la sfida neoliberale all'America Latina |
Il Piano Colombia è la più genuina e integrale manifestazione
del capitalismo contemporaneo. È un programma neoliberale che unisce
interventismo politico, economico e militare, che abilmente si presenta
come un piano umanitario per difendere la democrazia e salvare il mondo
da una minaccia, che in questo caso è il narcotraffico.
È la logica perversa sulla quale si pretende di sostenerne la validità,
coprendo con menzogne le intenzioni belliciste e finanziarie dei nordamericani
coinvolti con la oligarchia colombiana. I settori più forti, di per
sé, legati al grande capitale in entrambi i paesi, scommettono sulla
sconfitta politica e militare del movimento popolare di opposizione, e in
particolare cercano di piegare la resistenza guerrigliera.
Il proposito degli Stati Uniti d'America con il Piano Colombia è
quello di intervenire nel conflitto sociale e politico interno, per imporre
e favorire le importanti multinazionali del petrolio e del carbone, facilitare
la privatizzazione delle principali imprese statali specialmente nei settori
della salute, educazione e comunicazione, proteggere i latifondisti impiegati
nello sviluppo agroindustriale e dell'allevamento, e in primo luogo di appropriarsi
senza alcun impedimento delle enormi ricchezze dell'Amazzonia.
L'ingerenza politica e militare nordamericana in Colombia mira inoltre a
intimidire i popoli dell'America Latina. Gli Stati Uniti d'America cercano
un nuovo posizionamento geostrategico nella regione, davanti al crescente
scontento popolare che anima la politica neoliberale in Ecuador, Peru, Brasile
e Panama. Allo stesso modo i nordamericani osservano con evidente dispiacere
il processo dei cambi sociali e politici che vive il Venezuela, accusato
da un'elite colombiana di avere una vicinanza ideologica e politica con
le FARC-EP (Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia - Esercito del Popolo).
Il Piano Colombia costituisce un grave rischio per le lotte popolari nell'America
Latina. Nei giorni passati Horacio Serpa, un conosciuto e corrotto politico
colombiano (ex-candidato presidenziale), aveva chiesto in una riunione con
militari e diplomatici statunitensi che questo piano venisse ampliato in
tutta la regione andina e amazzonica.
Posizioni come queste non si possono ignorare. Il nostro paese affonda in
una gigantesca corsa alle armi senza precedenti. Attualmente presiedono
permanentemente nel territorio colombiano al meno 400 "consulenti"
statunitensi , e per nessuno è un segreto che decine di loro sono
mercenari, addestrati durante i conflitti in Africa, Golfo Persico e Balcani.
Comunque la nuova modalità di intervento statunitense non programma
lo sbarco delle proprie truppe. In cambio l'esercito e la polizia colombiane
si trasformano velocemente in una macchina da guerra. L'80% della prima
parte di "aiuti" statunitensi (1 300 milioni di dollari) sono
rappresentati da sofisticati radar, aerei spia, 30 elicotteri da guerra
Black Hawk e 75 Huey UH1H armati, addestramento e finanziamenti di 5 nuovi
battaglioni fino ad arrivare a 52 000 soldati che si sommeranno a più
di 150 000 effettivi già esistenti, per un totale di circa 320 000
persone vincolate a questioni militari, di spionaggio e sicurezza..
Non è un gioco l'America Latina deve preoccuparsi seriamente. Gli
USA stanno ricostruendo un nuovo scenario di guerra fredda, in cui la Colombia
potrebbe convertirsi nel trampolino di lancio per un'eventuale aggressione
nordamericana in Venezuela.
Nell'Amazzonia, particolarmente nell'area che va dall'Ecuador alla Colombia,
esiste un'enorme preoccupazione per l'impatto ambientale che produrrà
l'uso indiscriminato del glifosfato e del fungo Fusarium
Oxisporum contro le coltivazioni di coca. C'è tra le comunità
la coscienza che questa sarà un'aggressione devastante per la giungla,
che porterà conseguenze molto gravi per questa riserva dell'umanità.
È difficile credere che gli USA abbandoneranno l'Amazzonia dopo essersi
stabiliti. Le ricchezze naturali e le vicinanze petrolifere sono un attrattivo
imperante per il grande capitale.
