Ho seguito con molto interesse il dibattito che intorno al libro di Revelli
"Oltre il Novecento" si è creato sulle varie testate della
"cosiddetta" area di sinistra, con interventi molto critici nei
confronti del filosofo torinese. Per quanto mi riguarda, considero doveroso
separare gli ambiti di critica sotto due aspetti prioritari:
1) l'ideologia, il principio, la teoria così cara alla sinistra più
intransigente;
2) la pratica, la vita vissuta di tutti i giorni ed il nostro rapportarsi
ad essa.
Il libro di Revelli riporta a galla il problema del cosiddetto "Terzo
settore" ed il suo ruolo politico in una fase, come quella attuale,
in cui la politica stenta su tutti i fronti.
Secondo il primo punto trovo scontato il distacco dalle associazioni NO
PROFIT in quanto, come distributori di servizi sociali, tendono a fare concorrenza
ad un servizio pubblico che deve essere sempre presente come diritto acquisito
dai cittadini con dure lotte.
Dal secondo punto di vista è indiscutibile il grande lavoro svolto
da queste associazioni specie negli ultimi anni e, soprattutto, lo spiraglio
che questo tipo di intervento concreto nella società ci propone,
questo si contrappone visibilmente alle disfunzioni croniche della politica.
Per finire trovo indubbio che il nocciolo del problema sia sempre più
radicato nel diverso modo di vedere la MODERNITA'; sappiamo che alcuni la
vedono come processo irreversibile a cui cercare di adeguarsi nella maniera
più consona alle esigenze di una ideologia sinistroide; d'altro canto
mi sembra in crescita anche una forte spinta contraria a questa visione
passiva del liberismo che cavalca la globalizzazione (esempi famosi ne sono
SEATTLE, DAVOS ect.) creando disparità e tutta una serie di problematiche
che oramai sono sotto gli occhi del mondo occidentallizzato, per non dire
americanizzato.
Il problema consiste tutto in questo nodo, le divergenze, gli strappi sono
sempre nati da questo tema che, in concreto, credo sia anche quello che
lacera la nostra sinistra (P.r.C, P.d.C.I., D.S.). Il libro è stato
un parto sicuramente pieno di problemi per una figura così ben inserita
nella realtà di sinistra, ma per certi aspetti mette in evidenza
delle problematiche che prima o poi si dovranno risolvere e solamente allora
la vera realtà della sinistra riuscirà a superare questa profondissima
crisi.
Grazie per lo spazio concessomi, spero in una qualche replica e saluto.
Ciaponi Francesco