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Il crepuscolo della globalizzazione

di Boris Kagarlitsky
 

Introduzione e cap. I daThe Twilight of Globalization Pluto Press, London 1999.

sintesi

Nell'introduzione al volumeThe Twilight of Globalization l'autore descrive la globalizzazione come nuovo Grande Fratello (il socialismo burocratico sovietico), peggiore del primo perché unisce i difetti della pianificazione burocratica e del liberismo. La globalizzazione, identificata col neoliberismo, è vista come una fase nuova dello sviluppo capitalistico ma già in crisi per vari fattori come il conflitto fra organizzazione per reti e pretese di centralizzazione o per il fatto che a dirigere questo processo è una classe di capitalisti marginali rispetto alle concrete società locali in cui operano. In particolare si apre una contraddizione fra il capitalismo e lo stato, che nella fase precedente erano strettamente legati fra loro, fra capitalismo e democrazia.
Tale contraddizione è analizzata nel I capitolo del volume ("Gli stati e la globalizzazione"), dove si sostiene che il neoliberismo non tende a eliminare gli stati ma gli elementi non capitalistici che essi avevano acquisito, cioè a trasformarli, tramite élites locali complici del potere globale, in stati sempre meno democratici, deprivati di potere nei loro organismi elettivi, escludenti anche per quanto riguarda i diritti di cittadinanza (politiche di esclusione degli stranieri, eserciti professionali). Per la sinistra non si tratta di difendere la democrazia formale ma di sfruttare la crisi dello stato per creare un nuovo stato, nuovi ordinamenti nazionali e internazionali.

articolo (versione integrale)