In generale per i governi limitrofi, il Piano Colombia causerà più
violenza, cambiamenti tecnologici nel conflitto, massiccia presenza statunitense
nella zona, genererà migliaia di senzatetto, e probabilmente le coltivazioni
di coca si estenderanno troppo all'interno dell'Amazzonia.
GLI INGANNI DEL PIANO COLOMBIA
1. Lotta contro il narcotraffico: il narcotraffico è consustanziale
al capitalismo contemporaneo. I flussi milionari che il commercio della
droga produce costituiscono il plasma per evitare un anemia ad un sistema
che si sostiene sulle speculazioni, e che necessita per sopravvivere della
circolazione degli enormi capitali che gli danno vita.
La preoccupazione degli statunitensi di fronte al narcotraffico è
ipocrita. Da un lato cercano sostituti sintetici dei diversi stupefacenti
e allucinogeni per controllare in modo migliore il commercio, e dall'altro,
permettono il funzionamento dei paradisi fiscali, così che possono
incamerare i grandi capitali, frutto del commercio della droga.
Non esiste un piano statunitense per disarticolare l'intatta struttura finanziaria
che si occupa della vendita della droga, i cui responsabili si trovano nel
cuore delle stesse città nordamericane, strettamente legati alla
Banca Mondiale. E nemmeno si ammette, che tra le loro strade esistono poco
più di 20 milioni tra tossicodipendenti e consumatori.
Le fabbriche di prodotti chimici e additivi per fare la cocaina e l'eroina
generalmente sono statunitensi e comunque non si conoscono sanzioni in merito.
Oggi gli USA, con le vaste piantagioni di marijuana in Virginia e California,
sono i primi produttori nel mondo di questa pianta (la marijuana e il terzo
tra i loro prodotti agricoli dopo il mais e il frumento). Sembrerebbe che
finche non implica la fuga di capitali questa produzione non sarà
una preoccupazione del governo.
Per tanto, presentarsi davanti al mondo come nemici del narcotraffico non
smette di sembrare un paradosso. Se questo è il proposito del Piano
Colombia, questo costituisce un inganno, che di fondo occulta l'interesse
nordamericano per consolidare l'egemonica accumulazione del capitale finanziario
e le multinazionali. Con questo proposito si punta alla strategia di appannare
la realtà per giustificare le proprie intenzioni; non è strano
che nella preparazione di questo piano di guerra, la CIA abbia classificato
le FARC-EP come gruppo terroristico e narcotrafficante.
È chiaramente tendenzioso da parte degli USA far credere che questa
buona parte dei contadini colombiani, che hanno organizzato la resistenza
in armi giustamente contro le ingiustizie del capitalismo, appartenga e
dipenda da un fenomeno tipico delle forme di accumulazione e speculazione
del capitale, com'è il narcotraffico.
In realtà quello che dimostra lo status-quo colombiano-statunitense,
è la preoccupazione per l'attecchimento popolare alla guerriglia
e della sua significativa ascesa politico-militare. Temono che il suo sviluppo
conduca ad articolare l'insieme del movimento sociale in Colombia, e che
velocemente si converta in un esempio per il seguito di altre organizzazioni
nell'America Latina e nel mondo.
Questa situazione fa si che l'oligarchia colombiana e nordamericana riconosca
e si preoccupi principalmente del conflitto politico e sociale. Cosi
come l'attuale processo di dialogo e di negoziazioni tra la rivolta e il
governo colombiano è un trionfo del movimento sociale e popolare
che lotta per la pace, movimento che dinamizza le FARC-EP e l'ELN (Esercito
di Liberazione Nazionale) con le sue proposte, così il Piano Colombia
costituisce la minaccia più chiara contro la pace non solo in Colombia,
ma in tutto il resto della regione.
2. Difesa della democrazia: il Piano Colombia è un salvavita
per la malmessa istituzione colombiana. Si tratta di evitare il collasso
di una struttura tradizionalmente corrotta e profondamente criminale , sommata
ad una profonda crisi economica e politica. È importante ricordare
che l'appoggio nordamericano, soprattutto in termini militari, tradizionalmente
ha foraggiato governi inclini alle loro politiche e interessi, e che generalmente
questi "aiuti" sono stati ricevuti da quei regimi altamente compromessi
nella violazione dei diritti umani.
