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La nascita dell'ultra-imperialismo.
Una interpretazione del processo di mondializzazione

di Odile Castel
 


Tratto da G. Duménil, D. Lévy (a cura) Le Triangle infernal. Crise, mondialization, financiarisation,
PUF, quaderno di "Actuel Marx", 1999

sintesi

L'autrice riprende il concetto di "ultra-imperialismo" che risale a Kautsky e sostiene che se nel 1915 esso pareva a Kautsky stesso "concepibile" ma non realizzabile, oggi comincia a realizzarsi. Dopo aver cercato di definire cosa si intenda per mondializzazione (termine usato in Francia nel senso in cui noi usiamo "globalizzazione", e qui inteso in senso molto simile a "neoliberismo"), l'autrice sostiene che il termine imperialismo è inadeguato a rappresentare questa realtà e indica quali sono a suo avviso i cambiamenti intervenuti rispetto ai cinque punti usati da Lenin per definire l'imperialismo. Insiste in particolare sul carattere non più nazionale ma trasnazionale degli oligopoli e sulla subordinazione degli stati agli interessi dei primi, che un tempo essi tutelavano in modo "esigente", cioè esercitando un controllo. Da questo seguirebbe il venir meno delle contraddizioni interimperialistiche fra gli stati e, in prospettiva, degli stati stessi. Oggi tuttavia l'ultraimperialismo è ancora in una fase iniziale e gli oligopoli hanno bisogno del sostegno sia di alcuni organismi internazionali sia di alcuni stati "forti". Passa poi a descrivere il concreto funzionamento dell'ultraimperialismo, cioè degli oligopoli e degli organismi internazionali, in particolare di quelli che ragrruppano gli stati forti.

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