Questo tema, come quello "Imperialismo e globalizzazione",
è stato affrantato da Intermarx in due "puntate". In un
primo momento l'attenzione è stata rivolta soprattutto ai processi
di riorganizzazione operanti nella grande industria (con una particolare
focalizzazione sul caso Fiat, cui sono dedicati gli articoli di Laura Fiocco)
e alla discussione che presentava il "modello giapponese" (la
fabbrica snella, il just in time, la qualità totale) come
un "postfordismo" già realizzato e definitivo. Gli articoli
dedicatia questo argomento cercano di sfatare alcuni luoghi comuni relativi
alla contrapposizione tra "fordismo" e "postfordismo",
ricostruendo da un lato il fordismo "storico" (così il
saggio di Ferruccio Gambino), dall'altro il toyotismo "reale"
(nella rassegna proposta da Pietro Basso) al di là dei miti e dell'uso
ideologico che di questi termini è stato fatto.
Gli articoli successivamente inseriti riguardano invece le nuove tendenze
oggi operanti nel mondo del lavoro, che appaiono assai pesanti sia in termini
di precarizzazione dei contratti (si veda in questo senso il contributo
di Giovanna Fullin), sia in termini di tempi e ritmi di lavoro imposti (questo
problema, con particolare attenzione all'organizzazione del tempo, è
approfondito soprattutto da Pietro Basso). Il contributo di Grazia Morra
analizza le strategie di deregulation e privatizzazione attuate nella
pubblica amministrazione, mentre quello di Umberto Calamita presenta i dati
dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (struttura dell'ONU) relativi
a salari e produttività.
L'ultimo articolo inserito (di Filippo Perazza) ripropone l'analisi della
nuova struttura organizzativa della grande industria attraverso il caso
emblematico della Benetton.