Per questo non sorprende che oggi il principale beneficiario di aiuti e
addestramenti militari nordamericani nell'emisfero occidentale sia la Colombia.
Proprio li, dove le forze di sicurezza, la polizia, i militari e in generale
le istituzioni, accumulano la documentazione più allarmante nella
violazione dei diritti umani dell'emisfero occidentale.
La stabilita di questo regime genocida si è mantenuta sulla base
della repressione generalizzata e del crimine politico. La giustizia, principale
supporto di una democrazia, in Colombia ostenta un 97% di impunità,
è come dire che non esiste. La povertà si moltiplica come
un cancro, al punto che dei 40 milioni di abitanti ci sono 25 milioni di
poveri, 10 milioni di loro nella miseria totale. La corruzione arriva a
tutti i livelli dello Stato, è una situazione praticamente insostenibile.
La Colombia conta tra i suoi abitanti 2 milioni di senza tetto e un partito
politico di opposizione sterminato[2.]
È cosi drammatico, che conviene ricordare che la metà
dei sindacalisti uccisisi nel mondo sono Colombiani. Un 20%(secondo dati
ufficiali) della popolazione economicamente attiva non ha un lavoro, e per
lo meno un 40% delle persone che ce l'hanno, dipendono dall'economia informale
che non offre loro nessuna garanzia sociale.
Questo è un paese che ha un deficit di almeno 10 000 lavoratori nel
campo della sanità e 7 000 in quello dell'educazione, inoltre tutti
gli anni si riducano le cattedre degli insegnanti si chiudono per mancanza
di risorse gli ospedali. Come se non bastasse, lo Stato si concede li lusso
di assumere 52 000 soldati specializzati nella guerra mercenaria contro
il suo stesso popolo, ovviamente con tutte le garanzie sociali e salari,
al prezzo di migliaia di operai e lavoratori licenziati.
Solo un regime politico apolide e oligarchico come quello che sta governando
attualmente la Colombia, può garantire gli interessi specifici degli
USA e gli spropositi neoliberali del capitale multinazionale. Alla fine
di tutto ciò, il governo presenta il già poco credibile discorso
"per la difesa della democrazia e stabilità regionale"
, per giustificare l'intervento nordamericano. Il presidente Pastrana invita
i governi europei e vicini ad appoggiare la democrazia colombiana, come
se questa esistesse.
Con questo pretesto l'amministrazione del Presidente Pastrana ha consegnato
il controllo dell'economia nazionale al FMI e alla Banca Mondiale. Ha ceduto
il controllo politico interno agli uffici del dipartimento nordamericano,
mentre gli aspetti di sicurezza sono manipolati sfacciatamente dal comando
sur, la CIA e la DEA. Nella sua concezione più chiara, il Piano Colombia
si assimila a quest'epoca di neoliberalismo e globalizzazzione, dove la
classe politica nazionale passa in secondo piano, mentre il diritto all'autodeterminazione
e alla dignità come popolazione viene disconosciuto.
3. Componente sociale per lo sviluppo: Gli USA pretendono mediante
il così chiamato componente sociale del Piano Colombia, che corrisponde
ad un 20% del totale in generale, di ammorbidire le conseguenze della guerra.
L'idea è che la vita economica e sociale del paese segua il passo
nel mezzo delle conseguenze devastatrici del conflitto. È dire che
si intensificherà la privatizzazione e in generale si manterrà
il ritmo neoliberalista dell'economia.
Si prevede che l'intensificazione della guerra (cosi definiscono la macabra
uccisione di contadini, eseguita per mezzo della strategia paramilitare
dello Stato), produrrà più di 400 000 senzatetto. Cinicamente
hanno già programmato la nuova ubicazione e i palliativi, per le
migliaia di esiliati che lascerà la strategia creata dai bombardamenti,
dalle disinfestazioni e dai massacri. Si deve aggiungere che un 70% di queste
risorse assistenziali saranno patrocinate da imprese private e organizzazioni
non governative. (nell'ultimo anno si sono inscritte più di 1 000
ONG, sotto la voce rappresentanti della "società civile")
Nelle grandi città si è previsto che non si abbasseranno i
consumi di riso, yuca, banane, patate, ecc... (alimenti basici per la dieta
colombiana). Dal momento che i campi colombiani si prendono fuoco, già
si importano circa 7,5 milioni di tonnellate di alimenti (si stanno comperando
cereali nordamericani). Mediante una chiara legislazione antiagraria e una
forte politica di importazioni, si sta distruggendo quello che resta di
una impoverita economia contadina. La tragedia, la desolazione e la povertà
di cui soffrono i nostri contadini, sembra avvengano in un mondo lontano.
