[1] Le pagine che seguono sono state scritte negli anni 1975-79 e poi pubblicate nel libro L'ultima crisi presso l'editore Franco Angeli. Vengono ora riprese (insieme ad altre che forse potranno seguire) per varie ragioni. Ringrazio Sergio Cararo per la ripetuta sollecitazione a tornare su quei temi; in tale ottica, tuttavia, non mi è sembrato sensato ripubblicare l'intero volume, ormai irreperibile, per i riferimenti politici "storici" ormai datati. Senonché le diverse questioni teoriche di fondo là trattate, e soprattutto la strategia economica dell'imperialismo transnazionale, nei due decenni successivi hanno dimostrato di essere proprio quelle che definivano appieno la tendenza della fase. Non trattandosi affatto di un compiacimento per averci "azzeccato", giacché non è una faccenda di previsioni cassandriche, bensì di analisi e critica, la ripresentazione di tale analisi, appunto, serve a corroborare la convinzione dell'importanza della teoria marxista per "una corretta conoscenza del modo di produzione capitalistico in tutti i suoi vari aspetti" (secondo l'insegnamento di Engels ai "socialisti pratici"). Molte cose sono già scritte nella realtà così com'è: basta provare a leggerle con attenzione, senza doversi poi stupire per eventi ritenuti invece improvvise sorprese. In queste pagine ho ripreso perciò i temi ruotanti intorno alla disgregazione degli stati deboli e subalterni e alla conflittualità falsamente etnica, nazionalistica e religiosa fomentata dalle contraddizioni dell'imperialismo, secondo il piano Kissinger del 1974-75.