sviluppo in tutto il mondo riceve finanziamenti, tra gli altri, dalla Banca Mondiale.

18 Secondo Fossa, attuale presidente di Confindustria, "...strumento attivo (del lavoro, ndr) é quello che prende il lavoratore in esubero e lo porta a fare altre esperienze per trovare un'altra collocazione (...) non sarebbe accettabile un ridisegno del sistema (degli ammortizzatori sociali) che non fosse accompagnato da una liberalizzazione delle regole del mercato del lavoro , riguardo in particolare alle forme contrattuali flessibili e ai licenziamenti individuali e collettivi..."; ("il Manifesto" , 11 luglio 1997)

19 Da una inchiesta sui giovani del Polo delle Libertà curata dalla rivista "Il Borghese" emerge che l'economista "preferito" da "Azione Giovani" (giovani di A.N) é Jeremy Rifkin (nuova moda della sinistra e guru carismatico del terzo settore). (il Borghese , n.13, 9 luglio 1997, pag.19). Nuova moda anche della destra?

20"...Città, borghi, frazioni, circoscrizioni, usl, enti, consigli di amministrazione, banche, società a responsabilità limitata, associazioni umanitarie, l'Ulivo avanza mostruosamente e divora, divora, divora. Non é una vittoria elettorale, é una democrazia antropofaga. L'invasione delle Ultraolive..." così titola la prima pagina del settimanale "Boxer" n.35, 15 novembre 1997 -nello sfondo un ulivo nero con le fauci aperte sulla città e sulla gente che fugge e acclama allo stesso tempo-. Mi pare una sintesi efficace e sottile di questo nuovo polo liberale.