Si tratta di generare un clima di scetticismo e indifferenza nazionale di
fronte alla realtà dei nostri campi. La questione agraria e in generale
la fortuna del mondo rurale, ricopre solo una piccola parte della messa
appunto del Piano Colombia. Questo programma militare, politico e sociale
riscrive la secolare aggressione sofferta dai contadini colombiani. Senza
alcun dubbio si vanno a semplificare ancora di più i processi di
contro riforma agraria, si incrementeranno il latifondo e la politica neoliberale
che puntano allo sviluppo agroindustriale, le coltivazioni delle multinazionali,
e tutte le forme che nell'insieme distruggono l'economia contadina, e la
supremazia in campo alimentare.
Non dimentichiamoci che la Colombia è uno dei luoghi nel mondo con
la maggior concentrazione di terra in mano a pochi proprietari. L'1,5% dei
proprietari detengono l'80% dell'area utile per lo sviluppo agropastorale.
Il latifondo è stato il supporto strutturale del sistema antidemocratico
che controlla il destino della Colombia.
L'oligarchia colombiana pretende di assicurare il controllo sociale, ideologico
e politico dei contadini. Di fatto gli USA vedono nei contadini un potenziale
isolato della resistenza, già che le FARC-EP sono integrate storicamente
nelle zone agrarie e la maggior parte dei suoi combattenti sono contadini
sollevati in armi.
Con il Piano Colombia la strategia è determinata a debilitare le
capacità organizzative e la mobilitazione del movimento operaio e
sindacale, e particolarmente dei contadini. Così nelle aree rurali
si incontrano buona parte delle basi sociali della resistenza guerrigliera
ed è lì che si eseguono le orribili uccisioni di contadini
per parte dei gruppi paramilitari.
Una parte considerevole del parlamento colombiano e dei vari altri gruppi
alla testa di FEDEGAN e FENALCO non maschera più di tanto l'appoggio
del paramilitarismo. Nemmeno si possono ignorare le ripetute opinioni a
favore di un riconoscimento politico per queste reti di assassini da parte
del Procuratore e Pubblico Ministero, così come l'opinione di alcuni
gerarchi della Chiesa diretti dal vescovo Gutierrez Pabon de Chiquinquirà,
dirigenti politici alla testa di Alvaro Uribe Velez, ex generali come Harold
Bedoia e Rito Alejo del Rio, che tra gli altri, reclamano direttamente e
indirettamente a favore della guerra senza confini.
È importante sottolineare che AUC ("Autodifesa" Unita di
Colombia, nome che si sono assegnati i paramilitari), sono dirette da conosciuti
narcotrafficanti. Questi sono stati alleati strategici della CIA e della
DEA quando venivano richiesti i loro servizi, cosi come viene dimostrato
dalla creazione dei PEPES, un gruppo associato al fronte di Cali e della
DEA, che assassinò il narcotrafficante Pablo Escobar Gavina, contribuendo
decisamente alla disarticolazione del poderoso fronte di Medellin, secondo
la denuncia fatta da pochi giorni dalla banda di sicari "la Terrazza"
nell'esteso documento pubblicato per Semana, rivista molto conosciuta
in Colombia.
I contadini colombiani così come il movimento popolare risponderanno
alle difficoltà del nuovo progetto che si sta pianificando, però
precisano che non sono soli, necessitano di voci, le mani e l'appoggio di
tutti quelli che sognano e costruiscono un'alternativa democratica e un
mondo più giusto.
