1) A dire il vero, la discussione è viziata soprattutto dalla mancanza di una valutazione critica preliminare su cosa si debba intendere come soggetto e cosa si debba intendere come rivoluzione. In queste poche pagine, ovviamente, non potrò affrontare questi problemi se non per cenni.

2) In realtà i partiti, e le altre aggregazioni politiche, "rappresentano" solo i soggetti che concorrono a formarli: soggetti provenienti dalla pi diverse classi e che in quanto membri di partito assumono una natura sociale specifica diversa da quella delle classi di origine. Tutto ciò produce interessi specifici che possono divergere da quelli delle classi di origine o delle classi a cui comunque i partiti si riferiscono: da ciò sorge la possibilità che i partiti cambino classe di riferimento. Si veda il mio Metamorfosi del partito politico. Associarsi contro il capitale, Punto Rosso, Milano, 2000.

3) E. P. Thompson, Rivoluzione industriale e classe operaia in Inghilterra, Vol. I, Il Saggiatore, Milano 1969, p. 9.

4) R. Panzieri, Uso socialista dell'inchiesta operaia, in La ripresa del marxismo leninismo in Italia, Sapere Edizioni, Milano, 1972, p. 321. Non è questo il luogo per esporre la differenza dell'impostazione che qui sostengo dal complesso dell'impostazione di Panzieri.

5) Cfr. L. Althusser, Machiavelli e noi, manifesto libri, Roma, 1999, in particolare le pp. 130-132. Ma si veda anche, dello stesso autore, Sul materialismo aleatorio, Unicopli, Milano, 2000. Le presenti note sono state scritte in un costante riferimento a questi due testi.

6) Quando il lavoratore agisce come sfruttato, ossia come soggetto deprivato, "chiama" sempre un partito (o uno Stato) che sani questa deprivazione. In questo caso il lavoratore dipende dal partito, perché non sarebbe nulla senza di esso: da ciò l'assolutizzazione del partito come soggetto politico. Nuove organizzazioni dei lavoratori (ed anche nuovi partiti) dovranno, per essere tendenzialmente democratiche, fare appello non ai lavoratori "sfruttati", ma agli stessi lavoratori intesi come individui portatori di potenzialità, come individui già tendenzialmente autonomi, che hanno solo bisogno di luoghi in cui rafforzare questa autonomia.