temi

 

Stato-nazione, regolazione internazionale
e questione democratica

di Joachim Hirsch
 



Articolo pubblicato in Review of International Political Economy 2:2 Spring 1995

sintesi

L'autore affronta il tema del nuovo ordine mondiale conseguente crollo dell'Unione Sovietica e alla crisi del fordismo come sistema di regolazione, nella convinzione che un'analisi del sistema internazionale deve in primo luogo dare conto delle basi sociali e della rilevanza storica del moderno stato-nazione. Ciò di cui si sente l'esigenza è una risposta alla questione del perché ogni tentativo del passato di stabilire istituzioni politiche internazionali forti e democratiche, dotate di propri poteri di intervento e regolazione o - più in generale - perché l'idea di un complessivo "stato-mondo" sia fallita di fronte a una società mondiale essenzialmente basata su stati-nazione. Benché il nesso tra la costituzione di stati-nazione centralizzati e burocratizzati, da un lato, e, dall'altro, lo sviluppo del capitalismo globale non sia un nesso causale diretto, questi due fenomeni sono strettamente correlati. La creazione di territori statali delimitati e controllati centralmente ha fornito condizioni chiave per lo sviluppo di forti economie capitalistiche circoscritte. Certamente tali economie "nazionali" potevano svilupparsi soltanto nel contesto dell'emergente mercato mondiale, ma esiste anche una complessa relazione tra sviluppo dello stato-nazione capitalistico e "borghesia", vale a dire democrazia politica parlamentare e pluralista: una relazione derivante dal fatto che lotte democratiche e conflitti di classe hanno potuto svilupparsi con successo solo entro terreni economici e istituzionali relativamente delimitati.
Secondo l'autore, lo stato-nazione è per certi aspetti superato dallo sviluppo capitalistico per alcune importanti funzioni, ma rimarrà ancora la forma politica specifica finché i rapporti di produzione capitalistici domineranno il mondo. Finché durerà questa situazione, un "ordine mondiale" caratterizzato da effettiva pace, democrazia, libertà e uguaglianza sociale non sarà possibile. E' difficile parlare di alternative storiche al capitalismo dopo il fallimento dei modelli rivoluzionario, riformista e socialista: così difficile che la discussione è di fatto venuta meno. Il fatto è che non ci sono bell'e pronte alternative alle strutture politiche ed economiche dominanti univoche, chiare, praticabili: le alternative possono svilupparsi solo attraverso lotte e conflitti e attraverso esperienze pratiche.

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