Le politiche antiagrarie che predominano nell'attuale tempo neoliberista,
hanno minato le possibilità di autosufficienza alimentarie nei paesi
del sud, provocando cosi una distruzione di rami industriali legati ai prodotti
del campo. I monopoli e gli oligopoli si sono proposti di transgenizzare
e controllare le produzioni alimentari del pianeta, convertendo questo strategico
potere in un meccanismo di dominazione coloniale. Questo è uno degli
inganni del Piano Colombia e che per noi è necessario smascherare.
In più , è un inganno mettere allo stesso piano le coltivazioni
di coca e di oppio (denominati arbitrariamente illeciti), con il narcotraffico.
Le stesse si sono costituite come coltivazioni di sopravvivenza incorporate
nell'economia contadina. I contadini furono abbandonati a questa nuova realtà
per le circostanze sociali e economiche fino a che furono sottomessi. Ne
consegue che è improprio che si denominano coltivazioni illecite.
Nell'idea dei contadini, le coltivazioni di coca e di oppio continueranno
ad essere un frutto della terra. Tra l'altro, l'unica possibilità
per le condizioni geografiche delle zone colonizzate dove vennero ubicati.
In generale le coltivazioni di coca costituiscono una forma di resistenza
contadina, per non abbandonare il suo mondo rurale. Per questo è
molto importante separare le due realtà: il narcotraffico e le coltivazioni.
Il primo è un fenomeno coesistente al capitalismo, il secondo un
prodotto delle ingiustizie del capitalismo quando si combinano latifondo,
violenza e politiche antiagrarie.
4. il Piano Colombia e il processo di pace: I ricchi dignitari
degli USA e della Colombia hanno insistito che il loro compromesso è
con la pace. Ed è certo; che la loro è una pace molto lontana
da quella che realmente necessita la Colombia, l'ossessione della classe
dominante colombiana in merito alla pace vuole obbligare la resistenza guerrigliera
a che firmi un accordo, in cui i principali componente siano la consegna
delle armi, la mobilitazione e il reinserimento dei gruppi guerriglieri
nelle istituzioni tradizionali, offrendo in cambio numerosi sostegni e aiuti
elettorali, finanziamento e di progetti assistenziali tramite ONG, così
come successe nel passato con il m-19, l'EPL e la CRS (settore minoritario
che apparteneva al ELN).
Non si può cadere nel tranello che implica un intervento così
detto umanitario per arrivare alla pace. Il Piano Colombia pianifica una
pace che assomiglia a quella dei sepolcri. Questa proposta sta costruendo
adepti nei gruppi delle ONG, che sono caduti nell'errore di separare aspetti
sociali e militari che contiene il Piano Colombia. La parte sociale di questo
piano, teoricamente legata alla pace, è la carota assistenziale che
serve per lavare le coscienze dopo il bastone neoliberale e militare.
Per finire vorrei sottolineare che il Piano Colombia tende a convertirsi
nella punta della freccia del intervento economico, politico e militare
degli USA, a quello che considerano il giardino di casa.
Siamo posti a dura prova, il nostro popolo dovrà moltiplicare la
sua dignità e valenza, per affrontare un'importante tappa di lotta
e resistenza. Abbiamo la responsabilità di dare una svolta alla storia
che ci vogliono assegnare. Dovremmo giocare (come si sta già facendo
) una carta molto importante, la lotta sociale e popolare, espressione della
lotta guerrigliera. Questa si converte nel simbolo e nella speranza, per
le lotte di resistenza che alzano i popoli contro il capitalismo predatore
e selvaggio.
Il rifiuto internazionale al Piano Colombia contro la Colombia deve diventare
il collante della lotta politica che alza i popoli oppressi e sfruttati
contro la globalizzazione egemonica e militarista del capitale potente,
tanto degli USA come dell'Europa. Questo deve segnarsi tra gli sforzi più
cari che ci imbarcano per costruire e arrivare alla pace.
La democrazia e i diritti umani sono incompatibili con il colonialismo che
soggioga e restringe l'autodeterminazione e l'indipendenza dei popoli. Per
vincere questo disegno di non dignità, miseria sociale, dittatura
economica e politica, è necessario passare dalle proposte alla resistenza
concreta. Se siamo a favore della democrazia e dei diritti umani, abbiamo
un obbligo morale ed etico: lottare senza paure contro il sistema che li
nega.